Stillung Mariä mit dem Auferstandenen, op. 27 n. 12

per soprano e pianoforte

Musica: Paul Hindemith (1895 - 1963)
Testo: Rainer Maria Rilke

Organico: soprano, pianoforte
Composizione: giugno 1922 - luglio 1923
Prima esecuzione: Donaueschingen, Stadttheater, 17 giugno 1923
Testo

Stillung Mariä mit dem Auferstandenen Consolazione di Maria con il Risorto
Was sie damals empfanden: ist es nicht
vor allen Geheimnissen süß
und immer noch irdisch:
da er, ein wenig blaß noch vom Grab,
erleichtert zu ihr trat:
an allen Stellen erstanden.
O zu ihr zuerst. Wie waren sie da
unaussprechlich in Heilung.
Ja sie heilten, das war's. Sie hatten nicht nötig,
sich stark zu berühren.
Er legte ihr eine Sekunde
kaum seine nächstens
ewige Hand an die frauliche Schulter.
Quello che allora provarono: non è
forse il più dolce fra tutti i misteri
e tuttavia ancora terreno?
Quando Egli, pallido ancora un poco per la tomba,
reso più lieve, Le andò incontro:
in ogni fibra risorto.
Proprio da Lei per prima. Non si può esprimere a parole
quanto erano guariti entrambi.
Sì, da ogni cosa guariti. Non era necessario,
che si abbracciassero forte.
Egli posò per un attimo,
lievemente, la mano che già
diventava eterna, sulla spalla di Lei.
Und sie begannen
still wie die Bäume im Frühling,
unendlich zugleich,
diese Jahreszeit
ihres äußersten Umgangs.
E si fecero entrambi
sereni come alberi nella primavera,
per sempre insieme,
in quella stagione
del loro incontro supremo.
(Traduzione Ferdinando Albeggiani)


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Ultimo aggiornamento 12 settembre 2024