Vom Tode Mariä II (Morte di Maria II), op. 27 n. 14

per soprano e pianoforte

Musica: Paul Hindemith (1895 - 1963)
Testo: Rainer Maria Rilke Organico: soprano, pianoforte
Composizione: giugno 1922 - luglio 1923
Prima esecuzione: Donaueschingen, Stadttheater, 17 giugno 1923
Testo

Vom Tode Mariä II Morte di Maria II
Wer hat bedacht, daß bis zu ihrem Kommen
der viele Himmel unvollständig war?
Der Auferstandne hatte Platz genommen,
doch neben ihm, durch vierundzwanzig Jahr,
war leer der Sitz. Und sie begannen schon
sich an die reine Lücke zu gewöhnen,
die wie verheilt war, denn mit seinem schönen
Hinüberscheinen füllte sie der Sohn.
Chi ha mai pensato, che fino alla Sua venuta
lo sterminato cielo fosse incompleto?
Il Risorto aveva preso il Suo posto,
e tuttavia, accanto a Lui per ventiquattro anni,
un seggio era vuoto. E cominciavano già
ad abituarsi a quella pura lacuna,
che come risanata appariva, perché del Suo splendore
tutta la colmava il Figlio.
So ging auch sie, die in die Himmel trat,
nicht auf ihn zu, so sehr es sie verlangte;
dort war kein Platz, nur Er war dort und prangte
mit einer Strahlung, die ihr wehe tat.
Doch da sie jetzt, die rührende Gestalt,
sich zu den neuen Seligen gesellte
und unauffällig, licht zu licht, sich stellte,
da brach aus ihrem Sein ein Hinterhalt
von solchem Glanz, daß der von ihr erhellte
Engel geblendet aufschrie: Wer ist die?
Ein Staunend war. Dann sahn sie alle, wie
Gott-Vater oben unsern Herrn verhielt,
so daß, von milder Dämmerung umspielt,
die leere Stelle wie ein wenig Leid
sich zeigte, eine Spur von Einsamkeit,
wie etwas, was er noch ertrug, ein Rest
irdischer Zeit, ein trockenes Gebrest -.
Man sah nach ihr; sie schaute ängstlich hin,
weit vorgeneigt, als fühlte sie: ich bin
sein längster Schmerz -: und stürzte plötzlich vor.
Die Engel aber nahmen sie zu sich
und stützten sie und sangen seliglich
und trugen sie das letzte Stück empor.
Così anche Lei, quando fu assunta in cielo,
non andò verso Lui, anche se forte era il desiderio;
Non c'era posto, là solo Lui stava in trionfo
con un fulgore, che le fece male.
Ma quando poi, la commovente figura
prese ad accompagnarsi con i nuovi beati
e, in modo discreto, luce a luce si aggiunse,
allora dal Suo più profondo essere traboccò
una riserva di cotanto splendore che, abbagliato
da quella luce, un angelo gridò: Chi è costei?
E stupirono tutti. Poi videro come
Dio -- Padre in alto tratteneva nostro Signore,
in modo che, da un più mite chiarore circondato,
il posto vuoto, come un dolore lieve,
ricomparisse, come una traccia di solitudine,
come qualcosa, che ancora sopportava un residuo
di tempo terrestre, una ferita asciutta -.
E guardarono a Lei; lei ricambiò timidamente gli sguardi
quasi inchinandosi, come se pensasse: sono io
per Lui il dolore più lungo -: poi cadde in avanti.
Ma gli angeli la presero tra le braccia
e la sostennero e cantarono beati
e per l'ultimo tratto in alto la portarono.
(Traduzione Ferdinando Albeggiani)


I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 24 settembre 2024