Argwohn Josephs, op. 27 n. 5

per soprano e pianoforte

Musica: Paul Hindemith (1895 - 1963)
Testo: Rainer Maria Rilke Organico: soprano, pianoforte
Composizione: giugno 1922 - luglio 1923
Prima esecuzione: Donaueschingen, Stadttheater, 17 giugno 1923
Testo

Argwohn Josephs Il dubbio di Giuseppe
Und der Engel sprach und gab sich Müh
an dem Mann, der seine Fäuste ballte:
Aber siehst du nicht an jeder Falte,
daß sie kühl ist wie die Gottesfrüh.
E l'angelo si sforzava di convincere
quell'uomo, che serrava forte i pugni:
"Non ti avvedi che Ella in ogni piega
È fresca e pura come un'aurora divina?"
Doch der andre sah ihn finster an,
murmelnd nur: Was hat sie so verwandelt?
Doch da schrie der Engel: Zimmermann,
merkst du's noch nicht, daß der Herrgott handelt?
L'altro però lo fissava tetro,
mormorando soltanto: Chi è stato a trasformarla?
Gridò allora l'angelo: "Falegname,
non ti sei ancora accorto, che è opera divina?"
Weil du Bretter machst, in deinem Stolze,
willst du wirklich den zu Rede stelln,
der bescheiden aus dem gleichen Holze
Blätter treiben macht und Knospen schwelln?
Poiché stai a costruire tavole, chiuso nel tuo orgoglio,
pensi davvero di chiedere ragione a chi,
può decidere, dallo stesso legno,
di far spuntare foglie e maturare gemme?
Er begriff. Und wie er jetzt die Blicke,
recht erschrocken, zu dem Engel hob,
war der fort. Da schob er seine dicke
Mütze langsam ab. Dann sang er lob.
Egli allora capì. E non appena levò lo sguardo,
preso dallo spavento, in alto verso l'angelo,
quello era sparito. Allora lentamente si tolse
il suo rozzo berretto. E cantò lodi.
(Traduzione Ferdinando Albeggiani)


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Ultimo aggiornamento 6 aprile 2022