Antioco

Dramma per musica in tre atti

Musica: Johann Adolf Hasse (1699 - 1783)
Libretto: B. Feind da Apostolo Zeno e Pietro Pariati

Ruoli: Organico: orchestra
Composizione: 1721
Prima rappresentazione: Braunschweig, Teatro di corte, 11 agosto 1721

Parzialmente perduto
Argomento

Antìoco, figlio di Seleuco Rè della Siria amò nella Reggia di Demetrio Re della Macedonia la Principesca Stratonica figliuola di questo Monarca» e ne fu teneramente riamato. Accesasi di poi fra questi due Potentati la guerra» covuenne ad Antioco riornarsene al padre, e nascondergli il suo amore, Sinchè con la pace che fra di loro si ftrìnse, restarono stabilite le nozze fra Seleuco e Stratonica, e fra Antioco ed Argene figliuola dei Re di Lidia confederato a Seleuco. Giunte queste due spose in Seleucia, Stratocnica ebbe motivo di stimare Antioco infedele per la bellezza di Argene, e questi di credere incostante Stratonica per l'ambizione del Regno; onde in lui prima per gelosia, e poi per amore destò una sfi forte passione che cadendo di deliquio in deliquio fu vicino a morirne, cosi che la Storia ci rappresenta in Antioco il carattere di un'amante il più appassionato di ogni altro. Il padre che da tutt'altro sospettava procedere il suo mortale, dolore che dall'amore di Stratonica, non trascurò cos'alcuna per discoprirne l'origine, e dopo vari inutili tentativi penetratone li vero, si contentò per non perdere il figliuolo, di perder la sposa quantunque da lui amata all'eccesso, e di rinunziarla ad Antioco. Egli è ben vero, che il modo, per cui Seleuco venne in cognizione dell'affetto di Antioco, è diversamente narrato dallo Storico Appiano Alessaodrino nel suo libro de' bello Syrio; ma hò stimato potermi prender la libertà di cangiarlo senza incorrere in alcun biasimo. A questi amori di Antioco che fanno il principal della fovola, hò aggiunto qualche altro motiuo parimente Storico, e preso dallo stesso Appiano sopracitato. Tolomeo, principe dell'Egitto, visse gran tempo in corte del Rè Seleuco, e fu quel Tolomeo per sopra nome Cerauno, che dopo vari benefici da lui riceuuti gli fu si sconoscente, e nemico. I Fenici altresì ribellaronsi al Re Seleuco, come pure i Medi il che, si accenna alla Scena XV, dell'Atto I, i primi di poi pentiti della loro sollevazione, e temendone il gastigo spedirono un'Ambasciata a Seleuco, capo della quale fu Arsace, figliuol di Scitalce ch'era uno de' primi Signori della Fenicia, giovane virtuoso, ma incauto, ed amico di Antioco, col quale, era stato nella Macedonia, confidente de' suoi amori. Il resto s'intenderà dall'istesso Drama. Il luogo dell'Azion é in Seleucìa, Capitale della Syria.

Guida all'ascolto (nota 1)

Con la sua prima opera, scritta in Germania per un pubblico tedesco, Hasse guarda già distintamente all'Italia. Erede di una famiglia di organisti, attivi lungo il Seicento in importanti centri sul Baltico (Lubecca, Rostock, Helsingborg), il giovane Hasse aveva lasciato presto Bergedorf per Amburgo: tragitto breve, ma dalle conseguenze incalcolabili. In quegli anni di studio, fra il 1714 e il 1718, l'Opera di Amburgo non era affatto la culla gloriosa tante volte descritta «di uno stile autenticamente tedesco»; era un teatro con seri problemi finanziari e di gestione, avviato decisamente, sotto la guida del suo direttore-factotum, Reinhard Keiser verso una standardizzazione del repertorio, sulla base dei comuni modelli italiani: l'adattamento di drammi veneziani era prassi corrente mentre, con le recenti opere di Händel (Rinaldo, Amadigi), iniziava l'importazione diretta di titoli nati altrove. Se il ˜dramma per musica dell'epoca, anche sotto il profilo letterario, tutto era fuorchè un monolite fatto di convenzioni inesorabili (Strohm), nessun'altra città poteva offrire un panorama così vario, eclettico, spregiudicato delle tendenze in atto; nella cosmopolita Amburgo, legata a Londra non meno che a Vienna e alle corti tedesche, la musica giungeva dai quattro punti cardinali, per un teatro aperto tutto l'anno e non come in Italia su base stagionale. Opere di Händel (Agrippina; ripresa di Amadigi) e di Vivaldi, pasticci su arie italiane (Bononcini, Lotti, Caldara), la prima comparsa degli intermezzi (Tuberone e Dorimena): questo il cartellone del Gänsemarkt nel 1718-19, all'indomani dell'ingresso di Hasse (tenore) nella compagnia stabile del teatro. Solo più tardi, con il passaggio a Braunschweig (1719), il quadro si assesta su alcuni filoni fondamentali: primo fra tutti quello viennese, con le opere dei due maestri alla corte imperiale, Francesco Conti (Don Chisciotte in Sierra Morena, Sesostri re d'Egitto) e Antonio Caldara (Lucio Papirio dittatore). Già è indicativa, per l'Antioco, la scelta di un dramma di Apostolo Zeno, da poco nominato (1718) poeta cesareo; Hasse se ne servirà anche in seguito, ma in casi e momenti particolari: a Napoli, per il suo esordio sulle scene italiane (Sesostrate e Astarto, 1726), e nel 1732, subito dopo l'incontro con la poesia metastasiana (Cajo Fabricio per Roma, Euristeo per Venezia; isolato, chiude la serie proprio il Lucio Papirio, Dresda 1742). La vera sorpresa è però nella musica; qui Hasse è¨inconfondibilmente se stesso, e chi inseguisse la traccia più o meno incerta di quelle disparate esperienze amburghesi potrebbe rimanere deluso. In forma esile, quasi miniaturistica, le sei arie superstiti dell'Antioco mostrano qualità e caratteristiche che Hasse avrebbe sviluppato, affinato, impreziosito per oltre mezzo secolo: una linea melodica sciolta, nitida, elegante, entro una cornice formale chiara e un tracciato armonico trasparente; netta preminenza al canto, alle sue esigenze, alla sua civiltà, con sezioni di coloratura perfettamente graduate e delimitate, mai a scapito dell'equilibrio complessivo; un ritmo agile, scattante, immediatamente percepibile, quasi il riflesso e la naturale espansione della struttura metrica dell'aria, del suo originario respiro vocale. Hasse stesso cantò nell'Antioco, nel ruolo del protagonista (una sovrapposizione, questa fra compositore e cantante, non insolita in area tedesca: comune ad esempio a Mattheson e Telemann); non sarebbe mai più accaduto: presto partirà per l'Italia, e sarà il maestro richiesto e ammirato dalle più celebri voci del secolo.


(1) "Dizionario dell'Opera 2008", a cura di Piero Gelli, edito da Baldini Castoldi Dalai editore, Firenze


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Ultimo aggiornamento 29 luglio 2024