Ezio, HWV 29
Dramma musicale in tre atti
Musica: Georg Friedrich Händel (1685 - 1759)
Testo: autore ignoto, da Pietro Metastasio
Ruoli:
- Ezio, generale Romano (contralto castrato)
- Fulvia, sua amante (soprano)
- Valentiniano, imperatore Romano (contralto)
- Onoria, sua sorella (contralto)
- Massimo, fratello di Fulvia (tenore)
- Varo, prefetto delle guardie pretoriane (basso)
Organico: 2 flauti diritti, 2 flauti traversi, 2 oboi, 2 fagotti, 2
corni, tromba, 3 violini, 2 viole, violoncello, basso continuo
Composizione: 1731
Prima rappresentazione: Londra, King's Theatre, 15 gennaio 1732
Edizione: J. Walsh, Londra, 1732
Struttura musicale
- Ouverture - … (si bemolle maggiore) / Allegro - 2 oboi, fagotto, 2 violini, viola e basso continuo
- Gavotte - A tempo di Gavotta (si bemolle maggiore) - 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
Atto I:
- Marcia - (fa maggiore) - 2 oboi, 2 corni, 2 violini,viola e basso continuo
Scena I:
- Signor, vincemmo. Attila fugitivo - Recitativo per Ezio, Valentiniano e basso continuo
- Se tu la reggi al volo - Andante (si bemolle maggiore) - Aria per Valentiniano, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
Scena II:
- Lascia, ch'al sen ti stringa - recitativo per Massimo, Ezio, Fulvia e basso continuo
- Pensa a serbarmi, oh cara - Larghetto (mi maggiore) - Aria per Ezio, 2 violini, viola e basso continuo
Scena III:
- È tempo, oh genitore - Recitativo per Fulvia, Massimo e basso continuo
- Caro padre, a me non dei - Larghetto (mi minore) - Aria per Fulvia, 2 flauti traversi, 2 violini, viola e basso continuo
Scena IV:
- Un oltraggiato amore - Recitativo per Massimo e basso continuo
- Il nocchier, che si figura - Andante e staccato (la maggiore) - Aria per Massimo, 2 oboi, 2 violini e basso continuo
Scena V:
- Del vincitor ti chiedo - Recitativo per Onoria, Varo e basso continuo
- Quanto mai felice siete - (re maggiore) - Aria per Onoria, 2 flauti traversi, 2 violini, 2 viole e basso continuo
Scena VI:
- Perchè tanto tormento? - Recitativo per Varo e basso continuo
- Se un bell'ardire puo innamorarti - Allegro (la minore) - Aria per Varo, 2 oboi, fagotto,
2 violini, viola e basso continuo
Scena VII:
- Olà! Ezio qui venga - Recitativo per Valentiniano, Massimo e basso continuo
- Se povero il ruscello mormora lento - Larghetto (sol maggiore) / Allegro (mi minore) Aria
per Massimo, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
Scena VIII:
- Signor! Duce, un momento - Recitativo per Ezio, Valentiniano e basso continuo
- So chi t'accese: basta per ora - Allegro ma non troppo (fa maggiore) - Aria per
Valentiniano, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
Scena IX:
- Ezio, ti leggo in volto l'ire del cor - Recitativo per Fulvia, Ezio e basso continuo
Scena X:
- Ezio, volle il germano avvilir la mia mano - Recitativo per Onoria, Ezio, Fulvia e basso continuo
- Se fedele mi brama il regnante - Andante (do minore) - Aria per Ezio, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
Scena XI:
- A Cesare nascondi - Recitativo per Fulvia, Onoria e basso continuo
Scena XII:
- Via, per mio danno ad una - Recitativo per Fulvia e basso continuo
- Finché un zeffiro soave - Andante (si bemolle maggiore) - Aria per Fulvia,
2 oboi, 2 violini, viola, violoncello e basso continuo
Atto II:
- Sinfonia - (sol maggiore) - 2 oboi, 2 violini,viola e basso continuo
Scena I:
- Qual silenzio e mai questo! - Larghetto (fa minore) - Recitativo
accompagnato per Massimo, 2 violini, viola e basso continuo
- Ah! genitor! Figlia, che porti? - Recitativo per Fulvia, Massimo e basso continuo
Scena II:
- Ogni via custodite, ed ogni ingresso - Recitativo per Valentiniano, Massimo, Fulvia e basso continuo
Scena III:
- Cesare, in vano il traditor cercai - Recitativo per Varo,
Valentiniano, Massimo e basso continuo
- Vi fida lo sposo, vi fida il regnante - Larghetto (sol minore) - Aria
per Valentiniano, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
Scena IV:
- E puoi d'un tuo delitto - Recitativo per Fulvia, Massimo e basso continuo
- Va', dal furor portata - Allegro (fa minore) - Aria per Massimo,
3 violini, viola e basso continuo
Scena V:
- Che fo? dove mi volgo? - Adagio e piano - Recitativo accompagnato per Fulvia, 2 violi, viola e basso continuo
- Ah, qual consiglio mai - Recitativo per Fulvia, Ezio e basso continuo
Scena VI:
- Cesare a te m'invia - Recitativo per Varo, Ezio, Fulvia e basso continuo
- Recagli quell'acciaro, che gli difesi il trono - Andante (mi bemolle maggiore) -
Aria per Ezio, 2 oboi, 3 violini, viola e basso continuo
Scena VII:
- Varo, se amasti mai - Recitativo per Fulvia, Varo e basso continuo
- Quel finger affetto allor che non s'ama - Andante (sol maggiore) - Aria
per Fulvia, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
Scena VIII:
- Folle e colui, che al tuo favor si fida - Recitativo accompagnato per Varo,
2 violini, viola e basso continuo
- Nasce al bosco in rozza cuna - Andante allegro - Aria per Varo, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
Scena IX:
- Massimo, anch'io lo veggo - Recitativo per Onoria, Massimo e basso continuo
Scena X:
- Onoria, non partir - Recitativo per Valentiniano, Onoria, Massimo e basso continuo
- Finché per te mi palpita timido in petto il cor Larghetto (la minore) - Aria per
Onoria, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
Scena XI:
- Olà! qui si conduca - Recitativo per Valentiniano, Fulvia, Massimo e basso continuo
Scena XII:
- Stelle! che miro! - Recitativo per Ezio, Fulvia, Valentiniano, Massimo e basso continuo
- La mia costanza non si sgomenta - Allegro (la maggiore) - Aria per Fulvia,
2 oboi, 3 violini, viola e basso continuo
Scena XIII:
- Ah! ingrata! - Recitativo per Valentiniano, Ezio, Massimo e basso continuo
Scena XIV:
- Chi di me piu felice? - Recitativo per Ezioe basso continuo
- Ecco alle mie catene, ecco a morir m'invio - Larghetto (fa diesis minore) -
Aria per Ezio, 2 oboi, 3 violini, viola e basso continuo
Arro III:
- Sinfonia - A tempo ordinario (mi minore) - 2 oboi, 3 violini,viola e basso continuo
Scena I:
- Ezio qui venga. Il suo fatal periglio - Recitativo per Onoria, Ezio e basso continuo
- Guarda pria se in questa fronte - Andante (do maggiore) - Aria per
Ezio, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
Scena II:
- Eh ben, da quel superbo - Recitativo per Valentiniano, Onoria e basso continuo
- Peni tu per un ingrata - Andante allegro (re minore) - Aria per Onoria, 2 oboi,
2 violini, viola e basso continuo
Scena III:
- Ola! Varo si chiami - Recitativo per Valentiniano, Varo e basso continuo
Scena IV:
- Signor, tutto sedai - Recitativo per Massimo e basso continuo
Scena V:
- Ezio, qui tra di noi d'odio più non si parli - Recitativo per Valentiniano,
Massimo, Ezio e basso continuo
Scena VI:
- Vedi qual dono. Fulvia! Che mai sarà? - Recitativo per Valentiniano, Ezio,
Massimo, Fulvia e basso continuo
- Se la mia vita dono è d'Augusto - Andante larghetto (fa maggiore) - Aria
per Ezio. 2 flauti, 2 fagotti, 2 corni, 2 violini, viola e basso continuo
Scena VII:
- Che mai sara? - Recitativo per Massimo, Fulvia, Valentiniano e basso continuo
Scena VIII:
- Eseguito è il tuo cenno: Ezio mori - Recitativo per Varo, Fulvia, Massimo e basso continuo
Scena IX:
- Liete novelle, Augusto - Recitativo per Onoria, Valentiniano, Massimo, Fulvia e basso continuo
Scena X:
- Massimo, di scolparti - Recitativo per Valentiniano, Fulvia, Massimo e basso continuo
- Per tutto il timore perigli m'addita - Allegro (sol minore) - Aria per Valentiniano,
fagotto, 2 violini, viola e basso continuo
Scena XI:
- Cara figlia, per te vivo - Recitativo per Massimo, Fulvia e basso continuo
- Tergi l'ingiuste lagrime, dilegua il tuo martiro - Andante larghetto (si bemolle maggiore) -
Aria per Massimo, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
Scena XII:
- Misera, dove son! - Recitativo accompagnato per Fulvia, 2 violini, viola e basso continuo
- Ah! non son io che parlo - Larghetto (si minore) - Aria per Fulvia, 2 violini, viola e basso continuo
Scena XIII:
- Inorridisci, o Roma - Recitativo per Massimo, Varo e basso continuo
- Già risonar d'intorno - Allegro(re maggiore) - Aria per Varo, 2 oboi, troba, 2 violini, viola e basso continuo
Scena XIV:
- Ah traditori! Amico - Recitativo per Valentiniano, Massimo, Fulvia e basso continuo
Scena XV:
- Cesare viva! Ezio! Che veggo! - Recitativo per Ezio, Varo, Fulvia, Valentiniano, Massimo, Onoria e basso continuo
- Stringo al fine il mio contento - (fa maggiore) - Aria per Ezio, 2 violini e basso continuo
- Sulle sponde di cocito - (do maggiore) - Aria per Fulvia, 2 oboi e basso continuo
- Cangia sorte di repente - (fa maggiore) - Aria per Onoria, 2 flauti e basso continuo
- Un gran cor non dà ricetto - (re minore) - Aria per Varo, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
- È più bella quella fede - (fa maggiore) - Coro per Fulvia, Ezio, Valentiniano, Onoria,
Massimo, Varo, 2 oboi, 2 corni, 2 violini, viola e basso continuo
Sinossi
Atto primo. L’imperatore romano Valentiniano accoglie a Roma il generale Ezio,
trionfatore sugli Unni di Attila. Massimo, padre di Fulvia, amata di Ezio, cerca di provocare la
rovina del generale, accusandolo di tradimento. Valentiniano vorrebbe poter controllare Ezio dandogli
in sposa la sorella Onoria, ma il generale confessa il suo amore per Fulvia, suscitando nei presenti
ire e gelosie.
Atto secondo. Fallisce un attentato di Massimo contro Valentiniano; l’imperatore
sospetta che sia Ezio il mandante. Fulvia conosce la verità, ma non ha il coraggio di denunciare il
padre per scagionare l’amato. Varo consiglia a Fulvia di offrirsi in moglie a Valentiniano, unico
modo per salvare la vita a Ezio. La ragazza però dichiara sdegnosamente l’immutato suo amore per il
generale: l’imperatore, furibondo, getta quest’ultimo in carcere.
Atto terzo. Mentre Onoria tenta invano di intercedere per Ezio, Valentiniano finge
di perdonare il traditore, ma ordina intanto a Varo di ucciderlo. Ad assassinio avvenuto, l’imperatore
scopre sconcertato la verità sulla fallita congiura. Quando Massimo attacca con le sue truppe il Campidoglio,
le sorti dell’impero e la vita di Valentiniano vengono salvate proprio da Ezio, che era stato risparmiato
da Varo. Il perdono e l’amore trionfano infine sugli intrighi di palazzo.
Con Ezio Händel affronta la sua terza e ultima esperienza metastasiana,
avvalendosi come di consueto di una versione rivista del libretto, che propone la soppressione di intere
scene, fra cui le tre a chiusura del secondo atto (in modo che il sipario venga a chiudersi sul celebre
Senesino, primo interprete di Ezio) e la sostituzione del coro finale con un vaudeville,
danzante lieto fine intonato musicalmente in forma di gavotta. Neppure il nuovo, solare happy
end mitiga tuttavia la tragica severità di questo che è uno dei più cupi melodrammi metastasiani,
fortemente debitore del teatro francese di Corneille e Racine (Maximien e Britannicus).
Al centro si colloca, come avverrà nella Clemenza di Tito, una congiura dall’esito
fallimentare contro l’imperatore. Sullo sfondo di questi insidiosi frangenti politici hanno modo di risaltare
profili psicologici complessi, in cui trovano spazio il fulgore eccelso della virtù del protagonista (innocente
perseguitato, ma anche generale glorioso) e l’inquietudine perenne dell’antagonista Massimo, lontano dall’indulgere
al cinismo di un villain irriducibile. La bellezza tragica dei versi metastasiani
si prestò spesso a un loro impiego fuori dal contesto dell’opera: segnaliamo l’intonazione mozartiana del recitativo
“Misera, dove son” e dell’aria successiva “Ah, non son io che parlo” KV 369 (Fulvia, III,12), scritti a Monaco
nel 1781 per la contessa Josepha Lerchenfeld, amante del principe elettore Karl Theodor (Mozart era già ricorso
all’Ezionel 1765, a Londra, con l’aria “Va! Dal furor portata” KV 21/19c). Tra le numerose, importanti intonazioni
del libretto, ricordiamo quelle di Porpora (Venezia 1728), Hasse (Napoli 1730; nuova versione: Dresda 1755), Jommelli
(Bologna 1741), Traetta (Roma 1757), Sacchini (Napoli 1771).
Lo spessore drammatico della tragedia emerge di continuo in una partitura sofisticata e ambigua, concepita per
rappresentare sentimenti complessi (soprattutto Fulvia, Massimo ed Ezio sono personaggi dalla psicologia sottile
e articolata), che si evolvono nel corso della vicenda sino al culmine della tensione, sciolta in
extremis dal lieto fine. Händel mette in evidenza il percorso esistenziale di Fulvia, la cui personalità viene
trasformata dal contrasto col padre Massimo, come testimonia la distanza che separa la graziosa leziosità dell’aria
“Caro padre” (I,3) dal rigore altamente tragico dell’accompagnamento “Misera, dove son” (III,12). Massimo alterna
invece il comportamento più spietato a luoghi di ineludibile suggestione sentimentale (celebre fra i suoi interventi
è l’aria “Il nocchier che si figura” I,5). Fra le occasioni di rilievo concepite per il Senesino/Ezio segnaliamo la
splendida “Ecco alle mie catene”, la siciliana che chiude il secondo atto saldando amore e morte nel fascino malinconico
e ambiguo del canto di uno dei massimi virtuosi dell’epoca.
(1)
"Dizionario dell'Opera 2008", a cura di Piero Gelli, edito da Baldini
Castoldi Dalai editore, Firenze
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Ultimo aggiornamento 20 giugno 2019