Johann Nepomuk Hummel, compositore e pianista all'epoca sua apprezzatissimo, studiò con Albrechtsberger e Salieri. Scrisse un Settimino militare, una Fantasia per pianoforte e orchestra, una Ouverture, musica varia per piccoli complessi strumentali da camera; Messe per coro e orchestra, opere teatrali; Sonate per violino e per pianoforte a due e a quattro mani; Rondò, Capricci, Fantasie, Variazioni, Studi per pianoforte. Conobbe Beethoven, ma in questa amicizia furono anche lunghi periodi di freddezza a causa di rivalità professionale che solo sul letto di morte del sommo sinfonista si compose in una commovente riconciliazione.
L'Hùmmel fu dal 1803 al 1811 maestro di cappella dei principi Estherazy, in sostituzione di Haydn. Si trasferì poi a Vienna, come maestro e concertista di pianoforte e compositore; dal 1816 al 1819 fu, a Stoccarda, maestro della cappella di Corte; dal 1819 fino alla morte ebbe lo stesso ufficio a Weimar. Goethe lo ricorda a questo proposito con ammirazione negli Annali.
L'odierno Rondò, op. 11, segue lo stile e forma dell'epoca sua; elegante ed aggraziato, alterna alle diverse e variate riprese del tema fondamentale gli episodi di raccordo, a quelle inscindibilmente connessi come spirito e fisonomia.