La contadina superba

Intermezzo per musica in due atti


Testo del libretto


PARTE PRIMA

Scena prima

Sala in casa di Beltrame, in fondo della quale tavolino con libri di conti, ed altre carte in disordine.

Diversi sacchi quà, e là sparsi pieni di vari generi, con istrumenti contadineschi per terra: Innanzi, da un lato della Scena, Lisetta, che cuce, dall altro Rosina, che attende ad altri lavori. Giocondo seduto a tovolino in atto di scrivere, e Beltrame, che astratto passeggia, e legge alcune carte.
Lisetta e Rosina
Tutto il giorno si fatica,
Sempre, sempre si lavora:
Ah se fossi una Signora
Vorrei ridere, e scialar.
Beltrame
Due di Luna, sei d'Epatta,
Alli venti è l' Estrazione:
Il vent'otto in conclusione
Non, Signor, non può sbagliar.
Giocondo
(Giocondo intanto s'alza furtivamente.)
Sol per darvi un'occhiatina
Me ne vengo qua bel bello:
Andrò poi, visetto bello,
Con più forza a lavorar.
Lisetta
Furbacchiotto, andate, andate.
Rosina
(Oh che fiera gelosia!)
Beltrame
(A Giocondo.)
Signorino, cosa fate?
Giocondo
Stavo un poco a passeggiar.
Rosina
(Stava un poco a civettar.)
Beltrame
Presto i conti a terminar.
Giocondo
Ah son pure sfortunato!
Beltrame
(Il quaranta è assai sfacciato.)
Lisetta
(Voglio un Sposo, che abbia titolo.)
Rosina
(Voglio farla disperar.)
Tutti
Gira, gira, vola, vola
La mia testa notte, e dì.
Se la sorte mi consola
Non andrà sempre cosi.
(Giocondo torna a scrivere.)
Beltrame
Maledetta fortuna
Ti prenderò ben io per il ciuffetto;
Vincerò questa volta a tuo dispetto.
Rosina
Il terno, Signor zio?
Beltrame
Il terno, il terno:
Senti, che cosa dice
Il Vecchio di Milano . . .
Rosina
Oh io non me n'intendo.
Beltrame
Scioccarella!
Me n'intendo, ben'io.
Vedrai uscir di botto
Il dodici, il quaranta, ed il vent'otto.
Lisetta
Sarà grossa la vincita
Papà mio bello?
Beltrame
Venti mila scudi
Poco più, poco meno.
Rosina
(Che sciocco!)
Lisetta
E quando arriva
La nuova?
Beltrame
Domattina.
L'Estrazione già è fatta,
E potrebbe da Genova
Arrivar questa sera.
Rosina
Il Padre mio
Mi lasciò della roba . . .
Beltrame
Qualche casa,
Qualche Poder . .. io custodisco tutto,
E sta bene in mie mani.
Rosina
(Non troppo.) In occasione,
Che diventate ricco,
Mi potreste assegnar un po' di dote.
Beltrame
Penserò ancora a te, cara Nepote.
Lisetta
(A Beltrame.)
Con ventimila scudi
Che serve ch'io lavori?
(S'alza.)
Beltrame
(A Rosina, accennando Lisetta.)
Che talento!
Che bellezza!
Rosina
(Che rabbia!
Tutti la credon bella, e ognuno l'ama.)
Beltrame
Perchè, barbari Dei, non farla Dama!
Rosina
Oh non ne posso più: questo lavoro
M'à seccato.
(S'alza.)
Lisetta
Papà, vado a specchiarmi,
A rassettarmi un poco: due fioretti .. .
I nastri rossi . . . ah sarò pur bellina:
Parerò certamente una Damina.
(Parte.)

Scena seconda

Beltrame, Rosina, Giocondo.
Beltrame
O che figlia, che figlia!
Rosina, chi ti pare?
Rosina
Voi l'invanite troppo.
Beltrame
Ma s'è bella,
Se lo dicono tutti.
Fin il nostro Padron n'è innamorato.
Giocondo
Ecco il conto pulito, e terminato.
Beltrame
Quanto resto di sotto
Con il Padron?
Giocondo
Di cento scudi.
Beltrame
Ebbene,
Domani colla vincita
Lo pagherò: domani, sì, domani . . .
(Inquietandosi nel veder che ridono.)
Ma se la cosa è chiara; se il mio letto
Andava tutto a fuoco l'altra notte . . .
E poi ecco la cabala di Napoli:
Ecco il versetto di Livorno: udite,
Come si spiega il Vecchio di Milano,
Chiaro, senza alcun gergo, e senz'arcano.
Leggendo.)

Angelica la bella
Sola trionferà.
Tre Angeliche vi sono,
La lista, eccola quà.
E poi più del Vecchietto,
Il foco . . . il sogno . . . il letto
Dicon la verità.
Ebben, non serve a ridere,
Non v'è difficoltà.
(Parte.)

Scena terza

Rosina, e Giocondo.
Rosina
Una cattiva nuova vorrei darvi,
Giocondo mio.
Giocondo
Che v'è di nuovo?
Rosina
Ho visto
Partir la vostra bella
Senza darvi un occhiata.
Giocondo
Oimè! . . Pur troppо
Ho timor, che non m'ami
La mia cara Lisetta.
Rosina
V'è di peggio:
E' andata a farsi bella
Per piacere al Padrone.
Giocondo
Al Conte?
Rosina
Si, che in breve
Dee tornar dalla caccia.
Giocondo
A farsi bella . . .
Per piacere al Padrone! . . Oimè, che gielo!
Che tremor per la vita . . .
Rosina
Io v'amo tanto . . .
Vi son tanto fedele . . .
Giocondo
A farsi bella?
Ah ingrata! . . Sol per lei,
(Smaniando.)
Per ajutare il Padre,
Fatico tutto il giorno . . . Mi son reso
Quasi uno schiavo . . .
Rosina
Eppure
Non v'ama.
Giocondo
Non è vero:
Chi à bello il volto, à bello il cor: non mi ama?
M'amerà, m'amerà! . . Se poi, cospetto,
Il Signor Conte ardisse . . . ah non lo credo.
M'amerà, m'amerà . . .
Rosina
Non lo credete:
E' una ragazza vana, una fraschetta,
Che vuol far la Signora,
Che sol de' Personaggi s'innamora.
Giocondo
(Smanioso.)
Io fo qualche pazzia:
Amar Lisetta mia! . . Si, collo schioppo
Il Conte ucciderò . . . .
Sarebbe meglio . . . oibò!
Ecco qui un Istrumento.
(Raccoglie un ferro, che vede per terra.)
Rosina
Cosa fate?
Giocondo
Voglio far ripulire
Questo ferro . . . (Anzi voglio
Imbrattarlo nel sangue . . . O il foco addosso;
Poi fuggo . . . vado via . . .
Torno . . . resto . . . la sposo . . .)
Rosina
Ma, che avete?
Che parlate da voi?
Che pensate, si sa?
Giocondo
(Con aria torbida.)
Niente.
Rosina
Piantatela
Se colei vi tradisce.
Giocondo
E come?
Rosina
Come?
Come facean gli Antichi. Via, carino,
Lasciate andar colei pe' fatti suoi:
Datemi retta, ci son io per voi.

Lasciatela in buon'ora;
Che faccia la Signora,
Amare chi non ama
È cosa da schiattar.
Passa per semplicina . . .
È furba più di me.
Dicono, ch'è bellina . . .
Crediatemi, non è.
Se io non son vezzosa,
Almen son manierosa,
Non sono una fraschetta,
Son schietta, schietta, schietta,
Son docile, son stabile,
Sò l'arte dell'amar.
(Partono per parti opposte.)

Scena quarta

Sobborgo con casa pratticabile di Lisetta, e veduta di Campagna.

Al lieto suono di trombe da caccia, viene il conte Ernesto con servi, altri de' quali conducono i Cani, altri portono in spalla degl'animali uccisi, indi Giocondo.
Conte
Bel mirar dal piano al monte
Fuggitive andar o Belve:
Bell'udir le care selve
All'intorno risuonar.

Ehi, portate al Castello
Queste belve, che uccisi di mia mano,
Vo' rimaner qui solo:
Amo l'amenità di questo suolo.

(I Cacciatori replicando la stessa lieta sinfonia, partono per il Castello, mentre il Conte passeggiando osserva la casa di Lisetta.)

Lisetta è bella, e piace agl'occhi miei:
Ma, oh Cielo! è mia Vassalla!
Che direbbe la gente,
S'io la sposassi? . . Forse . . . E perchè no?
L'unico non sarei . . . ci penserò.
Giocondo
(Eccolo qui l'amico.)
(Ora si fa vedere, ora si retira.)
Conte
Non conviene
Ch'io salga quelle scale.
(Si avvicina alla casa, poi torna indietro.)
Giocondo
(Uccidere il Padrone? Oibò, fò male:
Giocondo, bada a te.)
Conte
Che cosa vuoi?
Chi sei? Parla.
Giocondo
Chi sono?
Un Uom come voi siete. (Manco male,
Ch'egli non mi conoscе.)
Conte
Qui vicino
Cosa facevi?
Giocondo
Niente:
Vi guardavo per gusto.
Conte
Villanaccio . . .
Bussa li a quella porta.
(Accennando la casa di Lisetta.)
Giocondo
Dite a me?
(Ah l'ammazzo senz'altro.)
Conte
Sì: vorrei
Parlare un poco con Lisetta.
Giocondo
(Oh diavolo!
E ò da far da mezzano,
Perchè egli parli con Lisetta mia?
La fo senz'altro la corbelleria.)
Conte
Come! Ancor non ti muovi? . . .
Che ferro è quello . . . temerario parla:
Sei tu qualche Sicario?

Scena quinta

Lisetta che esce dalla casa, e detti, indi Rosina in attenzione, poi Beltarme.
Lisetta
Cos'è stato,
Signor Padron?
Conte
Costui
Con un ferro nascosto
M'è venuto vicino . . . avea senz' altro
D'uccidermi intenzione:
Ah dev'esser costui qualche briccone.
Lisetta
(Ah povero Giocondo . . .
Chi sà . . . per gelosia . . .
Salviamol se si può.) Deh perdonategli,
Eccellenza, il meschino è un poco scemo,
E debol di cervello:
Ride in vederlo sol tutto il Castello.
Giocondo
(Ah maledetta! Io pazzo?
Questo di più?)
Lisetta
Vedete
Quanti contorcimenti,
Quanti gesti, che fa?
Conte
Ma se è furioso
Convien legarlo.
Rosina
È pazzo, si, Signore:
(Si salvi l'Idol mio.)
Giocondo
(Eccone un'altra.)
Rosina
Beltrame lo conosce, egli lo sà,
Egli ve lo dirà.
Beltrame
M'inchino a Sua Eccellenza.
Conte
Ehi, dimmi un poco.
Colui chi è?
Rosina
(Piano a Beltrame.)
Dite ch'è pazzo.
Beltrame
(Restando attonito.)
(Come?)
Lisetta
(Facendo occhio al Padre.)
Non mi ricordo il nome . . .
Ma è quello scemo, Papà mio, che un giorno . . .
Beltrame
Ah si, sì, mi sovviene . . .
(Ma un ora fa non era pazzo . . .) A dirla,
À la testa un po' debole.
Scusatelo, Eccellenza.
Giocondo
(Io fremo, io schiatto, io non ò più pazienza.)
Conte
Tieni povero sciocco:
Fatti curar.
(Vuol dargli delle monete.)
Giocondo
Non voglio niente.
Beltrame
Almeno
Due librette di sangue . . .
Giocondo
Ma che sangue,
Potenza in terra: Voi
Siete pazzo pe' numeri. Tiranna,
(A Lisetta.)
Tu sarai la rovina
Del povero Giocondo: E tu, fraschetta.
(A Rosina.)
D' accordo con costoro . . .
Ah Conte, Conte . . . Per la rabbia io moro.

Il core in sen mi palpita,
Il sangue, oh Dio! s'arresta . . .
Ah che vapori orribili
M' ingombrano la testa:
E gelida la fronte . . .
Vacilla, e s'apre il suolo . . .
Par che rovini il Monte . . .
Misero che farò.
Lisetta, bella, bella,
Lisetta, tu sei quella,
Che il cor la mente, i spiriti,
Che tutto mi rubbò.
(Al Conte.)
Indegno, se ci capita:
Crudel, se mi tormenti . . .
Ah per la rabbia i denti
Mi tremano, mi ballano,
(A Lisetta.)
E più parlar non so.
(Parte.)
Rosina
Signori, con licenza:
(Voglio seguir Giocondo;
L'unica cosa, che mi preme al Mondo.)
(Parte.)

Scena sesta

Il Conte, Beltrame, e Lisetta.
Conte
E' molto stravagante
La pazzia di costui: mi par che l'abbia,
Lisetta, anche con te: conviene assisterlo,
Convien farlo guardar.
Beltrame
(Piano a Lisetta.)
Ma come mai
S'è impazzito si presto?
Lisetta
(Piano a Beltrame.)
Zitto per carità, che fu un pretesto.
Conte
Passiamo a cose allegre.
Pensi ancora, Beltrame,
A dar Marito alla tua figlia?
Beltrame
Veda:
Son tanti i Concorrenti . . .
Me la chiedono tutti: ma vorrei
Darle un Marito a modo mio.
Conte
Sentiamo,
Come à da esser questo Sposo?
Beltrame
Nobile.
Conte
Nobile? Che Buffone!
Beltrame
Grazie a Vostra Eccellenza.
Lisetta
La figlia d'un Fattore
Può prender per Marito anche un Signore.
Conte
(Quanto è innocente!)
Beltrame
E dice bene: e poi . . .
Mia figlia à gran quattrini.
Lisetta
Son ventimila scudi:
E vero Papà mio?
Beltrame
Si, ventimila,
E doman l'altro mi saran contati.
Conte
Già denari rubbati,
S'intende.
Lisetta
Ih! cosa dice:
Rubbar mio Padre? Oh questo mi dispiace.
Conte
(È bella e quando parla, e quando tace.)
Beltrame
E' denaro di vincita,
Denar del Lotto.
Conte
Si: me lo figuro;
Ma per giocar tu rubbi, e impoverisci
La mia cassa, il mio Errario.
Beltrame
Io gioco, Padron mio, col mio salario.
Conte
(Mi prendo spasso con costui.) Lisetta,
Dimmi la verità:
Mi vuoi bene?
Lisetta
Per dirla, io v'amerei,
Ma strapazzate tanto il Padre mio . . .
Conte
Lisetta amami pur, ch'io t'amo: addio.
(Parte.)

Scena settima

Lisetta, Beltrame, e Rosina in disparte.
Beltrame
Lo senti? Il Conte t'ama.
Lisetta
Che m'importa
Dell'amor suo? Frattanto
Non si discorre mai di sposalizio.
Beltrame
Ma sempre quest'amore è un buon indizio.
Lisetta
Il povero Giocondo
E' più caro, è più amabile.
Beltrame
A proposito:
Cos'è questa pazzia?
Lisetta
Volea per gelosia
Dare in testa al Padrone; io per salvarlo
Vedendo un tal cimento . . .
Beltrame
O' capito. (Oh che figlia! Oh che talento!)
Rosina
(Scopriamo un po' paese:
Non è mal qualche volta
Sentire i fatti altrui.)
Lisetta
Se fosse nobile
Giocondo mio . . .
Beltrame
Giocondo
Non è per te.
Lisetta
Disgrazia
Che non sia Cavalier!
Rosina
(Puh, che gran Dama!
Lasciatela passar.)
Beltrame
Penso di darlo
A Rosina in isposo.
Rosina
(Me lo piglio da me.)
Lisetta
Oh non Signore,
Rosina non l'avrà.
Beltrame
Ma figlia mia,
Se il Padrone ti sposa,
Che vuoi far di Giocondo?
Rosina
(La cosa è chiara.)
Beltrame
Un mio Podere in Dote
Penso dare a Rosina, appena giunge
La nuova della vincita.
Rosina
(Stò fresca,
Se aspetto una tal nuova,
Per aver la mia Dote. Qui bisogna
Macchinar col cervello . . .
Avrò Giocondo, ed il Poder più bello.)
(Parte.)
Lisetta
Ma un sì fedele amante
Vederlo Sposo di Rosina . . . Oh Dio!
Questa cosa m'accora . . .
Caro Padre, non risolvete ancora.

Voglio aver come fan tante
Si, Signor, più d'un amante:
Voglio il Savio, il Ricco, il Bello,
Lo Sguajato, il Pazzarello;
Vo' che tutti s'innamorino,
Che sosperino per me.
Donne care, non va bene?
Questo è quello, che conviene:
La Fanciulla non val nulla
Se volubile non è.
(Partono.)

Scena ottava

Gabinetto nel Palazzo del Conte.

Rosina, e Giocondo, che va smaniando.
Rosina
Questo è il ringraziamento,
Dopo avervi salvato
Dall'ire del Padrone?
Giocondo
Ma non v'era
Necessità di dir che sono un matto,
Che mi manca il cervello:
Rosina
Via, Giocondo mio bello,
Venite, andiamo via.
Giocondo
Voglio star qui.
Voglio fargli veder, che non son matto.
Rosina
Ma vi pare ben fatto
Di star chiuso, e nascosto nelle camere,
Nel Palazzo del Conte? Qual sospetto
Formerebbe di voi . . . Ma viene, oh Dio!
Nascondetevi . . .
Giocondo
Oibò, vo' star qui fermo:
Rosina
Presto . . . Oimè dal timor son semiviva.
Giocondo
Via, mi nasconderò . . .
Rosina
No, ch'egli arriva.

Scena nona

Il Conte, e detti.
Conte
Come! Il pazzo stà quì?
Che cerchi in questo loco?
Sbrigati.
Giocondo
Le diro . . .
Rosina
Statevi zitto voi, ch'io parlerò.
(Invenzioni assistetemi.)
Perdonate, Eccellenza, io son sincera,
Voi già mi conoscete, e adesso il fatto
Vi racconto tal quale.
Conte
(Il discorso va a lungo: stiamo male.
Son stanco . . .) Olà una sedia.
(Esce un Servitore, e porge una sedia al Conte.)
Giocondo
(Che gran testa
Feconda di raggiri!)
(Il Conte siede.)
Rosina
Il poverino
Non è poi tanto pazzo
Come si dice.
Conte
E che cos'è?
Rosina
Geloso,
E geloso di me: temea, che voi,
Perdonate, Eccellenza,
Innamorato della mia persona,
Rondaste intorno alla mia casa.
Conte
Sciocco!
Ti par, ch'ami Rosina?
Rosina
Glie l'ò detto,
Che non è vero; eppur m'è bisognato
Condurlo quì: lo vuol sentir da voi;
Se ne vuole accertar.
Conte
Oh non temere:
Io non amo Rosina,
Da Cavalier lo giuro; e se la vuoi,
Prendila adesso ancor.
Giocondo
Piano, Eccellenza,
Il fatto stà . . .
Conte
Che fatto?
Io non l'amo, ti dico.
Rosina
E per questa ragione era venuto
A fare il bravo . . .
Conte
Ò inteso:
Non te la rubbo nò.
Giocondo
Ma non è questo
Il punto forte, il punto principale,
Il punto è, che Lisetta . . .
Rosina
Eh, ch'egli burla:
E' faceto, sapete? Qualche giorno
Mi à fatto far risate . . .
Giocondo
(Oh resistete amanti, e non schiattate.)
Rosina
Giocondo, state allegro,
Divertite il Padrone: sarò vostra,
Levatevi d'affanno:
(Or vado a preparare un altro inganno.)
(Parte.)
Conte
Dunque, se sei faceto
Fammi ridere un po' con qualche bella
Spiritosa invenzione.
Giocondo
(Mi mancava di fare anche il buffone.)

Scena decima

Beltrame, Lisetta, e detti.
Beltrame
Signor, deh permettete,
Che una vostra Vassalla rispettosa
Venga qui ad inchinarvi,
Come porta il dover, la civiltà . . .
Conte
Via, quante ciarle. Un'altra sedia quà
(Esce un Servitore, e reca un altra sedia.)
Lisetta, troppo onore . . .
Lisetta
E mio l'onore:
E che onore, Eccellenza.
Giocondo
(Fremendo.)
(Lo sentite,
Che bel cirimoniale!)
Lisetta
(Cosa vedo,
Giocondo è là!)
Conte
Sedete.
Beltrame
(Questa nuova
Quando, diavolo, arriva?)
(Lisetta va per sedere, Giocondo scosta la sedia.)
Giocondo
Piano, piano:
Le Ragazze non siedono
Cosi vicine a un Cavalier.
Conte
Che pazzo!
Mi fa rider davvero.
(Accosta la sedia, e discorrono fra loro.)
Beltrame
(Quel quaranta
E' fortunato.)
Giocondo
Quando è questo poi
Vo' sentir ancor io.
(Siede accanto a Lisetta.)
Conte
Oh che bizzarro umor!
Lisetta
(Che impegno è il mio!)
Beltrame
Cosa fai, temerario?
Conte
Taci, bestia:
Dir, che Giocondo è pazzo ? Non è vero.
E un giovane grazioso,
Ed io per mio buffon l'ho dichiarato.
Giocondo
(A Lisetta.)
Io ti voglio cavar quel core ingrato.
Conte
Sgridala: sì, ch'è ingrata,
Non mi vuol bene.
Lisetta
(Ah perchè mai quì venni!
Prevedo una rovina.)
Beltrame
(Dovria sbagliar al più d'una decina.)
Giocondo
A trattar coi Signori?
Vedete, che albagia, che impertinenza!
Lisetta
Signor, mi dia licenza.
(S'alza.)
Conte
Dove andate?
Non parla già per voi:
Crede parlar adesso con Rosina,
Di cui è innamorato
Acceso alla follla.
Lisetta
Come! (Che ascolto!)
Innamorato di Rosina?
Conte
Assai:
E geloso di più.
LIsetta
(A Giocondo.)
Me ne consolo.
Giocondo
(Io schiatto.)
Conte
(A Giocondo.)
Non la vedi?
Questa è la bella, amabile Lisetta:
Non è Rosina.
Giocondo
E dodici:
Io vi dico così . . .
Beltrame
(A Giocondo.)
E' uscito il dodici!
Come lo sai?
Giocondo
(Per Bacco,
Questa è una vita da crepar.)
Beltrame
(A Lisetta.)
Il dodici
È uscito sì, o no?
Lisetta
Eh lasciatemi star, ch'io non lo so.
Conte
Giocondo, io me ne vado:
Spiegale l'amor mio, tu che sai l'arte
D' innamorar Rosina. Da qui innanzi
Non esser più geloso, e tu, Lisetta,
Bada ben finchè vivi,
Non ammetter nel cor la gelosia.
Costei fa degl'amanti aspro governo:
E' la furia peggior, che chiuda Averno.

Sembra d'Amor compagna
La gelosia talora:
Ma è fiamma, che divora,
Furia crudele, ingrata;
Sol per tormento nata
Per farci delirar.
(Parte.)

Scena undicesima

Lisetta, Giocondo, Beltrame astratto, che di tanto in tanto si scuote.
Lisetta
Amar Rosina, esser geloso, e poi
Far con me il cascamorto.
Giocondo
Sì, giurarmi
Sincera fede, e poi
Far le visite al Conte?
Lisetta
Una Vassalla
Dunque non dovrà far i convenevoli
Col suo Padrone? Oh buono:
Ci mancherebbe questo.
Giocondo
Si conosce il pretesto.
Lisetta
Oh si vede, si sà.
Giocondo
Grand'amore davver!
Lisetta
Gran fedeltà!
Giocondo
Vơ che a tutto il Castello
Sia noto questo tratto.
Lisetta
I vostri amori
Son palesi abbastanza,
E' publica la nuova.
Beltrame
(A Lisetta.)
Come, come?
E' publica la nuova?
Corpo di bacco! E i numeri
Quali sono?
Lisetta
Che numeri?
Litigo con colui.
Beltrame
(A Giocondo.)
Che non vuoi dire
Qual'è la nuova? Parla:
E' bassa, o alta l'Estrazione?
Giocondo
Eh andate,
Sono già fuor di me: non mi seccate.
(Parte.)
Beltrame
Davvero, che costui
È un pazzo indemoniato: Figlia mia,
Sentimi, dove vai?
Dimmela l'Estrazion, se tu la sai.
Lisetta
Che volete, ch'io sappia.
È una vita da cani:
Proprio mi ucciderei colle mie mani.
(Parte.)

Scena dodicesima

Beltrame, indi Rosna correndo, e affannata.
Beltrame
Costoro con chi l'anno?
La cosa non mi sembra naturale . . .
Litigar così forte . . . questionare . . .
Fosse un numero franco
Per quest' altra Estrazione! . .
Vado a veder, deve stà questione.
(Nel partire s'incontra con Rosina.)
Rosina
La mancia, Signor Zio;
E' venuta la nuova . . . Ò corso tanto . . .
Sono tanto affannata . . .
Ah sudo per la pena . . .
Beltrame
Ma la nuova
La sai bene? Ci è il dodici, il quaranta:
Rosina
Ci sono tutti, tutti . . .
Lasciatemi sedere . . . Ch'Estrazione! . .
Quando l'ho vista, Signor Zio . . .
Beltrame
Ma sbrigati,
Che cosa è uscito?
Rosina
L'ò copiata io stessa . . .
L'avevo qui . . . No, non è questa . . .
Beltrame
Oimè! . .
Mi vien la febbre a freddo . . .
Rosina
Manco male:
L'ho pur trovata.
(Presenta una carta a Beltrame.)
Beltrame
Cosa vedo! Oh Cielo! . .
Ecco il Quaranta . . . Ecco il Vent'otto . . . il Dodici . .
Rosina
Dunque ci è il terno? . .
Beltrame
Altro che terno . . . guarda!
(Cavando una gran lista di gioco.)
Dodici è capo gioco . . . Sono due,
Tre . . . quattro . . . cinque terni.
Oh che smania! Io non reggo . . . presto, presto:
Fa venir due cavalli,
Che volin come il vento . . .
Rosina
Per chè farne?
Beltrame
Voglio partir per Genova:
Non voglio star più quì: vo' che mia Figlia
Veda il gran Mondo . . .
Rosina
Oimè!
E la Dote, il Podere,
Che mi avete promessо?
Beltrame
Sì: ti dono
Il Podere più pingue, e a me più caro.
Rosina
Andiamo dal Notaro.
Beltrame
Andiamo subito . . .
Eccomi finalmente in altro stato.
Eosina
(Il povero merlotto ci è cascato.)
Beltrame
Senti, Rosina, vo' comprare un Feudo,
Una Carrozza nuova . . . Sei Polledri . . .
Tavola a tutti . . . Cavalieri, Duchi . . .
Mia figlia con un Drappo
Tessuto d'oro . . . Oh che gran caldo è questo . . .
Un foco . . . un Mongibello . . .
Mi sento in seno, oh Dio!
Conte, Rosina, vil tugurio: addio.

Vado a Parigi, a Londra:
Nè ci vedrem mai pіù.
So anchio strisciare il piede
Coll'aria di Monsù.
Colla mia cara Figlia
Poi passerò in Siviglia;
Ivi con aria grave
Cosi passeggiarò . . .
Servitori, e Cavalli,
Aiduchi, e Pappagalli . . .
Di quà, Signor Marchese,
Di là Sor Cavaliere . . .
E per il troppo giubilo
Sì, sì m'impazzirò.
(Partono.)

Scena tredicesima

Cortile nel Palazzo del Conte.

Lisetta, Giocondo, il Conte, poi Beltrame.
Lisetta
Voglio amar chi mi pare:
Cosa t'importa?
Giocondo
Il Conte
E' il vostro Cicisbeо.
Lisetta
Non l'odio, è vero;
E se m'avesse subito
Data la man di Sposo . . . forse, forse . . .
Per diventar Signora . . .
Giocondo
Brava! (E in faccia me lo dice ancora:)
Lisetta
Egli non si è spiegato, e questo core
Volea donarlo a te . . . ma ci è Rosina,
Che à preso il posto mio.
Giocondo
Ma se non l'amo . . . se lo giuro . . . Oh Dio!
Conte
Ebben, cara Lisetta,
Che ti dice Giocondo?
Lisetta
Poverino!
Cosa non fa per voi . . . ne dice tante,
Perchè io v'ami, v'adori.
(Si tormenti così.)
Conte
Ti son tenuto:
E vo' per ricompensa
Darti Rosina questa sera.
Giocondo
(Oh sorte,
Da me che mai pretendi?
Che vuoi da' fatti miei?)
Lisetta
Si, questa sera sposerà colei.
E voi, Signor Contino
Mi darete la mano in quest'istante.
(Crepa, schiatta.)
(Guardando Giocondo.)
Giocondo
(Oh che mostro! Oh che incostante!)
Conte
Piano, piano, Signora,
Avete troppa fretta: io v'amo, è vero,
Ma prima di sposarvi . . .
Ci vo' pensare un poco.
Giocondo
Via, Contessa
(Deridendola.)
Differite a sposarlo un altro giorno.
Lisetta
(Ah di più mi deride: oimè, che scorno!
Mi sento dal rossore,
Dalla rabbia, dal duol, mancare il core.)
Conte
Voi piangete? Non temete:
Forse un dì vi sposerò.
Giocondo
(Burlandola.)
Madamina, Contessina,
Io da servo vi farò.
Lisetta
(Son smarrita, son confusa . . .
Chi mi sprezza . . . Chi mi accusa . . .
Ah ci fosse il Padre mio . . .
Ah che farmi, oh Dio, non so!)
Conte
Via, Lisetta, deh non piangere:
Fido Sposo un dì sarò.
(Parte.)
Giocondo
Via, Signora, non ne dubiti:
La saluto, e me ne vò.
(Parte appresso al Conte minacciandola di volersi vendicare.)
Lisetta
Son rimasta sola, sola,
Sventurata, poverella . . .
Che mi giova l'esser bella,
Che mi giova la bontà.
Beltrame
(Fuori di se.)
Che allegrezza, Figlia mia . . .
La Carrozza . . . i Servitori . . .
Gran Mantiglia . . . Grandi onori;
E Lacchè di quà, e di là.
Lisetta
Non scherzate, deh parlarte . . .
Pur son degna di pietà.
Beltrame
(Mostrandole i pagherò confusamente.)
Oh cospetto, cospettone!
Leggi, leggi; osserva un poco . . .
Quanti terni, che bel gioco! . . .
Sorte egual, no, non si dà.
Lisetta
Non ci spero, non è vero . . .
E il mio duol crescendo va.
Rosina
(Frettolosa.)
Ah Lisetta . . . che contento!
Il Podere . . . La mia Dote . . .
Che gran Zio per la Nepote . . .
Oh che gran felicità.
Lisetta
Ma spiegatevi, sentite:
Dite, oh Dio, che mai sarà?
Rosina
Che volete, che vi dica . . .
Il Notaro . . . L'Istrumento . . .
Oh che gioja in seno io sento,
Oh che invidia ognun' m'avra?
Lisetta
Io vi lascio, parto, oh Dio!
Perchè anch'io deliro già.
(Nell'atto di partive, viene il Conte con Giocondo, il quale resta in disparte a ridere.
Conte
Ah infedele, ingrata Donna!
Per Giocondo è il vostro core:
Ò scoperto il vostro amore,
E la bella fedeltà.
Lisetta
Mi stordisco, m'impazzisco:
Questa è troppa crudeltà!
Conte
Va crudel . . .
Lisetta
Di sasso io resto.
Conte
Bell'amor!
Lisetta
Che affanno è questo!
Beltrame
(Verso il Conte, e Lisetta.)
(Con chi l'anno?)
Rosina
(Che cos'è?)
Conte
(A Lisetta che vorrebbe placare il Conte.)
Parti . . .
Rosina
(Ridendo.)
(Oh bella!)
Beltrame
(A Lisetta.)
L'ha con te?
Lisetta
(Con smania.)
Ah, che tutti m'uccidete . . .
Ah pur troppo dice a me.
(Volendo partire, s'incontra con Giocondo.)
Giocondo
Fate largo: viene il matto . . .
Servitor, Signor Astratto;
(A Beltrame)
A Madama poi m'inchino,
Che il Contino sposerà.
(Con ironia.)
Tutti
Oh che giorno! Che vicende!
Che gran caso! Che stupore!
La mia testa non l'intende
E comincia a delirar.
(Il Conte, Lisetta, e Giocondo inquietati, Rosina, e Beltrame allegri.)
Lisetta
Ma, Contino, di grazia parlate.
Conte
Non vi deggio neppure ascoltar.
Lisetta
(A Beltrame.)
Voi l'affanno, ch'ò in seno scemate.
Beltrame
La carrozza su fate attaccar.
Lisetta
Ah Rosina, tu almeno consolami . . .
Rosina
Penso ad altro, non voglio parlar.
Lisetta
Tu m'ajuta, Giocondo mio bello . . .
Giocondo
Quello, quello tu devi sposar.
(Accennando il Conte.)
Tutti
Ò nel core una guerra d'affetti,
Che ristretti non ponno più star.
La Fortuna in quest'istante
Sol di noi si prende gioco:
La Fortuna a poco a poco
Fa le menti vacillar.

Fine della prima parte.

PARTE, SECONDA.

Scena prima

Sala in casa del Conte, con due porte laterali, che introducono a' suoi Gabinetti.

Rosina, poi Giocondo, indi il Conte.
Rosina
Vo' cercando del Padrone;
Vo' parlargli colle buone;
Voglio dir la verità.
(Entra in uno de Gabinetti.)
Giocondo
Al Padron vorrei parlare:
(Cercando il Conte.)
Pian pianino vo' passare . . .
Forse qui si troverà.
(Entra nel Gabineito opposto.)
Conte
Ò veduto entrar qui gente:
Ho Lisetta sempre in mente,
Ma Lisetta non sarà.
Giocondo
(Esce timoroso.)
Eccellenza son venuto . . .
Rosina
(Fa lo stesso.)
Eccellenza vorrei dire . . .
Conte
Qual franchezza! Qual'ardire!
Che volete, che cos' è?
Giocondo
Sappia dunque . . .
Rosina
Тосса а me.
Giocondo
Io son primo . . .
Giocondo
Anzi son'io.
A tre
Più soffrir non posso, oh Dio!
Più non reggo per mia fè.
Conte
Ebben, si può sapere,
Perchè, chiusi, e nascosti
Stavate in quelle camere?
Parlate uno alla volta: che volete?
Che cercate da me, che pretendete?
Giocondo
(Tirandolo da parte.)
Signore, con licenza.
Ero venuto a dirvi, che Beltrame
Ha vinto al Lotto.
Conte
L'ò saputo.
Giocondo
Io dunque
Potrei passar fortuna,
S'ei mi desse per moglie Lisettina:
Metteteci una buona parolina.
Conte
Ah stolto, malcreato . . .
Giocondo
(Ò inteso, ò inteso:
La vuol per se, ma se mi salta . . .)
Rosina
In grazia
(Tirandolo da parte.)
Vorrei dirvi a quattr' occhi . . .
Conte
Eh, ch'io non sento
I discorsi segreti, e son seccato.
Giocondo
Ebben, tutta ad un fiato,
E in publico dirò la mia ragione.
Io non sono un buffone,
Non son stato mai pazzo,
Sono amante geloso di Lisetta,
Come già v'accennai; ma voi quel core
Me l'avete rapito . . .
Forse c'incontreremo, ed ho finito.
Rosina
Ed io perchè Beltrame
Si giocava anche il mio,
Sol per mettere in salvo la mia Dote,
E per sposar Giocondo,
Con una falsa nuova l'ò burlato:
Imploro il vostro ajuto: ò terminato.
Conte
(A Giocondo.)
Ed io perchè non voglio
Bricconi in casa mia, t'esilio adesso
Da tutti i Feudi miei: tu ancora vanne
(A Rosina.)
Lungi da questo tetto. I vostri inganni,
Le vostre frodi il core odia, e detesta;
Anch'io parlai: la mia sentenza è questa.
(Parte.)

Scena seconda

Giocondo, Rosina, poi Beltrame.
Rosina
(Per Bacco, ò fatto assai!)
Giocondo
(Giocondo, che risolvi, cosa fai?)
Rosina
(Il Padron m'à sgridato.)
Giocondo
(Il Padron mi detesta.)
Rosina
(Mi ammazzerei.)
Giocondo
(Mi romperei la testa.)
Rosina
(Convien placare il Conte.)
Giocondo
(Oh va in esilio
Giocondo poverello.)
Rosina
(Ah quel Giocondo mio non à cervello.)
Beltrame
(A Rosina con sostenutezza.)
Ehi, mi sapreste dire
Dov'è il Conte?
Rosina
Nol so.
Beltrame
(A Giocondo.)
Gli ò da pagare
Certi pochi denari,
Certo residuo di quei conti . . .
Giocondo
Intendo:
Sarà nelle sue camere.
Beltrame
(A tutti due.)
Mi pare,
Che siate molto afflitti: poverini,
Che vi mancan quattrini?
Azzardate, giocate.
Giocondo
(Se mi stuzzicа,
Or or gli dico schietto,
Che la vincita è falsa.)
Beltrame
Se non erro,
Tu sei Rosina.
Rosina
Si; vostra Nepote,
No ve ne vergognate.
Beltrame
E tu ti chiami
Giocondo se non sbaglio.
Giocondo
Sì, che spesso
V'ò ajutato a far conti,
Perche appena sapete
Scrivere il vostro nome.
Beltrame
Oh, non importa:
I gran Signori scrivon poco: io voglio
Per quest'altra Estrazione
Ajutar tutti due: coraggio: allegri:
Si, voglio darvi i numeri: mi spiace,
Che darveli non posso
Tali, quali l'ò io . . Li darò in gergo:
Giocondo attento.
Giocondo
(Ò altro per il caро.)
Beltrame
Attenta a quel, che dico,
Cara Rosina.
Rosina
(Oh che mi secса.)
Beltrame
Io parlo
In cifra, ed in enigma
A guisa d'un Oracolo: ascoltate;
E poi quel che v'ò detto interpretate.

Già terbido, e fosco
Minaccia Aquilone;
Già sento nel bosco
Ruggire il Leone:
Che vento gelato,
Che mostro spietato,
Mi fanno tremar.
Il terno l'ò dato,
Che cosa vi par?
Rosina
Che un sciocco voi siete,
Che il senno perdete
Per troppo giocar.
(Parte.)
Giocondo
Che siete un Buffone,
Che siete un Bestione,
Che v'àn da legar.
(Parte.)
Beltrame
A un Uomo mio pari
Si perde il rispetto!
Cospetto, cospetto
Vi voglio accoppar.
(Parte.)

Scena terza

Campagna, con casa pratticabile di Lisetta.

Diverse persone affollate intorno la detta casa, tra le quali Suonatori di tamburi, trombe, in atto di rallegrarsi colla medesima, che esce dalla sua casa: poi il Conte, indi Beltrame.
Lisetta
Ah non si può resistere
Ai plausi, ed all'evviva.
Conte
(Ecco l'ingrata,
Pospormi a un Contadino?
Eppure ancor l'adoro.)
Lisetta
(Ecco il Contino:
Ora siamo del pari:
Quì ci vuol serietà.) Che fate Conte?
(Con sostenutezza.)
Prendeste il cioccolato?
Conte
Io vi consiglio
A deporre tant'aria. (Oh se sapesse
L'inganno di Rosina.)
Lisetta
Ma si bacia la mano a una Damina,
Che incivile!
Conte
Ah Lisetta! . . .
Lisetta
Lisetta!
(Guardando intorno.)
Con chi parlate?
Conte
Oh bella!
Parlo con voi.
Lisetta
Lisetta!
A una Signora ricca qual'io sono?
Oh questa sì, che non ve la perdono.
Conte
(Mi fà pietà) Ma voi
Siete forse tradita . . . E se la nuova
Non si verificasse?
Lisetta
E non sentiste
I tamburi, le trombe, i complimenti?
Non udite gli accenti,
Che mi detta il mio sangue illustre, e chiaro?
Foste un altro, io direi; sete un somaro.
Conte
(Ah non resisto.) Dunque una Signora
Non amerà Giocondo.
Lisetta
Chi è costui?
Non mi par di conoscerlo.
Conte
Puo darsi:
Dunque amerete me.
Lisetta
Non siete in tempo.
Differire i sponsali
Con una qual son'io bella, e gentile,
Piena di civiltade, e di modestia?
Scusatemi, Contin, siete una bestia.
Conte
(Sian maledetti i giuochi: ecco impazzita
La più vaga Donzella.
Beltrame
Per trovar voi precipitai di sella . . .
Presto, aggiustiamo i conti.
Conte
Villanaccio:
In mezzo della strada
Si discorre de' conti col Padrone?
Lisetta
Pian piano, Signorino, colle buone.
Beltrame
Sì, parliamo con flemma:
Volete vender questo Feudo?
(Mettendo la mano confidenzialmente sulle spalle del Conte.)
Conte
Indegno,
Io non so chi mi tenga,
Che non ti faccia l'ossa
Romper con un bastone.
Lisetta
Signor Padre,
Cosa volete farne
D'un ignobil Castello diroccato?
Compreremo più tosto un Principato.
Beltrame
Denari non ne mancano.
Lisetta
Contino,
Vi farò qualche volta
Scriver dal Segretario.
Beltrame
Ci verrete
A dire, Addio, nell'atto
Della nostra partenza?
Conte
Ah questo è troppo: io non ò più pazienza.
(Parte.)

Scena quarta

Beltrame, Lisetta, Giocondo, indi Rosina.
Beltrame
Bisogna compatirlo.
Lisetta
Questa destra
Egli l'avrebbe avuta,
Quando era tempo, ma non l'ha voluta.
Giocondo
M'inchino all'Illustrissima,
Alla bella Lisetta.
(Accostandosi.)
Lisetta
(Con aria.)
Un passo più lontan . . .
Giocondo
(Sciocca, fraschetta;
Non sai quel che so io.)
LIsetta
(Quanto son zotici
Questi villani.)
Beltrame
Orsù Contadinello,
Cosa vuoi?
Lisetta
Parla, parla
Con tutta libertà:
Non stare in soggezione.
Giocondo
(Ah non ò sofferenza.)
(Si mette il cappello in capo con rabbia.)
Beltrame
(Mascalzone!)
Giocondo
Il Padron m'à esiliato,
Per buona grazia sua, perchè gli dissi
Alcune verità. Pria di partire
Vi volevo avvertire . . .
Beltrame
Vieni a Genova,
Vieni dietro allo Svimero,
Che a Rosina ordinai.
Lisetta
Vieni vestito
Colla nostra Livrea . . .
Giocondo
Siete due pazzi,
Se volete saperlo . . .
Beltrame
Eh, non scordarti
Di quei numeri in gergo . . .
Giocondo
I vostri numeri
Non usciranno mai; nè sono usciti:
No, non avete vinto,
E l'istessa Rosina
Al Padrone poc'anzi l'afferi.
Rosina
Che si vuol da Rosina. Eccomi qui.
Lisetta
Vieni, vieni: costui
Dice, che non è vera
La gran vincita fatta.
Giocondo
Lo dicesti
Al Conte in faccia mia.
Rosina
Scusatemi, Giocondo, è una bugia.
Giocondo
Ma non dicesti tu . . .
Rosina
Via, che vergogna.
Beltrame
Questa è temerità.
Giocondo
Ma, Rosina, ingannarli è crudeltà.
Rosina
Non gli credete.
Lisetta
Oh le menzogne poi
Non le posso soffrire.
Beltrame
Va in esilio:
Va a procacciarti il pane.
Giocondo
Ma io m'arrabbierei peggio d'un cane;
No, non sono Giocondo . . . . Sì, per Ваcco,
Lo vedrete fra poco
Come finisce l'Estrazione, e il gioco.

Si, burlate, si, ridete,
(A Beltrame.)
Fate pure la Damina:
(A Lisetta.)
Ma Signore, Signorina
Tanta foja finirà.
(Parte.)

Scena quinta

Rosina, Beltrame, e Lisetta.
Rosina
E' stato un suo ripiego:
Era venuto a posta
Per dirvi tenerezze.
Lisetta
Oh non voglio da lui queste finezze.
Beltrame
E i cavalli?
Rosina
Verranno,
Illustrissimo sì.
Lisetta
Anche lo Svimero?
Rosina
Illustrissima sì.
Lisetta
Quanti son belli
Questi titoli, è vero Signor Padre?
Beltrame
Ci convien veramente
Qualche cosa di più.
Lisetta
Che! Signor Nonno
Era nobile?
Beltrame
E come!
Rosina
(Quanto à da finir male!)
Lisetta
Ecco il motivo,
Perchè mi sento un non so che di grande
Dentro le vene ognora,
Un non so che, ch'io non intendo ancora.

Sento in sen brillarmi il core,
Lieta voce in seno io sento,
Che mi parla di contento,
Che sperare ogn'or mi fa.

Oh accenti amabili,
Che il cor mi allettano,
Che il cor mi pungono,
Che sol mi dettano
Pensier magnanimi
Di nobiltà.
Presto a girare,
Presto a trattare:
Già l'Illustrissima
Ciascun mi dà.
(Parte.)

Scena sesta

Rosina, e Beltrame.
Beltrame
Ma non te lo dicevo,
Che Lisetta era nata
Per far la Principessa.
Rosina
E' vero, è vero:
Felice lei.
Beltrame
Tu ancora
Puoi divenir, Rosina, una Signora.
Gioca i numeri franchi,
Studia i versetti, tieni a mente i sogni.
Rosina
È una pazzia.
Beltrame
Pazzia?
Credi, che non si dia
La gran scienza de' numeri?
Rosina
Che scienza?
Non ne son persuasa.
Beltrame
Basta legger Rutilio Benincasa.
E il numero simpatico
Sai tu, come si adopra?
Rosina
Oh non vo' porre questa scienza in opra.
Ne vedo tutto il giorno
Di questi giocatori, e so che tutti
Son rifritti, ed asciutti.
Fin la roba di casa
Impegnan tutto dì le giocatrici:
Ed ecco cosa fan queste infelici.

La mattina, appena è l’alba
Incominciano a ciarlar.
Eh Commare, che bel sogno . . .
Lo sapeste interpretar.
Ò veduto un Can levriero
Brutto, brutto, nero, nero;
Che bajava, strepitava,
Mi voleva morsicar.
Questo è il sei, Commare mia,
S'ode l'altra replicar.
Io ci ò il dieci, me l'à dato
Un gran Savio rinomato:
Su, facciamoci un ambetto,
E s'impegna ancora il letto
Per far l'ambo, e per giocar.
(Parte.)

Scena settima

Beltrame, indi Giocondo frettoloso con carta in mano, poi Lisetta, indi il Conte.
Beltrame
Si, si, ciarlate tutti:
A buon conto son ricco; e in questo giorno
Voglio andarmene via.
Corro intanto a dispor la roba mia.
(Vuol partire in fretta.)
Giocondo
Fermatevi.
Beltrame
Che vuoi?
Giocondo
(Affettando Allegria.)
Oh che fortuna!
Una staffetta . . . vostra figlia . . . presto,
Che venga qui.
Beltrame
Staffette?
Giocondo
Ma sbrigatevi,
Che la cosa è importante.
Beltrame
Si, sì, la fo venire in quest'istante.
(Entra in casa.
Giocondo
Va pur, te n'avvedrai:
Or si che son contento:
Sono almen vendicato
D'una Donna infedel, d'un uom spietato.
Beltrame
Figlia, gran cose in aria . . .
Lisetta
Fosse mai
Qualche Signor, che vuol vedermi?
Giocondo
Legga:
Questa è la vera nuova:
La solita staffetta l'à portata.
(Leggono insieme.)
Lisetta
Sarà l'istessa.
Beltrame
Leggi.
Giocondo
Ora vedrai,
Dispettosa, superba,
Tutti dispersi i tuoi Mariti in erba.
Lisetta
(Con mestizia.)
Padre mio non è quella.
Beltrame
Non è quella,
La vedo anch'io: troppo è più alta.
(In tanto il Conte stà in osservazione.)
Lisetta
Oimè,
Mi batte forte forte il core in petto!
Beltrame
Eh non può star cospetto . . .
L'Ottanta, il ventiquattro . . .
Giocondo
(Ah viene il Conte,
Che cosa dirà mai, se qui mi trova.)
Conte
Non v'è da dubitar, quella è la nuova:
E publica per tutto.
Beltrame
Oh me meschino!
Lisetta
Oh Dio! Siamo stati traditi.
Giocondo
(Io mi nascondo
Meglio che posso.)
Beltrame
(Vedendo Rosina.)
Vieni quà, furfante:
La tua nuova . . .
Rosina
Fu falsa:
Questa è la vera.
Lisetta
Ah indegna!
Rosina
La mia roba
Voi giocavate tutta;
Ed io con quel Poder, che v'ho levato,
Almeno la mia Dote ò assicurato.
Beltrame
(E mi sta bene.)
Lisetta
(Oh Dio!
Che rossor! Che vergogna!)
Conte
Andate adesso
A burlare i miei pari: mi rallegro
Signora Principessa: e tu, Birbante,
(A Beltrame.)
Con me l'avrai da fare.
Beltrame
(Mi potessi sotterra inabissare.)
Rosina
Voleva il mio Giocondo,
Voleva anche il Padrone . . . Che gran Dama!
Giocondo
(A Lisetta deridendola.)
Tante grandezze, ed ora
E' rimasta, Eccellenza, a denti asciutti.
Beltrame
(Ah sventurato me!)
LLisetta
(Mi burlan tutti!)
Conte
(Vedendo Giocondo.)
Come, ancora stai quì?
Giocondo
M'ero fermato
Per portarle la nuova.
Conte
Quando parlo
Voglio esser ubbidito.
Vi farò qualche volta
Scriver dal Segretario:
Prendeste il cioccolato?
(Beffando Lisetta)
Seppe il Cielo punir quel core ingrato.
(parte.)
Lisetta
Ah Padre . . .
Rosina
Signor Padre
Si deve dir. Comanda
I Cavalli, e lo Svimero?
Presto, presto, che in Genova,
Anzi in ogni città
Si parla della sua gran nobiltà.
(Parte.)
Beltrame
Ah Giocondo . . .
Lisetta
Scusate . . .
Giocondo
Oh mi perdonino:
Chieder scusa, abbassarsi,
Ai nobili par lor non è concesso:
Non anno vinto adesso,
Che importa? vinceranno. Il sangue illustre
Si manifesta troppo in quella fronte;
(A Beltrame.)
In quel ciglio sereno.
(A LIsetta.)
(Vado in esilio; vo' sfogarmi almeno.)

In un svelto corrazzino
Io già vedo andar trottando
La Contessa, e il Conte Orlando
Sù, e giù per la città.
Ogni poco s'udirà
Ehi Lacchè: dalla Duchessa . . .
Ehi Lacchè: dalla Contessa . . .
Il Cocchier, che vada presto . . .
Il Cocchier, che vada piano . . .
Che Villana, Che Villano!
Il Lacchè risponderà.
Ascoltate, deh sentite:
Alla zappa, alla conocchia
Presto, presto: lesto, lesto
Deh tornate per pietà.
(Parte.)

Scena ottava

Lisetta, e Beltrame.
Lisetta
Ah che disgrazia!
Beltrame
Ci àn burlato bene.
Lisetta
Voi ne siete la causa,
Voi mi poneste in capо
Grandezze, e Signorie.
Beltrame
Qualche gran cosa
E' accaduta nel Cielo:
Qualch'Astro s'è impazzito . . .
Ah non so che mi far: sono avvilito.
(Parte.)

Scena nona

Lisetta, poi il Conte in disparte.
Lisetta
Misera, come resto!
Il ludibrio del mondo, e de' viventi.
Parmi veder le genti,
Che mi mostrano a dito . . . ecco, diranno,
La superba, l'ingrata . . .
Ah povera Lisetta sventurata.
Che fo! . . Che penso! . . Che risolvo oh Dio!
Lungi di quà si vada,
Ma si vada a morir . . . Una fanciulla
Esser cosi schernita?
Ah vergogna saria restare in vita.
(Parte con fretta, ma è trattenuta dal Conte.)
Conte
Dove andate?
Lisetta
Lasciatemi,
Non conosco nessuno.
(Vuol partire.)
Conte
Oh Dio! Sentite . . .
(Trattenendola di nuovo.)
Lisetta
Chi siete voi, che ardite . . .
Ah, Signor, perdonate . . .
Siete voi?
Conte
Si, son'io,
Bellissima Lisetta.
Lisetta
Non ò core
D'alzarvi gli occhi in faccia: deh lasciate
Ch'io baci questa mano,
Che vi chieda perdon di tanto ardire . . .
Addio per sempre, addio: vado a morire.
Conte
No, non morrete: in questi cari accenti
Riconosco la bella,
La mia cara Lisetta: or siete degna
Del mio affetto primiero, or che ritorna
A splender in quei rai
Quella semplicità, che tanto amai.
Cara, son vostro Sposo: a questa destra,
A quest'occhi lo giuro.
Lisetta
Ah Sposo amato,
Sol per il vostro core,
Non per me meritai sì grande onore.
Conte
Or si, che son felice. Irato il Cielo
S'armi pur contro me: fremano i nembi,
Minacci il Fato ancor: no, non pavento,
Purchè Lisetta mia
Sposa, e amante fedel ognor mi sia.

In quel labbro, in quel bel viso,
Che innamora, e il cor m'alletta,
Ritrovai la mia Lisetta,
Ritrovai l'amato ben.

Che piacer, che gioja io sento:
Come balza in petto il core!
Ah non sai mio dolce amore,
Che allegrezza io provo in sen.
(Partono.)

Scena decima

Luogo deserto, e dirupato.

Giocondo con fagotto in spalla, e bastone; indi Rosina.
Giocondo
Giocondo sfortunato
(Posa il fagotto in terra.)
Chi te l'avesse detto! Ecco, che alfine
In esilio ten vai per una Donna:
Ecco là la mia Patria, il mio Castello.
Mi spiace di lasciarlo: egli è pur bello.
Rosina
(L'ò pur raggiunto alfine. Oh se sapesse,
Che la grazia dal Conte à già ottenuta,
Ma non vo' dirgli niente:
Voglio prendermi spasso.)
Giocondo
Crudelaccia!
Fò una vita per lei cosi meschina!
Rosina
Infelice Rosina
(Finge di piangere.)
Ridotta a correr dietro
Ad un mostro spietato:
Che poca carità,
Che poca riflessione!
Giocondo
(Ah ah! Viene la mia disperazione.
Presto, presto: partiamo.)
Rosina
(Da se, ma in maniera d'essere udita.)
Quanto è vago
Se crede d'andar solo.
Giocondo
Che, vorresti
Venire ad inquietarmi
Per tutto il Mondo?
Rosina
Questa è strada publica,
Voglio venire anch'io.
Giocondo
Ma, cospettone,
Voi non siete esiliata.
Rosina
Che v'importa?
Io m'esilio da me: che non si danno
Gli esilj volontarj?
Giocondo
Sì, va bene:
Ma ò fatto giuramento
Di non combatter più con Donne.
Rosina
E poi
Ci dovrete combattere.
Giocondo
Oh povero Giocondo
Con queste Donne! . . .
Rosina
Oh povera Rosina
Con questi Uomini indegni! . . .
Giocondo
Andate avanti.
Rosina
Andate avanti voi.
Giocondo
Oh bella!
Rosina
Oh buona!
Giocondo
Che, diavolo, ò da fare?
Bisognerà soffrirla.
Rosina
Per forza, o per amore.
Giocondo
Avete almen denari?
Rosina
Io non ò niente.
Giocondo
Peggio! E come faremo
Per viver tutti due?
Rosina
Io non saprei.
Giocondo
(Ci mancava costei!)
Non posso viver solo;
Non trovo un Orso, un Lupo che m'ingoi,
E avrei da mantenere ancora voi?
Rosina
Sposiamoci.
Giocondo
Il matrimonio non dà pane.
Rosina
E' vero;
Ma uno ajuta l'altro . . .
Giocondo
Si, ajutamoci:
In che maniera?
Rosina
Per esempio . . . Oibò . . .
Non va ben . . . si potria . . . pensiamo un poco.
Giocondo
Si pensiamo . . . (Ah costei si prende gioco.)
Rosina
Se porgete a me la mano,
Se mio Sposo diventate,
Idol mio, non dubitate,
Tutto, tutto ci sarà.
Giocondo
Io farò quel che vi pare;
Sarò Sposo, se volete:
L'Idol mio dirò, che siete,
Ma non so, come anderà.
Rosina
Ah, che Amore il cor mi pizzica! . . .
Giocondo
Ah che Amore il cor mi rosica! . . .
Insieme
Amorino bello bello . . .
Amorino tristarello
Pizzicando, rosicando
Dentro al core se ne stà.
Rosina
Zitto, zitto, bel pensiero!
Un mestiero ognuno avrà.
Giocondo
Son contento, perchè spero,
Che così si mangerà.
Rosina
Voi farete il Saltinbanco.
Giocondo
Saprò farlo? Non lo so.
Rosina
E con volto ardito, e franco
Io l'Astrologa farò.
Giocondo
Via, da brava: via proviamo
Rosina
Il talento noi l'abbiamo.
Insieme
Figuriamoci un gran circolo:
Or sul banco salirò.
Giocondo
Il balsamo è questo
Sì raro, e perfetto,
Per doglie di fianco,
Per mali di petto,
Fa vegeti, e forti,
Risana anche i morti :
Si spende un grossetto,
Venite da me.
Rosina
L'Astrologa io sono,
Che scopro ogn'arcano,
Se vedo una fronte,
Se osservo una mano:
Gli amori, i genietti,
Gli intrighi, gli affetti,
Milordi, Ragazze
So dirvi cos'è.
Giocondo
Ah cara Rosina! . . .
Rosina
Ah caro Giocondo! . . .
Insieme
Davvero nel Mondo
L'eguale non v'è.
Rosina
La stella di Giove
Predice portenti.
Giocondo
Ci ò ancora il ceroto,
La pietra pe' i denti.
Rosina
Venite.
Giocondo
Correte:
Rosina
Vedrete, vedrete,
Se so strolicar.
Insieme
Andiam per le piazze
Il Mondo a girar.
Che gioja, che spasso,
Che dolce piacere,
Che festa, che chiasso
Avremo da far.
(Si danno la mano, indi partono.)

Scena ultima

Campagna.

Beltrame, indi Lisetta, e il Conte.
Beltrame
Oh adesso lo comprendo,
Perchè è andata sì male l'Estrazione:
Si è fatta un'ora dopo: questo è un torto
Che si fa a' Giocatori: e come, diavolo,
S'anno i gradi del Sole a calcolare?
Ricorrerò, ci voglio rimediare.
Lisetta
(A Beltrame, che ascolta.)
Siamo Sposi, sapete
Papà mio bello.
Conte
In grazia
Della vostra figliuola
Più il Fattor di campagna non farete,
Ed altro impiego, altre sostanze avrete,
Lisetta
Come! Non ci sentite?
Conte
Ma Beltrame
Finitela col gioco:
Siete vicino ad impazzirvi.
Beltrame
Vado
A stender di mio pugno
Un Memorial diretto al Magistrato,
Perchè in Genova, in Napoli,
E nella Cina ancora
Si faccia l'Estrazion sempre in un'ora.
(Parte infuriato.)
Lisetta
Sposino perdonategli.
Conte
E' Padre di Lisetta,
E non gli ò a perdonar?
Lisetta
Voi siete adesso
Il caro Padre mio,
Il generoso mio Benefattore,
E vi giuro costante, eterno amore.

Caro bell'Idol mio
Ti giuro eterna fè.
Conte
Questo mio core, oh Dio!
Tutto sarà per te.
Lisetta
Che giorno!
Conte
Che contento!
Insieme
Amore in tal momento
Il sen fà giubilar.
Spirate, o dolci Zeffiri,
Aurete, deh spirate:
Due alme innamorate
Venite a vagheggiar.
(Nell'atto di partire s'incontrono con Beltrame.)
Beltrame
Ascoltate che gran supplica,
Che portento! Che stupore!
Io l'ò scritta, io son l'Autore;
È una cosa singolar.
Conte e Lisetta
Ascoltiamola per ridere,
Ci dovrebbe rallegrar.
Beltrame
(Legge.)
» Serenissimi Signori.
» Cabalisti, e Giocatori
» Umilmente a voi ricorrono,
» Che ne' gradi dell'Eclitica,
» Quando il Sol passeggia l'Etera,
» Per gl'influssi, i punti & cetera . . .
» Se si tarda l'Estrazione,
» Confusion può cagionar.
Conte e Lisetta
Molto bene, anzi benissimo:
Questo è un foglio singolar.
Beltrame
Eh lo so, che vi capacita,
E l'effetto avrà da far.
(Legge.)
» Umilmente in tanto pregano,
» Che il disordine, lo scandalo,
» Per chi gioca i suoi quattrini
» Nello Stato, e ne' confini,
» S'abbia presto a rimediar.
Conte e Lisetta
Viva, viva: bella supplica:
Tutto il Mondo à da girar.
Beltrame
Voglio mandarla, in buona forma,
Voglio andarla a ricopiar.
Rosina
(Tenendo per mano Giocondo.)
Eccellentissimo
Un reo vi porto,
Ch'è mezzo morto
Per il timor.
Giocondo
Eccellentissimo
Son ritornato;
Perchè placato
Spero quel cor.
Insieme
Con questa speme
Ci strinse insieme
Il Dio d'Amor.
Lisetta
(Con tenerezza al Conte.)
Sposo, il perdono
Leggo in quel volto.
Beltrame, Rosina e Giocondo
(Ognun da se.)
Sposi già sono?
Che cosa ascolto!
Conte
(A LIsetta.)
Già l'aggraziai,
Già mi placai:
Non più rigor.
Beltrame
(Io non intendo.)
Rosina e Giocondo
(Al Conte, e a Lisetta.)
Grazia vi rendo.
Di un tal favor:
Beltrame
(A Rosina.)
E il mio Podere?
Rosina e Giocondo
Adesso è nostro.
Beltrame
Un'altra supplica
Di buon'inchiostro
Vado a formar.
Conte
Eh via fermatevi.
Lisetta
Eh via placatevi.
Giocondo
Eh via si moderi.
Rosina
Via, si capaciti.
Insieme
Con lieto giubilo
Qui abbiam da star.
Beltrame
Ed io per rabbia
Voglio giocar.
Conte e Lisetta
Contadinelle vezzose, e belle,
Correte tutte sul verde prato
Al suon di flauto soave, e grato,
Balli lietissimi ad intrecciar.
Tutti
Evviva l'allegria,
Evviva, viva Amore:
Amor consola il core,
Amor fà giubilar.

IL FINE.


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Ultimo aggiornamento 31 maggio 2026