Vom Tode Mariä I (Morte di Maria I), op. 27 n. 13

per soprano e pianoforte

Musica: Paul Hindemith (1895 - 1963)
Testo: Rainer Maria Rilke

Organico: soprano, pianoforte
Composizione: giugno 1922 - luglio 1923
Prima esecuzione: Donaueschingen, Stadttheater, 17 giugno 1923
Testo

Vom Tode Mariä I Morte di Maria I
Derselbe große Engel, welcher einst
ihr der Gebärung Botschaft niederbrachte,
stand da, abwartend daß sie ihn beachte,
und sprach: Jetzt wird es Zeit, daß du erscheinst.
Und sie erschrak wie damals und erwies
sich wieder als die Magd, ihn tief bejahend.
Er aber strahlte und, unendlich nahend,
schwand er wie in ihr Angesicht - und hieß
die weithin ausgegangenen Bekehrer
zusammenkommen in das Haus am Hang,
das Haus des Abendmahls. Sie kamen schwerer
und traten bange ein: Da lag, entlang
die schmale Bettstatt, die in Untergang
und Auserwählung rätselhaft Getauchte,
ganz unversehrt, wie eine Ungebrauchte,
und achtete auf englischen Gesang.
Nun da sie alle hinter ihren Kerzen
abwarten sah, riß sie vom Übermaß
der Stimmen sich und schenkte noch von Herzen
die beiden Kleider fort, die sie besaß,
und hob ihr Antlitz auf zu dem und dem...
(O Ursprung namenloser Tränen-Bäche).
Lo stesso angelo immenso, che un giorno
le aveva recato l'annuncio della gravidanza,
stava ora, in attesa che Lei lo guardasse,
per dirle: Il tempo è giunto, che Tu ti presenti.
E, come allora, Lei trasalì e si mostrò ancora una volta
come la vergine, che dal profondo del cuore acconsentiva.
L'angelo si illuminò tutto, infinitamente vicino,
poi sembrò dileguarsi dentro il volto di Lei -- e ordinò
agli apostoli, sparsi per il mondo,
di radunarsi presso la casa sul pendio,
la casa dell' Ultima Cena. Quelli arrivarono tristi
ed entrarono sgomenti in quella casa: là Lei giaceva, distesa
su un angusto giaciglio, Lei che si era trovata immersa
dentro il mistero della morte e della resurrezione,
giaceva intatta, come non logorata dalla vita,
intenta ad ascoltare un canto angelico.
E come tutti quanti, dietro le candele,
ella li vide in attesa, si distaccò da quel canto
straordinario per regalare ancora col cuore
le sole due vesti che possedeva,
e levò il viso su questo e su quello ...
(Oh, di torrenti di lacrime ineffabile sorgente).
Sie aber legte sich in ihre Schwäche
und zog die Himmel an Jerusalem
so nah heran, daß ihre Seele nur,
austretend, sich ein wenig strecken mußte:
schon hob er sie, der alles von ihr wußte,
hinein in ihre göttliche Natur.
Poi tornò a giacere nella sua debolezza
e attrasse il cielo di Gerusalemme
così vicino a sé, che la Sua anima,
lasciando il corpo, dovette solo un poco protendersi:
e già Colui, che di Lei tutto sapeva,
la assunse nella Sua natura divina.
(Traduzione Ferdinando Albeggiani)


I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 17 ottobre 2025