Arthur Honegger, racconta H. Prunières nella Revue musicale del novembre 1928, dichiarò che le impressioni che suscitava in lui la vista d'una partita di Rugby trovavano nel suo spirito delle equivalenze musicali: e che egli concepiva molto bene un poema sinfonico ove le emozioni sportive venissero trasportate nel campo sonoro. Il giornalista non mancò d'annunciare subito che Honegger stava scrivendo un'opera intitolata Rugby.
Honegger, che non vi pensava, sidivertì alla notizia; ma a poco a poco s'abituò all'idea; e quando l'Orchestra sinfonica di Parigi gli fece domandare per l'inaugurazione dei suoi concerti questo famoso Rugby di cui tutti parlavano, si decise a scriverlo.
Rugby segna una data. Lo sport entra infine nella musica Debussy aveva ben compreso quale meravigliosa sorgente d'ispirazione esso avrebbe potuto essere per un artista creatore... Nel suo balletto Jeux egli aveva saputo tradurre nel linguaggio dei suoni l'impressione che ci dà una partita di tennis con i suoi rimbalzi, i suoi continui arresti, i suoi ritmi rotti.
Honegger ha concepito il suo ufficio esattamente nella stessa maniera; ma si serve d'una scrittura essenzialmente contrappuntistica, in luogo di quella sottile, sfumata, imponderabile del maestro impressionista. Gli incidenti d'una partita di Rugby, cariche, calate di tre quarti, mischie, svincolamento d'un giocatore, inseguimenti, si riducono per lui a un certo numero di figure geometriche che trovano nel dominio sonoro la loro esatta equivalenza.
Non c'è in Rugby la minima pagina propriamente descrittiva, come ce ne erano state ancora nell'esordio del Pacific 2-3-1. L'opera è solidamente costruita come un movimento sinfonico. Le impressioni visive e dinamiche sono trasposte in giuochi di contrappunto. I ritmi contrastati, urtati, tagliati, evocano a meraviglia le impressioni di slancio infranto e di scatti improvvisi che ci lascia la vista dei giaocatori di Rugby.
L'orchestra è molto sobria e mette in valore, in tutta la loro purezza, le linee della polifonia. Ed è forse per lasciare ad esse la pienezza che l'autore ha rinunciato agli artifici della batteria.