Fra tante pene, HWV 116
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Georg Friedrich Händel (1685 - 1759)
Testo: Benedetto Pamphilj
- Fra tante pene e tante
Recitativo per soprano e basso continuo
- Se avvien che sia infedele (do minore)
Aria per soprano e basso continuo
- Torna, mio bene
Recitativo per soprano e basso continuo
- A sanar le ferite d'un core - Allegro (fa maggiore)
Aria per soprano e basso continuo
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: 1706 - 1707
Edizione: Deutsche Händelgesellschaft, Lipsia, 1887
Testo della cantata
Fra tante pene e tante
N. 1 - Recitativo (do minore)
Fra tante pene e tante,
Che il cieco nume a servi suoi comparte,
Non sapeva il mio core,
Qual fosse la più bella e la maggiore.
Pure al fin la distingue et abbastanza
Provo, che la più fiera è lontananza.
N. 2 - Aria (do minore)
Se avvien’, che fia infedele
La bella mia crudele,
Mentre la miran’ gl’occhi,
Respira questo cor.
Se gelosia m’affanna,
Quando la mia tiranna
Dolce favella, allor pur mi ristora;
Ma il fare al fin, ch’io mora,
Giunge la lontananza,
Che privo di speranza
Mi struggo nel dolor.
N. 3 - Recitativo
Torna, torna mio bene,
Lascia per me quelle delizie amene.
Che l’acque del mio pianto,
L’aure de miei sospiri
Ti doneranno ancor qualche conforto.
Altra speme d’aita or non m’avanza,
Che la pena più fiera è lontananza.
N. 4 - Aria (fa maggiore)
A sanar le ferite d’un core
Lontananza bastante non è.
Che tiranna più accresce il dolore,
Un dolor, che maggiore non è.
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Ultimo aggiornamento 14 febbraio 2022