Achille in Sciro

Dramma per musica in tre atti

Musica: Johann Adolf Hasse (1699 - 1783)
Libretto: Pietro Metastasio

Ruoli: Organico: 2 flauti, 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni, mandolino, archi, basso continuo
Composizione: 1759
Prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 4 novembre 1759
Edizione: Girolamo Flauto, Napoli, 1759 (solo il libretto)
Il testo qui di seguito riportato è una dichiarazione inserita all'inizio del libretto originale.

Argomento

E' per antica fama assai notO, che bramosi di vendicar con la distruzion di Troja la comune ingiuria, sofferta nel rapimento di Elena unirono già le forze loro tutti i Principi della Grecia. Intanto che la formidabile armata si raccogliea, c ominciò a spargerfi fra le adunate schiere una predizione: che mai non avrebbero espugnata la nemica Città, se non conducevano a quella impresa il giovanetto Achille, figliuolo di Teti, e di Peleo: e prese a poco a poco tanto vigore questa credenza nell'animo de' superstiziosi guerriri, che ad onta de' loro Duci, risolutamente niegavano di partir senza Achille. Seppelo Tetide, e temendo della vita del figlio, se fosse trasportato fra l'armi, stabilì di nasconderlo alle ricerche de' Greci. Corse perciò in Tessaglia, dove sotto la cura dell'antico Chirone educavasi Achille, e trattolo seco, lo rivestì nsfcostamente d'abiti femminili: consegnollo ad un suo confidente: imposeglì, che condur lo dovesse nell'Isola di Sciro, Sede reale di Licomede, e che ivi sotto nome di Pirra, come propria sua figlia, celatamente lo custodìsse. Eseguì l'accorto servo esattamente il comando: andò con sì gran pegno in Sciro; cambiò, per esser più sconosciuto, il proprio vero nome in quel di Nearco: e sì destramente s'introdusse in quella corte, che ottennero in breve onorato luogo, egli fra' ministri reali, e la mentita Pirra fra le ancelle della Principessa Deidamia, figliuola di Licomede. Col favore delle finte spoglie potendo Achille ammirar sì d'appresso gl'innnumerabili pregi della bella Deidamia, se ne invaghì, ma non seppe nascondersi a lei; trovò corrispondeza, e s'accedero entrambi d'uno scambievole ardentissimo amore. Se ne avvide per tempo il vigilante Nearco, ed in vece dì opporsi a' loro nafcenti affetti, usò tutte le arti per fomentargli, promettendosi nell'innamorata Principessa un soccorso, a raffrenar l'impazienze d'Achille, il quale, non sapendo reprimere gl'ìmpeti feroci del'indole sua bellicosa, sdegnava, come ceppi insoffrìbili, i molli femminili ornamenti, e al balenar d'una spada, al risuonar di una tromba, o al solo udirne parlare, già tutto fuor di se stesso, minacciava di palesarsi; E l'avrebbe anche fatto, se l'attenta Deidamia, timorosa di perderlo, non avesse proccurato di temperarlo. Or mentre questa cura costava a lei tanta pena; seppesi nell'armata de Greci, dove, ed in qual'abito Achille si nascondeva, o dubitossene almeno. Si concluse perciò fra questi d'inviare a Licomede un'accorto Ambasciadore, il quale col pretesto di chieder a nome loro e navi, e guerrieri, per l'assedio Trojano proccurasse accertarsi, se colà fosse Achille, e seco per qualunque mezzo, il conducesse. Fu destinato Ulisse, cerne il più destro d'ogni altro ad esegure sì gelosa commessione. Andovv'egli, ed approdò su le marine di Sciro in un giorno appunto, in cui colà celebravansi le solenni feste di Bacco. La sorte gli offerse al primo arrivo indizj bastanti, onde incamminare le sue ricerche. Se ne prevalse. Sospettò, che in Pirra si nascondesse Achille: inventò pruove per accrtarsene: fece nascer l'occasione di parlar seco, ad onta della gelosa cuftodia di Nearco, e Deidamia; e ponendo allora in uso tutta la sua artificiosa eloquenza, lo persuase a pentirsi. Ne fu avvertita la Principessa, e corse ad impedirlo: onde ritrovossi Achille in crudelissime angustie, fra Deidamia, ed Ulisse. Adoprava uno i più acuti stimoli di gloria per trarlo seco; impiegava l'altra le più efficaci tenerezze d'amore, per trattenerlo; ed egli assalito in un tempo medesimo da due così violenti passionì, ondeggiava irrisoluto nel tormentoso contrasto. Ma il saggio Re lo compose; il quale, di tutto fra questi tumulti informato, consente il richiesto Eroe all'istanze d'Ulisse, concede la real Principessa alle dimande d'Achille: e prescrivendo a lui con qual prudente vicenda debbano secondar fra loro e le tenere cure, e le guerriere fatiche, mette d'accordo nell'animo suo combattuto e la Gloria, e l'Amore.

Incontrasi questo fatto presso che tutti gli antichi, e moderni Poeti: Ma essendo essi tanto discordi fra loro nelle circostanze; noi senza attenerci più all'uno, che all'altro, abbiam tolto da ciascheduno ciò, che meglio alla condotta della nostra favola è convenuto.


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Ultimo aggiornamento 29 gennaio 2025