Abdastarto Rè di Tiro, dopo nove anni di Regno, restò ucciso da Sicheo, uomo d'ignobil condizione: Morto Sicheo succede al Regno la sua Figlia Elisa, che custodiva con gran gelosia il Trono usurpato dal Padre, poiche correva fama che fosse vivo Astarto, legitimo Erede del Regno, e figlio del tradito Abdastarto. Questo Principe intanto che fanciullo, era stato Occultamente salvato da Fenicio, uno de principali del Regno, ignaro della sua Real condizione, viveva sotto il nome di Clearco in qualità di Figlio del sudetto Fenicio, e resosi chiaro per virtù, e valore, potè anche occupare le prime cariche del Regno, ed il primo luogo nel core d'Elisa, che ne divenne amante, e che determinò finalmente farlo suo Sposo, e Rè! Da questa risoluzione d'Elisa, nasce l'intreccio del Drama. Poiche la contrasta Agenore, ch'anche aspira alle nozze d'Elisa, la contrasta Sidonia amante occulta di Clearco, e la contrasta Nino, perche è amico d'Agenore, e amante di Sidonia; e finalmente la contrasta Fenicio per l'odio porta ad Elisa, e perche non può sofferire che il figlio d'Abdastarto prenda in isposa la figlia del Patricida, con tali disposizioni principia il Drama in tempo appunto che Clearco ritorna vittorioso della Fenicia ribellata ad Elisa. Il suo fondamento istorico, è preso dal libro 10 di Gioseppe contro Appione, ed all'idea favolosa ha dato motivo il Tragico Francese Quinault nelle sue Tragedie intitolate, l'Astarto, e l'Amalasunta.
Se l'intermezzi li vedrai tutti diversi dal loro primo essere, e da quella forma, che si sono rappresentati in Torino, Fiorenza, ed altre Capitali, sappi, che si è fatto per adattarli al costume di questa Città.
Le parole Fato, destino, adorare, e simili, sono vezzi dello stile, non già sentimenti di penna Cattolica, come si professa essere quella ch'ha scritto.
Tentano indarno la Calunnia, e la Fraude, opprimere l'Innocenzia, qualora vien'ella sostenuta da un'Eroica Virtù. Ricorre pertanto Astarto al suo alto patrocinio, per farsi schermo dagl'insulti di quelle, e trionfar invitto, con l'appoggio di quella fublime Virtù, che nella grand'Anima di V. Em. tutto giorno l'ammira, e di cui hà dato prove sì manifeste al Mondo intiero, onde già logato si scerne il suo nome immortale, nel più nobil Seggio del Tempio della Gloria. Fortunato Astarto, à cui è dato in sorte, comparire sul Teatro di Partenope; col fregio di si vantaggiosa protezzione della quale prendo anch'io l'ardimento, implorarne dalla generofità di V. Em., una, benche menoma parte, perche possa con l'esercizio della mia obbedienzia, ottenere il pregio, di potermi con la maggior rassegnazione ed umiltà publicare.
Di V.Em.
Umilissimo, Devotissimo ed Obligatissimo Servitore
Angelo Carafale