Z mrtvého domu (Da una casa di morti), I/11

Opera in tre atti

Testo del libretto (nota 1)

ATTO PRIMO
Cortile della prigione in un bagno penale russo sul fiume Irtyš. Mattina presto. I prigionieri escono dalle loro baracche, si lavano. In un angolo alcuni di loro stanno tormentando un’aquila ferita, altri in fila entrano nella mensa della prigione… Il giovane Aljeja esce da una baracca… La maggior parte dei prigionieri è silenziosa; alcuni di loro si affollano mentre si lavano con l’acqua dei secchi.
CORO DEI PRIGIONIERI
(Tenori I)
Přivedou dnes pána! Stanno per portare qui un nobile!
(Tenori II)
K nám pána! Un nobile fra noi!
(Tenori I)
Mezi nás pána! Un nobile si unisce a noi, qui!
LUKA
Čert troje boty roztrhal
než nás tu všecky sehnal!
Il diavolo consumò tre paia di stivali
prima di riuscire a radunarci tutti.
PRIGIONIERO ALTO
Kudy lezeš?
Pitomá palice!
Postůj, postůj!
Dove vai?
Stupido idiota!
Fermati, fermati!
PRIGIONIERO BASSO
Co křičíš?
Ty sám uhni!
Jak mamut tu stojí.
Di che cosa stai cianciando?
Togliti dai piedi!
Quell’uomo sta là come un elefante.
PRIGIONIERO ALTO
Birjulina kráva
stelná z chleba čistáka
k hodům vrhne šestnáct telátek.
La vacca di Biryulasi è ingravidata sul buon
pane della nostra prigione,
e avrà sedici vitelli per la festa di Natale.
PRIGIONIERO BASSO
Co to za ptáka?
Jaký?
Che genere di uccello sei?
Che genere, eh?
(Incominciano a prendersi a pugni.)
PRIGIONIERO ALTO
Taký! Questa specie!
PRIGIONIERO BASSO
Jaký? Che specie?
PRIGIONIERO ALTO
Taký! Questa specie!
PRIGIONIERO BASSO
Jaký? Che specie?
PRIGIONIERO ALTO
Taký! Questa specie!
PRIGIONIERO BASSO
Jaký? Che specie?
PRIGIONIERO ALTO
Taký!
Kahan!
Questa specie!
Airone.
PRIGIONIERO BASSO
Tys podlec
a ne kahan!
Sei una feccia,
non un airone!
LUKA
(separandoli)
Jste oba hodní!
Snědli babě kyšku s chlebem, a dostali knutem!
Siete proprio dei bravi ragazzi.
“Essi mangiarono il pane e il latte della vecchia, e per questo si meritarono la frusta”
(Il prigioniero alto esce.)
PRIGIONIERI
Mezi nás vedou pána! Stanno portando qui un nobile!
(Entra Gorjančikov, sotto scorta di guardie, visibilmente impaurito, con ancora indosso abiti di città.)
PRIGIONIERO BASSO
Mezi nás vedou pána! Stanno portando fra noi un nobile!
(Entra il comandante.)
COMANDANTE
(a Gorjančikov)
Jak tě nazývají? Come ti chiami?
GORJANČIKOV
Alexandr Petrovič Gorjančikov Alexandr Petrovič Gorjančikov
COMANDANTE
Poručíku, hned s ním do vězení,
hlavu odřít! Okovy přikovat!
A jaké to šiněli?
Je to nejnovější střih? Odkus to vzal?
Z Petrohradu?
Tenente, accompagnatelo alla prigione,
fatelo rasare a zero. Fissategli le catene ai piedi.
E che specie di mantello è questo?
L’ultima moda? Dove l’hai preso?
a Pietrogrado?
GUARDIA
Jeho vlastní šat,
vaše blahorodí!
Sono i suoi vestiti,
Vostro Onore.
COMANDANTE
Všechno sebrat!
Prodat!
Vězeň nemá mít nic vlastního!
A hled’ se dobře chovat!
Abych neslyšel.
Nu tak…
Za nejmenší přestupek metly.
A jak to vyhlížíš?
Zbojník? Tulák?
Toglietegli tutto!
E vendeteli!
Un prigioniero non deve avere niente di suo!
E sta attento a rigare dritto!
Non voglio sentire rapporti sul tuo conto.
Quindi fila…
Per la più piccola mancanza ci sono le verghe.
Cosa credi di essere con le tue arie?
Un bandito? Un vagabondo?
(Gli tira la barba.)
GORJANČIKOV
Jsem politický přestupník. Sono un prigioniero politico.
COMANDANTE
Jak?
Ty drzý!
Sto metel! V tu minutu!
Che cosa?
Che impudenza!
Cento colpi di frusta - immediatamente!
(Il Comandante esce. Gorjančikov è condotto via da una guardia. Aljeja lo segue con ansia… Grida di dolore fuori dalla scena… Entra il prigioniero alto con un’aquila, tenendola per il becco.)
PRIGIONIERO ALTO
Zvíře! Nedá se! Bestia selvaggia! Non vuole arrendersi!
PRIGIONIERO BASSO
At’ třeba zdechne! Lasciala morire, allora.
PRIGIONIERO ALTO
Ale ne ve vězení!
Pták volný, surový,
nepřivykne vězení.
Non in prigione, comunque.
Questa bestia libera e selvaggia
non si adatterà mai!
PRIGIONIERO BASSO
Věru, že není jako my! È vero. Non è come noi.
PRIGIONIERO VECCHIO
Zmátls to. Vždyt’ on pták,
a my jen lidé!
È certo che non è come noi. È un uccello,
mentre noi siamo uomini!
PRIGIONIERI
Vždyt’ on pták, a my jen lidé! È un uccello, mentre noi siamo uomini!
PRIGIONIERO BASSO
Nikito, pust’ ho! Nikita, lasciala andare.
PRIGIONIERO ALTO
Orel, car lesů!
Bratři, orel car lesů,
car lesů
Un aquila, zar della foresta!
L’aquila, fratelli, è lo zar della foresta,
lo zar della foresta.
PRIGIONIERO BASSO
Pust’ ho, Nikito! Pust’ ho! Lasciala andare, Nikita! Lasciala andare!
(Il prigioniero alto lascia libera l’aquila. Essa agita le ali spezzate e saltellando si rifugia in un angolo.)
PRIGIONIERI
Orel car lesů Aquila, zar della foresta!
PRIGIONIERO ALTO
Vidíš,
vidíš, jak belhá!
Guardatela,
guardatela come zoppica.
PRIGIONIERI
Orel car lesů Aquila, zar della foresta!
PRIGIONIERO VECCHIO
Vidíš,
vidíš, jak belhá!
Guardatela,
guardatela come zoppica.
COMANDANTE
(precipitandosi dentro)
Bijte!
Bijte pokrytce, lháře!
Frustatelo,
frustate quell’ipocrita, quel mentitore!
(Le guardie spingono via i prigionieri.)
GUARDIA
Do práce, do práce! Al lavoro! Al lavoro!
(I prigionieri si dispongono in piccoli gruppi per eseguire diversi lavori. Altri si preparano ad andare nei campi.)
PRIGIONIERI
(Tenori)
Neuvidí oko již těch krajů I miei occhi non vedranno mai la terra…
(Bassi)
Neuvidí oko již těch krajů … I miei occhi non vedranno mai la terra.…
(Tenori)
v kterých já zrozen. …nella quale nacqui.
(Bassi)
v kterých já zrozen. …nella quale nacqui.
(Tenori)
Opět mučení, Sempre infelice…
(Bassi)
Opět mučení, …Sempre infelice…
(Tenori)
bez viny. …senza colpa da parte nostra.
(Bassi)
bez viny. …senza colpa da parte nostra.
(Aljeja e il prigioniero vecchio si accovacciano all’ingresso del corpo di guardia.)
(Tenori)
Srdce zabolí, zateskní. …Il cuore si spezza, il cuore sanguina.
(Bassi)
Srdce zabolí, zateskní. …Il cuore si spezza, il cuore sanguina.
(Un prigioniero, Skuratov, si unisce al gruppo che sta cucendo gli stivali.)
SKURATOV
Já mladá na hodech byla,
lyžky umyla,
v polévku vlila,
omastek seškrábla,
pirohů napekla.
“Io ero una giovane fanciulla, che serviva alla festa
lavando le posate,
preparando il pranzo,
grattando il grasso dalle padelle,
cuocendo il pirozhki.”
PRIGIONIERI
A-a- Ah-h
SKURATOV
Beze mne mě oženili,
já ve mlýně byl!
“Io non c’ero quando essi mi sposarono,
poiché ero al mulino.”
LUKA
Vyje!
Zpíval vlk a on mu píseň ukrad.
Hou!…
Egli sentì il lupo cantare e rubò la sua canzone.
SKURATOV
O Luka, O Luka!
“Malý ptáček,
ostrý drápek!”
Oh Luka, Luka!
“Un piccolo uccello,
ma con artigli acuminati!”
LUKA
Jaký Luka?
Pro tebe jsem Luka Kuzmič!
Cosa vuoi dire con ‘Luka’?
Mi devi chiamare Luka Kuzmič!
SKURATOV
Nu tedy, Luka Kuzmič! Molto bene, Luka Kuzmič!
LUKA
Zádný Luka Kuzmič.
Pro tebe jsem strejček!
Non chiamarmi Luka Kuzmič,
chiamami zio.
SKURATOV
Nu tedy, čert s tebou,
i se strejčkem!
A já ti chtěl dobré slovo povědět!
A já ti chtěl zbohatnout, už chtělo se mi zbohatnout!
Ach bratře, hlavo, drahá!
Když jsem se s Moskvou rozloučil,
byl jsem rád, že hlava šla se mnou.
S Bohem, Moskvo, zaplat’ Bůh za život, za volný vítr!
S Bohem, Moskvo.
A hodně mi jich nalupali.
Molto bene, al diavolo te e lo zio!
E io che volevo dirti cose gentili!
E io che volevo diventare ricco e stavo proprio per farlo!
Ma, fratello mio, come amo questa testa.
Quando dissi addio a Mosca,
sono stato fortunato che la mia testa sia venuta con me.
Addio, Mosca, e grazie a Dio di essere ancora vivo!
Grazie a Dio per questa aria pura!
Addio, Mosca!
E mi diedero un fracco di botte.
LUKA
A číms potom zbohatnul? E come diventasti ricco, dopo questo?
SKURATOV
Zkusil jsem boty šít. Tentai di vendere stivali.
LUKA
A kupovali? E la gente li comprava?
SKURATOV
Našli se takoví.
Boha se nebáli,
otce, matku nectili.
O, selhal můj život ubohý!
O, sehal můj život!
O, počkej na chvilčičku.
Akulin muž přišel na dvůr.
Tra-la-la-la…
Trovai un po’ di acquirenti.
Erano uomini che non avevano timore di Dio,
e non onoravano né il padre né la madre!
Oh, la mia miserabile vita andò in rovina.
La mia vita andò in rovina!
Ah, aspetta un momento.
“Il marito di Akulina venne nella corte”.
Tra-la-la-la…!
(Skuratov si mette a danzare.)
LUKA
Jšššš! Blázne!
Jšššš! Blázne!
Ugh, sciocco!
Ugh, sciocco!
PRIGIONIERI
Člověk zbytečný!…
Člověk zbytečný!
Un buono a niente,
un buono a niente!
(Skuratov cade a terra.)
LUKA
(ignorando Skuratov)
Aljejo, podávej nitku!
Jsou zpuchřelé, komisní.
Aljeja, dammi del filo.
Questo è marcio. Merce dello spaccio della prigione.
ALJEJA
(accorrendo)
Na trhu koupili. Fu comprato al mercato.
LUKA
Naše krejčovské jsou lepší.
U které podlé baby
je bere invalida?
Il filo del nostro sarto è migliore.
Presso quale vecchietta del mercato
si approvvigiona il nostro furiere?
ALJEJA
U tetky. Lo ha comprato dalla ‘zia’.
LUKA
To značí u kmotry? Vuoi dire dalla ‘Nonna’.
ALJEJA
U kmotry. Sì, dalla ‘Nonna’.
LUKA
Takový směšný byl. Era un tipo bizzarro.
(Skuratov giace sul pavimento, immobile.)
Dívám se,
věznili nás dvanáct chochlů.
Mezi nimi on,
a pláče!
Pravil, odsoudili.
A což ty moje děti?
Já jemu pravil:
“Bašu, ni!”
A vin bisov syn,
a píšet, píšet.
Nu, baču sobi,
co by zdechl!
A pořád píše, pořád píše.
A jak píše,
tak i propadla moje hlava.
Tak čert by solil, ten major.
Pojd’ jen, pojd’ jen!
Mluv s ním!
Uvidíš!
Mlčel jsem.
Vzbouřil jsem chochly.
Na majora si stěžovali.
A já už zrána vypůjčil jsem si u souseda nůž.
Rozzuřil se major. Jede.
Vře to mezi chochli.
Vletěl major.
“Co to?
Já car i Bůh!”
Jak to řek,
byl nůž v mojich rukou.
“Ne,” pravím, “Vaše blahorodí!”
A jdu k němu blíž a blíž.
“Jak by bylo možno,
byste nám byl car i Bůh?”
“A ty, co? Zbojník?”
“Ne,” pravím,
a jdu k němu blíž a blíž.
“Bůh náš všemohoucí, vševědoucí,
On jedin jest!
On jedin jest!
A car?
On jedin jest nade všemi námi! A vy,” pravím,
“vy jen ještě major z carské milosti,
a pro vaše zásluhy.”
“Jak, jak, jak?”
zakdákal!
Vbodl jsem mu nůž do života.
Převalil se.
…Aljeja, niti!
Mi guardai attorno.
Avevano arrestato dodici di noi ucraini.
Egli era uno di loro,
uno che piangeva!
Disse le sue ragioni e lo condannarono.
“E dei miei figli, che ne sarà?” disse.
E allora gli dissi:
“Capisco che cosa intendi. Mai!”
E quell’impiegato, figlio di diavolo,
continuava a scrivere.
Così mi guardo attorno e dico:
“All’inferno!”
E quello scrive anche questo, continua a scrivere.
E mentre scrive
sento la mia testa addormentarsi.
Il diavolo lo porti, quel Governatore!
“Andiamo, andiamo”, mi dico,
“Parlagli! Poi vedremo!”.
Ma non dissi nulla.
Avevo montato la testa a tutti i miei ucraini.
Essi si lamentavano del Governatore.
Quella mattina di buon ora presi un coltello ad un vicino.
Il Governatore era entrato
ed era di pessimo umore.
Gli ucraini stavano ribollendo di rabbia.
Il Governatore esplose:
“Che cosa succede qui?
Io qui sono lo Zar, sono Dio!”
Mentre stava dicendo queste parole,
il coltello mi si infilò in mano.
“No, Vostro Onore”, dissi,
e mi avvicinai sempre di più a lui,
“come può essere
che Voi siate il nostro Zar e il nostro Dio?”
“E tu chi sei? Un brigante?”
“No”, dissi,
e mi avvicinai ancora.
“Nostro Signore Dio Onnipotente che tutto vede,
Egli solo è Dio,
il solo Dio!
E lo zar?
Egli solo è al di sopra di noi tutti! E voi”, dissi,
“voi siete solo Governatore per grazia dello Zar
e per i vostri servigi”.
“Che cosa, che cosa, che cosa!”,
balbettò.
Gli piantai il coltello nel ventre.
Egli cadde riverso…
…Aljeja, altro filo!
(rompendo il filo con rabbia)
Aljeja, niti!
Jsou zhnilé!
Aljeja, filo!
Questo filo è marcio!
(La porta del corpo di guardia si apre.)
PRIGIONIERI
A zpražili tě za to? E ti picchiarono per questo?
LUKA
…Nu, zpražili.
Aljeja, nůžky!
Sì, mi picchiarono di santa ragione.
Aljeja, le forbici!
(Aljeja non ascolta. Guarda fissamente la porta del corpo di guardia. Le guardie spingono avanti Gorjančikov, sfinito dalle percosse.)
Oj, zpražili, bratři.
“Zbojníka budou káznit.”
A všechen národ se sběhl.
“Vražedník!”
“Vražedník!”
“Vražedníka budou káznit - káznit!”
Řvali.
O, jak hlup ten národ!
Kat na mne křičí: “Přilípnu ti”
Myslím, že umírám…
Oh, fratelli, se mi picchiarono!
“Il brigante deve essere punito!”.
Tutti gli ucraini accorsero.
“Assassino!”
“Assassino!”
“L’assassino deve essere punito - punito!”
Urlavano tutti.
Che stupida razza.
Il boia grida: “Ora a te penserò io!”
Pensai di essere alle soglie della morte…
(Gorjančikov attraversa barcollando il cortile. La porta si chiude dietro di lui.)
PRIGIONIERO VECCHIO
A umřels? E tu moristi?
LUKA
Hlupáku! Idiota!
(gettando a terra i suoi attrezzi)
(Tutti interrompono il lavoro e guardano la porta chiudersi dietro Gorjančikov.)
ATTO SECONDO
Le rive dell’Irtyš.
(Un anno dopo. Sole ad occidente. Si vede la steppa del Kirgisistan. Si sente cantare un indigeno siberiano. Alcuni prigionieri stanno riparando una barca, altri stanno posando mattoni. Più tardi compare Gorjančikov con Skuratov e Aljeja.)
VOCE DALLA STEPPA
A… a… A… a… Ah… ah…
ah… ah…
(si sentono colpi di piccone e rumore di badili)
A… a… Ah… ah…
(i carpentieri lavorano attorno all’imbarcazione. Skuratov e Gorjančikov allungano mattoni ai muratori)
GORJANČIKOV
Milý, milý Aljejo!
Posliš, Aljejo!
Tys měl sestru?
Caro, caro Aljeja!
Ascolta, Aljeja,
avevi una sorella?
ALJEJA
Měl — a proč se ptás? Sì. Perché me lo chiedi?
GORJANČIKOV
Myslím, že byla krasavice,
byla-li tobě podobna.
Sono sicuro che era una bellezza,
se ti assomigliava.
ALJEJA
Ach, co na mně vidíš?
Ona byla taká krasavice,
že v celém Dagestaně nebylo krásnější.
Tys neviděl nikdy takou krasavici.
I moje matka krasavice byla.
Ma che cosa vedi di bello in me?
Lei sì che era una bellezza.
Non c’era nessuna più bella di lei in tutto il Dagestan.
Tu non hai mai visto una ragazza così bella.
Anche mia madre era molto bella.
GORJANČIKOV
A milovala tě? E ti amava?
ALJEJA
A co mluvíš?
Ona jistě ted’ z hoře umžrela.
Ona mě měla víc než sestru ráda.
Ona dnes v noci ke mně pžišla,
a nade mnou plakala.
Che cosa dici mai?
Sono sicuro che essa è morta di dolore in tutto questo tempo.
Essa mi amava più di mia sorella.
Mi apparve in sogno l’altra notte
e piangeva per me.
GORJANČIKOV
Polsyš, Aljejo!
Chci tě uěit ěíst s psát.
Ascolta, Aljeja!
Mi piacerebbe insegnarti a leggere e a scrivere.
ALJEJA
O, rád bych,
rád bych nauěil se!
Nauě, prosím tě.
Oh, come mi piacerebbe
imparare!
Insegnami, ti prego.
PRIGIONIERI
Hoj-ho, hoj-hi! Oh, issa! oh, issa!
GORJANČIKOV
Nauěím tě. Allora ti insegnerò.
PRIGIONIERI
Hoj-ho, hoj-hi!
Hoj-ho, hoj-hi! Hoj-ho, hoj-hi!
Oh, issa! Oh issa!
Oh, issa! Oh issa! Oh, issa! Oh, issa!
(colpi di scure)
Hoj-ho, hoj-hi! Hoj-ho, hoj-hi! Oh, issa! Oh issa! Oh, issa! Oh, issa!
(l’albero dell’imbarcazione viene spezzato e cade)
Prazdnik!
Prazdnik!
Prazdnik!
Per oggi abbiamo finito!
Basta lavorare!
Basta lavorare!
(Suono di campane lontane. I prigionieri buttano da un lato i loro utensili. Si apparecchia un tavolo sul quale si mettono delle vivande.)
UN PRIGIONIERO DI CUCINA
Alexandr Petrovič
bude prazdnik,
i těatr!
Alexandr Petrovič,
abbiamo ottenuto il resto della giornata libera,
e il permesso di fare teatro questa sera.
(scappa via)
(Marcia: entrano guardie, il comandante e ospiti civili. Le guardie stanno sull’attenti; un prete benedice le vivande preparate e il fiume Irtyš.)
PRETE
Pozdravljajem! Sia pace a voi in questo giorno di festa!
PRIGIONIERI
(facendosi il segno della croce)
I my pozdravljajem! E sia pace anche a te!
(I prigionieri vanno ciascuno a consumare il proprio cibo, alcuni si vanno a bagnare nel fiume, altri continuano a farsi il segno della croce. Escono il prete e il Comandante. I prigionieri e gli ospiti si siedono a tavola, a mangiare e a bere tè.)
UN PRIGIONIERO DI CUCINA
(offrendo del pirožky)
Za groš? Nebo za dva? Ne volete per un copeco, o per due?
PRIGIONIERO BASSO
Řež za dva! Tagliamene un poco.
(Gorjančikov, Aljeja e Skuratov si mettono a tavola)
SKURATOV
Bratži, generál jede!
Celou Sibiž prohlížet bude!
Fratelli, arriva il Generale!
Sta ispezionando tutti i campi di lavoro della Siberia.
PRIGIONIERO BASSO
Zadávit majora E chi strangolerà il Comandante?
ČEKUNOV
Jakže? Je to co do toho? Eh? Che cosa avete voi a che fare con questo?
PRIGIONIERO BASSO
A já tobě pravím,
žes hlupák, hlupák!
È quello che io ti dico,
è quello che sei: uno sciocco, uno sciocco!
SKURATOV
Jaj, já pustý, zbyteěný ělověk!
A mne sem poslali, že jsem se zamiloval.
Oh, che uomo inutile e vano sono io!
Ed mi hanno mandato qui a causa dell’amore.
PRIGIONIERI
A proto tě sem poslali! Per quale ragione ti hanno mandato qui?
SKURATOV
Nu proto;
pži té pžíhodě
postželil jsem jednoho Němce.
No, sud’ te,
stojí to za to mne věznit?
Sì, è proprio così.
E alla fine
ho sparato ad un tedesco.
Ora che ne pensate?
È una ragione sufficiente per mandarmi in prigione?
PRIGIONIERI
Jsme zvědavi!
Povídej!
Vogliamo sapere di più.
Parlaci di te!
SKURATOV
Když povídat,
tak provídat.
Se volete sentire la storia,
allora ve la racconto.
PRIGIONIERO UBRIACO
On lže, všechno lže! Egli mente. Sono tutte menzogne!
SKURATOV
Poslouchejte!
Poslali mne v Jurjev,
pěkné to město,
mnoho Němců.
Dívám se po Němkách.
I zalíbila se mi německá Lujza.
Lujza a tetka byly praěky.
Z poěatku jsem jen pod okny chodíval.
Ale brzo nás pžátelství spojilo.
Ona byla taková milá,
jakou jsem nikdy nepoznal.
Ja chtěl po ní to ěi ono…
A ona mně:
“Sášo, to nemůže být,
já si chci svou nevinnost uchovat,
abych byla tvojí důstojnou ženou!”
A směje se, vybízí:
“Ožeň se!”
Nu, pomyslete, já se ženit?
Allora, ascoltate.
Fui mandato a Jurjev,
una bella cittadina
abitata da molti tedeschi.
Non potevo distogliere i miei occhi dalle loro donne,
e presi a frequentare una ragazza tedesca, Luisa.
Luisa e sua zia erano lavandaie.
In principio passavo le serate sotto le loro finestre,
ma presto diventammo buoni amici.
Essa era una ragazza così cara,
non avevo mai conosciuto una ragazza come lei prima.
Io le chiedevo di lasciarmi fare questo e quello…
Ma essa mi rispondeva:
“Saša, non sta bene;
voglio conservarmi casta
ed essere una buona moglie per te!”
Ed essa rideva e mi provocava:
“Avanti, sposami!”.
Ora provate ad immaginare me sposato!
PRIGIONIERO UBRIACO
(alzandosi barcollando)
Lže! Všechno lže! Lže! Bugie! Tutte bugie, bugie!
SKURATOV
Já se ženit? Já se ženit?
Tož rovnou k plukovníku.
Io sposarmi? Io sposarmi?
Bene, andai dritto dritto dal mio colonnello.
PRIGIONIERO UBRIACO
Lže, všechno lže! Bugie, tutte bugie!
SKURATOV
Tu Lujza jednou nepžišla.
Po druhé též —
i po tžetí.
Píši jí, žádná odpověd’!
Co to?
Zchytrala?
Vždyt’ nikdy nelhala!
Lujza lhát neuměla!
Písu:
“Když nepžijdeš,
sám pžijdu, v tom vězí tetka!”
Pžišla.
Pžišla a pláěe.
“Sášo, můj bohatý pžíbuzný chce si mne vzít!”
Jsem jako zažezaný.
Ona pláěe.
“Chtěl bys mne zbavit toho štěstí?”
A objímá mne.
O Lujzo!
Co za štěstí
jít za vojáka,
když je untěr!
Na druhý den
šel jsem k jeho magacínu.
Dívám se v okno!
Allora un giorno Luisa non si fece vedere.
Il giorno dopo lo stesso,
e anche il terzo.
Le scrissi una lettera. nessuna risposta!
Che cosa succede?
Sta facendo la furba?
Essa non mi aveva mai detto una bugia!
Essa è sempre stata chiara come il giorno.
Le scrissi un biglietto:
“Se non vieni da me,
sarò io a venire da te. Dietro questo c’è tua zia.”
Essa venne.
Venne e piangeva.
“Saša, un parente ricco mi ha chiesto in matrimonio”.
Mi sentii come se fossi stato colpito a morte.
Essa era in lagrime.
“Vorresti privarmi di questa possibilità?”.
Mi cinse con le braccia.
Oh, Luisa!
Che vita avrebbe potuto avere
sposando un soldato semplice,
o anche un caporale?
Il giorno successivo
mi recai al negozio di quell’uomo.
Guardai attraverso la vetrina.
(il prigioniero ubriaco si alza di nuovo)
Sedí Němec ětyžicet pěti let,
nos hrbatý,
oěi vypúlené,
hodinky spravuje.
Chtěl jsem rozbít okno.
Myslím si, ale naě?
“Propadlo, co z vozu upadlo.”
Pžišel jsem k veěeru do kasáren.
Leh jsem — a, Petroviči,
horěe zaplakal.
Là seduto c’era un vecchio tedesco di 45 anni,
con un naso aquilino,
occhi grigi,
che stava riparando un orologio.
Mi venne la tentazione di colpire la vetrina.
Ma poi pensai: perché?
“Chi cade dal carro è perduto, non è più buono”.
Tornai in caserma quella sera,
e mi buttai sulla branda e - oh Petrovič -
come amaramente piansi!
PRIGIONIERO UBRIACO
Lež! Všechno lež! Bugie, tutte bugie!
(Skuratov afferra l’ubriaco e lo butta a terra)
PRIGIONIERI
Hou! Hou! Hou! Hou! Oh! Oh! Oh! Oh!
SKURATOV
(sedendosi con calma)
Pžešel den,
druhý, tžetí.
S Lujzou jsem se nesešel.
Vzal prý z ní pžísahu,
že mne znát nebude.
Když jsem věděl, že se to skoněí,
vezmu plást’ a rovnou k nim.
Pro všsechen pžípad
vsunul jsem pistolet.
Vejdu
Ženich uěesaný,
ve fraku,
Lujza naproti němu.
Z boku stažec tlustý.
Sedí a mlěí.
Němec vzkypil zlostí.
Lujza zbledla.
“Co vám libo?” pravil Němec.
“Co mi libo? Hosta vítej!
Vodky nalívej!
Já k tobě v hosty pžišel!”
“Sedněte!”
“A co ty tak hrubě?
Tys mi druhem,
jdu k tobě s pžátelstvím!”
“Nemohu jím být,
tys sprostý voják!”
“Ty hastroši, víš,
že já mohu s tebou dělat, co chci?
Chceš, bych tě zastželil?”
“To nesmíte dělat.”
“Nesmím?” “Ne!”
“Tak, tu máš!”
Vyšla rána, spadl.
Ženské kžiěí. Já utekl.
Soudili.
Usoudili zelenou lavici.
Passò un giorno,
un secondo, un terzo.
Luisa non si vedeva.
Mi fu detto che egli l’aveva fatta giurare
di non vedermi mai più.
Quando capii che tutto era finito
presi il mio mantello e andai diritto da loro.
Per precauzione
avevo la pistola nella fondina.
Entrai.
Il fidanzato era là, con i capelli ben pettinati,
vestito con un frac,
e Luisa gli sedeva di fronte.
Al suo fianco c’era una vecchia grossa.
Sedevano tutti in silenzio.
Il tedesco ribolliva di rabbia.
Luisa diventò pallida.
“Che cosa possa fare per voi?” disse il tedesco.
“Che cosa potete fare? Darmi il benvenuto!
Versatemi da bere!
Sono venuto a rendervi una visita!”
“Sedete!”
“Perché questo tono sgarbato?
Voi siete mio camerata,
io sono venuto ad offrirvi la mia amicizia”
“Non posso essere vostro amico,
voi siete un soldato semplice!”
“Tu, spaventapasseri, lo sai
che posso fare di te quello che voglio?
Ti piacerebbe che ti sparassi?”
“Non puoi far questo.”
“Non posso?” “No!”
“Bene, e allora prendi su!”
Si sentì uno sparo. Egli cadde.
Le donne urlavano. Io fuggii.
Fui preso e processato.
Fui condannato alla Strada Verde.
PRIGIONIERI
A Lujza? E Luisa?
SKURATOV
Ó, Lujza. Oh, Luisa.
(agita le mani selvaggiamente)
PRIGIONIERO BASSO
Major chtěl se ženit.
Dveže ukázali.
Cerná kobyla, nevybílíš do bíla.
Il Governatore voleva sposarsi.
Ma gli fu mostrata la porta.
Se una giumenta è nera, non riuscirai mai a
farla diventare bianca lavandola.
PRIGIONIERO FABBRO
Cerná kobyla, nevybílíš do bíla. Se una giumenta è nera, non riuscirai mai a
farla diventare bianca lavandola.
LUKA
Mám já košilu, šaraváry plyšové,
šaraváry plyšové.
“Ho una bella camicia e bretelle
di velluto”
PRIGIONIERO BASSO
Měl jsem domek o dvou poschodích. “Ho una piccola casa col primo e secondo piano”
KEDRIL
(da un palcoscenico improvvisato)
Opera bude,
opera Kedril.
Opera bude,
opera Kedril.
Andiamo a rappresentare un’opera,
l’opera su Kedril.
Andiamo a rappresentare un’opera,
l’opera su Kedril.
L’OPERA “KEDRIL E DON GIOVANNI”
(Un palcoscenico fatto con legno di barche. Entrano degli invitati. Si siedono con i prigionieri sui banchi davanti alla scena come se fossero nel posto dove di solito in teatro si colloca l’orchestra. Gorjančikov e Aljeja si mettono uno vicino all’altro. Si leva il sipario. Gli attori sono dei prigionieri vestiti con costumi di fortuna, e con ancora le catene alle caviglie.)
DON GIOVANNI
(cammina sul palcoscenico)
Dnes bude můj poslední den!
Já peklo volám k pomoci!
Questo è l’ultimo giorno della mia vita!
Invoco l’inferno di aiutarmi!
(Diavoli sbucano fuori da ogni parte. Don Giovanni brandisce la spada e li caccia via.)
Já se vás nebojím!
Já se vás neboj–im!
Non ho paura di voi!
Non ho paura di voi!
PRIGIONIERI
Naf! Naf! Naf! Naf!
Naf! Naf! Naf!
Bu-uh! Bu-uh!
Bu-uh!
(Kedril trema di paura)
DON GIOVANNI
Elviru pžived’!
Čertů se neboj!
Veěeži pžiprav!
Conducete qui Elvira!
Non abbiate paura dei diavoli!
Preparate la cena!
(Kedril conduce Elvira che protesta. Don Giovanni l’afferra e la bacia. Si precipita dentro un cavaliere. Duello con la spada. Il cavaliere viene colpito. Elvira scoppia in pianto. Don Giovanni rinfodera la spada. Kedril trascina il corpo fuori dalla scena. Ritorna con del cibo, spingendosi davanti la moglie di un cacciatore. Essa cerca di attirare l’attenzione di Don Giovanni, ma egli non la guarda neppure. Kedril spinge di nuovo fuori la brutta cosa.)
DON GIOVANNI
Veěeži dones! Porta la cena!
KEDRIL
Sejěas! Sejěas! Pronto! Pronto!
(corre via)
(Kedril introduce la moglie di un prete in lagrime, ed egli stesso si siede sotto il tavolo a mangiare. Don Giovanni fa una simpatica corte alla moglie del prete. Don Giovanni tenta di sedurla. I diavoli riemergono da tutti gli angoli.)
DON GIOVANNI
Ne! Nebojím se vás! No, non ho paura di voi!
(I diavoli afferrano Don Giovanni)
Pomoc! Kedrile! Aiuto, Kedril!
KEDRIL
Čerti pána berou! I diavoli hanno preso il mio signore!
(esce Don Giovanni con i diavoli)
Čerti pána vzali,
chi, chi, chi ,chi, chi, chi!
I diavoli hanno preso il mio signore!
Hi, hi, hi, hi, hi, hi!
(Kedril trattiene la moglie del prete e comincia a corteggiarla. Si mettono a tavola e fanno onore al cibo. Un piccolo diavolo afferra dal di dietro la moglie del prete. Risate fra il pubblico.)
PRIGIONIERI
Chi, chi, chi, chi, chi!
Chi, chi, chi, chi, chi,!
Cho, cho, cho, cho, cho!
Cho, cho…
chi, chi…
cha, cha…
atd.
Hi, hi, hi, hi, hi!
Hi, hi, hi, hi, hi!
Ho, ho, ho, ho, ho!
Ho, ho…
Hi, hi…
Ha, ha…
etc.
KEDRIL
Ted zaěne pantomima o pěkné mlynážce! Ed ora la pantomima “La bella mugnaia”
PANTOMIMA “LA BELLA MUGNAIA”
(Sirotkin è travestito da giovane moglie del mugnaio, Nezvestev da mugnaio. Il mugnaio prende congedo dalla moglie, mostrandole prima la frusta. Essa fa mostra di aver capito… Ella è intenta a filare, sprofondata nei suoi pensieri. Qualcuno bussa alla porta. Entra un vicino di casa con in dono un rosso fazzoletto. Essi amoreggiano. Viene bussato alla porta. La mugnaia spaventata nasconde il vicino sotto la tavola. Entra un ufficiale in uniforme, camminando con sussiego. Si fanno un reciproco inchino. L’ufficiale fa qualche passo avanti, si ferma, gonfia il torace, si guarda attorno con alterigia, si avvicina alla mugnaia con passo di marcia. Si abbracciano. Nuovamente si sente bussare alla porta. Dove nasconderlo? La mugnaia lo nasconde in una cesta. Entra Don Giovanni vestito come un Brahmano. Immediatamente egli abbraccia la mugnaia. Bussano ancora alla porta. Dove mettere il Brahmano? In un sacco! La mugnaia infila l’ago con un filo immaginario e fa girare la ruota dell’arcolaio che si trova sul pavimento. Irrompe dentro il mugnaio. Tira fuori il primo amante, poi il secondo e li butta fuori dalla porta a calci. Il Brahmano esce dal suo nascondiglio, ma di un brahmano non ha più certamente l’aspetto. È Don Giovanni. Il mugnaio sviene. I diavoli rispuntano dappertutto.)
DON GIOVANNI
Proklet’ bud’! Proklet’ bud’! Maledizione a voi! Maledizione a voi!
(Sputando fuoco, prende la mugnaia e insieme danzano fino a cadere per terra)
(Il sipario scende sul piccolo palcoscenico. Sta calando la notte. La maggior parte dei prigionieri entra nelle baracche. Gorjančikov è ancora seduto davanti all’entrata bevendo tè con Aljeja.)
ALJEJA
Pěkně hráli, co? Hanno recitato bene, non è vero?
PRIGIONIERO GIOVANE
(in un altro angolo, ad una squallida prostituta)
Na zdraví, a kdes ty zasíděla? Benvenuta! E dove ti eri nascosta?
PROSTITUTA
Straka na bidle déle sedí. Non posso stare in un posto più a lungo di quanto una gazza su un palo.
PRIGIONIERO GIOVANE
Už jsem tě dlouho neviděl!
Zchudlas, zchudlas!
È molto che non ti vedo.
Sei diventata più magra.
PROSTITUTA
Může být. Jak bych byla jehlu polkla! Può essere. È come se avessi inghiottito un ago!
PRIGIONIERO GIOVANE
Za vojáěky chodís? Corri sempre dietro ai giovani soldati?
PROSTITUTA
A což. Tžeba bez žebra.
Tžeba bez žebra,
pžece ráda za vojáěky!
E allora? Se mi rompono le costole,
mi rompono le costole.
Eppure io voglio andare con i soldati.
PRIGIONIERO GIOVANE
Nechod’,
i my máme peníze.
Non farlo più.
Anche noi abbiamo denaro.
(scompaiono nel buio)
PRIGIONIERI
Aj, aj, aj! Ay, ay, ay!
ŠAPKIN
(al prigioniero vecchio)
Stažíěku Antoniěi,
zdráv bud’! Chléb sol!
Oj, oj,
oj, oj!
Vecchio Antoniě,
buona salute a te. Pane e sale.
Oy, oy,
oy, oy!
PRIGIONIERO VECCHIO
Když neblázníš, sedni. A meno che tu non sia matto, siediti.
ŠAPKIN
Já myslel, žes umžel! Pensavo che tu fossi morto.
PRIGIONIERO VECCHIO
Umži napžed, a já za tebou. Prima morirai tu, poi io ti seguirò.
LUKA
(da lontano)
Oj pláěe, pláěe mladý kozáěe
v nešt’astné hodině.
Oj kráěe, kráěe ěerňounký havran
v daleké dolině.
“Oy, come piange il giovane cosacco
nella sua ora di miseria!
Oy, come piange il corvo nero
nella valle lontana!”
PRIGIONIERI
Aj, aj, aj… Ay, ay, ay…
PRIGIONIERO BASSO
(avvicinandosi a Gorjančikov e ad Aljeja)
Proě nezdrav´te?
Našim Kurským dobrého chutnání!
Perché non salutate?
Buon appetito, amici del Kursk.
GORJANČIKOV
My, bratže, nejsme Kurští! Non siamo del Kursk, fratello.
PRIGIONIERO BASSO
Snad Tambovští? Forse di Tambov?
GORJANČIKOV
Nejsme Tambovští. Non siamo neanche di Tambov.
PRIGIONIERO ALTO
Hej, páni pijí! Hey, i signori stanno bevendo.
PRIGIONIERO BASSO
Jací páni?
Zde všichni rovni, všichni rovni!
Quali signori?
Qui siamo tutti uguali!
PRIGIONIERI
Všichni rovni…
Zde všichni rovni…
Tutti uguali…
Qui siamo tutti uguali…
GORJANČIKOV
Chcete-li, dám vám, dám vám! Se volete bere con noi, accomodatevi.
ČEKUNOV
(dalla baracca)
Oj, pláěe pláěe
na vraném koni,
oj, rozbij touhu mou!
“Oh, come piange e piange,
cavalcando la sua nera giumenta!
Oy, se potessi liberarmi del mio soffocante amore!”
PRIGIONIERO BASSO
(saltando su)
Dovolte…
chtěl bych se vás zeptat,
vás se zeptat,
zjakých pžíjmů čaj si tu pijete?
Máte asi peníze!
Proto vy ve vězení čaj chlastat?
Čaj chlastat?
Vi chiedo scusa…
Vorrei proprio chiedervi,
proprio chiedervi
a spese di chi state bevendo quel tè?
Presumibilmente avete del danaro.
È per questo che potete bere il tè in prigione?
Tutto quel tè?
(afferra il samovar, lo scaglia via e colpisce Aljeja che cade a terra ferito)
GORJANČIKOV
Ó, Aljejo! Oh - Aljeja!
PRIGIONIERI
Ubíjstvo! Ubíjstvo! Assassino, assassino!
(sollevano Aljeja)
Bůh spasil! Dio gli salvi la vita!
(Le guardie accorrono e spingono via i prigionieri.)
ATTO TERZO
Scena prima
L’infermeria della prigione
(Pomeriggio avanzato. Una fila di brande. Sul retro del palcoscenico, una stufa di terracotta con un vecchio prigioniero sdraiato sopra.)
ALJEJA
(giace con febbre alta. Gorjančikov siede accanto a lui)
Isaj, prorok boží,
boží slova mluví.
Gesù, profeta di Dio,
rivelaci la parola di Dio!
GORJANČIKOV
A co se ti nejlépe líbilo? E quale è, secondo te, la migliore delle sue parole?
ALJEJA
To, když praví:
odpouštěj, neubližuj,
miluj!
Dělal velké divy!
Ptáky z hlíny tvořril,
vdechl ne ní
a on vzlétl,
a on vzlétl! Vzétl!
La parte che dice:
“Perdona, non fare del male a nessuno,
ama!”
Egli operò grandi miracoli.
Fece uccelli d’argilla.
Soffiò sull’argilla
e questi uccelli volarono via nell’aria!
Volarono, volarono via!
ČEKUNOV
(offrendo tè a Gorjančikov e ad Aljeja)
Napij se! Bevetene un po’.
ALJEJA
Hled’, papír, pero, inkoust — Guarda, ho carta, penna e inchiostro.
ČEKUNOV
Napij se! Bevetene un po’.
ALJEJA
Já už umín psát! So già scrivere!
LUKA
(giacendo all’ultimo stadio della consunzione)
Iššš! Chlap! Našel si pána! Ugh, servo! E si è trovato un padrone!
ČEKUNOV
Já že chlap? Mi chiami servo?
LUKA
Ty chlap!
Slyšte, dobří lidé, nevěří,
diví se!
Sì, sì - tu un servo!
Guardatelo, buona gente - non ci vuol credere,
si meraviglia!
ČEKUNOV
Co ti do toho?
Vidíš, osamocení, jsou jak bez rukou.
Proč neposloužit?
Ty blázne s štětinatým rypákem!
E a te che cosa interessa?
Non vedi che qui ciascuno è interessato solo
alla propria sorte, come tanti manichini?
Perché non aiuti loro?
Sei proprio un imbecille, con quel tuo muso ispido!
LUKA
Kdo štětinatý rypak? Chi ha un muso ispido?
ČEKUNOV
Ty, ty, ty! Tu, tu lo hai!
LUKA
A tys krasavec?
Máš hubu jak vraní zobák!
E tu credi di essere bello?
Hai la faccia che sembra il becco di un corvo!
ČEKUNOV
Jsi štětinatý rypák!
A když tě Bůh pokořil,
lež a umírej!
Tu sei un muso ispido!
E dal momento che Dio ti ha steso a terra,
rimanici e muori!
LUKA
Raději botě se pokloním — Preferirei inchinarmi ad uno stivale…
PRIGIONIERO VECCHIO
(sulla stufa)
Gospodi pomiluj! Dio, abbiate pietà!
LUKA
— než papuči.
Ach! Ach!
…piuttosto che a una vecchia pantofola.
Oh, oh!
(tossendo)
Ach!Ach! Oh, oh!
PRIGIONIERO VECCHIO
Gospodi pomiluj! Dio, abbiate misericordia!
ŠAPKIN
(mentre Luka tossisce)
Ó bratři, ta bolest, to nic!
Není horší,
než když tě tahají dlouho za uši!
Fratelli, questo dolore non è nulla!
Il peggio è quando
essi vi tirano le orecchie senza fermarsi!
PRIGIONIERI
Proto ti tak trčí! È per questo motivo che le tue sono così a sventola!
PRIGIONIERO ALTO
Kdo ti vytahal za uši? Chi ti ha tirato così le orecchie?
ŠAPKIN
I správník. Pro tuláctví.
Sli jsme dva, já a Jefim jakýsi.
Na poli voli, v městě strach!
Proto my nejdřív v krčmu.
Rozhlížme se, přibližují se k nám jacísi.
“My troje u generála Žežulky sloužíme.”
Ukázali dílo. A my
téže noci vpadli do dvora bohatého kupce.
Dopadli nás všechny.
Sám tulák,
a rovnou k okresnímu.
Vstoupil, sedl
s takovými bakenbardami.
My tuláci divný národ.
Na hlavě mu drva štípej, zapomene.
Všechno zapomene.
A okresní zpříma na mne,
jako z bečky:
“Kdo jsi.”
“Nevím, všechno jsem zapomněl.”
“Počkej, tvá hlava je mi známa!”
A bělmo ne mne vypoulí.
“Tvé jméno?”
“Hmátni a upaluj!”
“A tvoje?”
“A já za ním. Skutečně mne tak volají,
vaše blahorodí!”
“A kdo tě tak nazval?”
“Dobří lidé,
svět není bez dobrých lidí.”
“A kdo jsou ti dobří lidé?”
“Pozapomněl jsem, račte prominout,
otce i mat’, pozapomněl.”
“Hybaj do vězení!
A ty sedni!
Ber pero, piš!”
A chytne za ucho
a táhne a táhne
a táhne a tá…
La polizia. Perché ero un vagabondo.
Eravamo in due, io e Jefim.
Animali in aperta campagna, pieni di paura in città.
Così per prima cosa andammo in una bettola.
Ci guardammo attorno, e alcuni uomini ci vennero incontro.
“Noi siamo in tre e siamo dell’esercito del generale Cuculo”.
Essi ci mostrarono il loro progetto. Così, assieme,
quella notte facemmo irruzione nella villa di un ricco mercante.
Ci catturarono quasi tutti.
“Vagabondi, tutti vagabondi”
ed eccoci dritto dritto davanti al Sovrintendente del Distretto.
Egli si appressò, si mise a sedere,
un tipo con favoriti lunghi come questi.
Noi vagabondi siamo gente strana.
Usano la nostra testa come ceppo per legna, e noi ancora
dimentichiamo tutto. Dimentichiamo tutto.
Il Sovrintendente venne dritto contro di me,
come una tonnellata di mattoni.
“Chi sei tu?”
“Non lo so. Ho dimenticato ogni cosa.”
“Aspetta un momento. Conosco quelle vostre teste”.
E mi piantò addosso i suoi enormi occhi.
“Il tuo nome?”
“Prendi-e-scappa”
“E il tuo?”
“Seguilo-in-fretta. Mi chiamano veramente così,
Vostro Onore.”
“E chi ti ha dato questo nome?”
“Della brava gente.
Il mondo è pieno di brava gente.”
“E chi sono quelli che tu chiami brava gente?”
“L’ho dimenticato. Perdonatemi, signore!
Padre, madre, tutto dimenticato.”
“Via! Alla prigione. Pena raddoppiata!
E tu là, siediti.
Prendi una penna e scrivi.”
E mi prese le orecchie
e cominciò a tirare, tirare,
tirare e tirare…
PRIGIONIERI
Co se zbláznil? Era diventato matto?
ŠAPKIN
“Pro smilování, vaše blahorodí —”
a táhne, táhne,
“Jen piš!”
A to jeden písařík
též měl dlouhé uši,
a zdrhl jim s penězi!
“Jen piš!”
“Per pietà, Vostro Onore” piangevo.
Ed egli tirava, tirava.
“Continua a scrivere.”
Prima là c’era un impiegato.
Anche lui aveva lunghe orecchie,
e se l’era filata con la cassa!
“Continua a scrivere.”
PRIGIONIERI
Co se zbláznil? Era diventato matto?
ŠAPKIN
A táhne.
Já čmáral,
sedmeroglazyj solil, —
E lui continuava a tirare,
e io continuavo a scarabocchiare,
e il vecchio Sette Occhi a tirare…
PRIGIONIERI
Co se zbláznil? Era diventato matto?
ŠAPKIN
— já čmáral, sedmeroglazyj solil,
sedmeroglazyj solil.
…e io avanti a scarabocchiare, e Sette Occhi a tirare,
e Sette Occhi a tirare.
(Skuratov salta su dal letto, delira e danza.)
SKURATOV
Ó Lujzo! Lujzo!
Ó Lujzo!
Oh Luisa, Luisa.
Oh Luisa.
PRIGIONIERI
Mlčíš! Calmati!
SKURATOV
Ó Lujzo! Oh, Luisa!
PRIGIONIERI
Mlčíš! Calmati!
SKURATOV
Já pistol přitiskl k čelu
a —
Gli puntai la pistola alla testa
e…
PRIGIONIERI
Mlčíš! Calmati!
SKURATOV
— a — …e poi…
(I prigionieri spingono sul letto Skuratov e lo tengono giù.)
(Il silenzio ricade sull’infermeria. Si fa notte. Oscurità, eccetto la fiamma della candela del vecchio sdraiato sulla stufa. I malati si addormentano.)
PRIGIONIERO VECCHIO
Má dětátka milá,
již v´s neuvidím.
Gospodi, pomiluj ny —
Miei cari piccoli amici,
non vi vedrò mai più, mai più.
Dio abbia misericordia di noi!
ŠIŠKOV
Počkej, počkej! Aspetta, aspetta un momento!
PRIGIONIERO VECCHIO
Gospodi — Dio…
(Oscurità completa. Šiškov e Čerevin seduti sul letto.)
ŠIŠKOV
Počkej, počkej! Nepředbíhej!
Přijde na bulvár — všichni se klaní —
slovem boháč!
Aspetta, aspetta un momento! Lasciami ancora un po’ di tempo!
Quando egli scende per la via principale, tutti lo salutano…
In una parola, puzza di danaro!
ČEREVIN
Obchodoval? Era un mercante?
ŠIŠKOV
Statek velký, dělníků pino,
v pasece včelín, i dobytek prodával.
Přijde do trhu.
“Zdravstě, batuško!”
“Zdravstvuj i ty!” “Jak s tvou prácí?”
“Moje práce jako saze bílá.” “A co jinak?”
“Po hříchu, nebe zakuřuji”.
Tak každé slovo
u něho po rublu.
Měl dva syny a dceru Akulinu.
Un grande proprietario terriero, con molti operai,
alveari nel bosco, bestiame da vendere.
Scende al mercato.
“Salute piccolo padre.”
“Salute a te.” “Come va il tuo lavoro?”
“Il lavoro? Come fuliggine bianca.” “E che cosa d’altro?”
“Riempio il cielo con il fumo della mia pipa, temo.”
Ogni sua parola
era danaro contante.
Aveva due figli e una figlia, Akulina.
ČEREVIN
Ta byla tvoje žena? Era tua moglie, non è vero?
ŠIŠKOV
Počkej, nepředbíhej!
Ji Filka Morozov si namluvil.
Aspetta un momento, non correre avanti!
Filka Morozov le stava appresso.
LUKA
(in agonia)
Oh!
Oh!
Oh!
Oh!
ŠIŠKOV
“Ty,” pravil Filka ku star–ymu,
“Dělme se. Vrať mi moje peníze!
Což já u tebe pacholčím?
Nechci s tebou obchodovat!
A Akulinu,” pravil, “brát si nebudu,
já na vojnu půjdu,
feldmarsál se vrátím!”
Starý jej na kopejku vyplatil.
“Jsi ztracený člověk!”
A on jemu: “Ztracen či neztracen!
Ale u tebe, šedá brado,
naučí se člověk šídlem mlěko sbírat.
A Akulku si přeee nevezmu.
Já už ní spal!”
“Jak, ty smíš hanobit poctivého otce,
poctivou dceru?
Kdy jsi s ní,
psí maso, hadí žíhadlo, spal?”
A celý se zatřásl.
“Ora ti dico,” dice Filka al vecchio,
“facciamo un po’ di conti. Restituiscimi il mio contratto!
Devo continuare ad essere il tuo servo?
Non voglio ad aver nulla a che fare con te.
Per quanto riguarda Akulina”, egli dice, “non voglio affatto sposarla.
Vado ad arruolarmi
e ritornerò col grado di maresciallo.”
Il vecchio lo paga fino all’ultimo copeco.
“Tu sei un uomo perduto.”
Ma Filka gli dice: “Perduto o non perduto, stare
con te, vecchio barbone, è utile
come imparare a prendere su il latte con un punteruolo.
E non ho intenzione di sposare Akulina.
L’ho già posseduta.”
“Che cosa? Tu hai osato disonorare un padre
onesto e la sua onesta figlia?
Quando è stato,
figlio di un cane, vipera, quando è stato che hai giaciuto con lei?”
E tutto il suo corpo tremò.
GORJANČIKOV
Ztiš se, Aljeja, ztiš se! Sta calmo, Aljeja, sta calmo.
ŠIŠKOV
“A nejen to,” povídá,
“Tak to zatočím, že si ji nikdo nevezme,
protože je nečestná.
S podzimku do podzimku s ní obcuji —
a už ji nechci.”
A starý tak řval
až zem se zatřásla.
“E non è tutto.” dice Filka
“Lo dirò a tutti in modo che nessuno la sposerà,
poiché essa ha perduto l’onore.
Da un autunno all’altro l’ho avuta con mio comodo,
e ora non la voglio più.”
E il vecchio diede un gran grido
che fece tremare il terreno.
LUKA
(in agonia)
Ach! Ach! Oh! Oh!
ŠIŠKOV
A z jitra do večera, zpit,
a děvek seděl do rána.
E dalla mattina alla sera, ubriaco fradicio,
egli sedette con le ragazze tutta la notte.
ČEREVIN
To znací, že s Akulinou držel stále? Così vuoi dire che egli continuò con Akulina?
ŠIŠKOV
Pockej, nepředbíhej!
“A ted’ půjdem vrata dehtem mazat!”
A šli jsme a namazali
Stařik křičí:
“Tma ve světě s hniloba!”
Mrja Štepanovna křičí:
“Ze světa ji zhladím!”
Sousedé slyší
jak Akulinu řežou z rána do noci!
A ta holka řve a pl´če.
Aspetta un momento, non correre avanti!
“Andiamo a mettere del catrame davanti alla sua porta!”
E noi andammo e spargemmo catrame su di essa.
Il vecchio grida:
“Tutto è tenebre e corruzione!”
Marja Stepanovna piange.
“Sbarazzerò il mondo di quella ragazza.”
I vicini la udirono
picchiare Akulina dalla mattina alla sera!
E la ragazza piangere ed implorare.
PRIGIONIERI
(sospirando nel sonno)
M — Mmm…
ŠIŠKOV
A Filka křičí:
“Slavná děvečka Akulina!
Slavná milovnice!
Čisto si chodíš,
bělo se nosíš!
Mluv, koho miluješ?”
A já šel mimo a křičím:
“Čest budiž vaší milosti!
Čisto si chodíš!
Kde to bereš? S kýmže to žiješ?
Sotva isem domluvil, pohlédla ne mne
takovýma velkýma očima.
E Filka grida:
“Nobile damigella Akulina!
Nobile Dolcecuore,
con che splendidi vestiti vai in giro,
che bel vestito bianco indossi!
Dicci chi è il tuo amante!”
Io passo di là e le grido:
“Onore a Vostra Grazia.
Come siete vestita bene!
Dove avete trovato quei bei vestiti? Con chi vivete?”
Le parole mi erano appena uscite di bocca,
ed essa mi guardò con quei suoi grandi occhi.
PRIGIONIERI
M — Mmm…
ŠIŠKOV
A matka myslí že se mnou dovádí.
“Co se zubíš, nestydatá?
Zabiju tě.
Už není mou dcerou! Už není mou dcerou!”
Sua madre pensa che essa stia civettando con me.
“Che cosa hai da sorridere, svergognata?
Io ti ucciderei.
Non sei più figlia mia. Non più, non più!
ČEREVIN
To že lehká byla? Voleva dire che essa era andata troppo in giro?
ŠIŠKOV
Počkej, poslouchej!
Ležim, moje mat’ přichází.
“Tys podlec, žeň se.
Akulku ted’ ti rádi dají!”
Filka mi hrozí:
“Žes Akulčin muž?
A já tobě žbra vyrazím!
A s ženou tvojí,
když zachci, celou noc spát budu.”
A já na to: “Lžeš, psí maso.”
Aspetta un momento, ascoltami.
Ero ancora a letto quando viene mia madre.
“Sei buono a nulla, faresti meglio a sposarla.
I suoi genitori saranno felici di darti Akulina.”
Filka mi minaccia:
“Tu marito di Akulina?
Ti romperò le costole,
e con tua moglie
dormirò tutte le volte che vorrò!”
E io gli dissi: “Sei un mentitore, figlio di cane!”
PRIGIONIERI
M — Mmm…
ČEREVIN
A nabízeli ti ji? Ed essi ti offrirono la ragazza?
ŠIŠKOV
Nepospíchej!
A já byl, bratříčku, až do svatby zpit!
Po oddavkách nás přivezli
a posadili.
A strýc praví: “Dílo skončeno,
když ne čestně, tož pevně!”
Po zvyku nás do komůrky dali
a zanechali.
Ona sedí bílá,
ni kapky krve v líci,
vlasy jako len, oči velké,
jak němá v domě, tak divná!
A já na ni býkovec si připravil!
A ona vyšla přede mnou —
Non correre!
Ero ubriaco, fratello, fino al giorno delle nozze!
Dopo la cerimonia essi ci riportarono a casa
e ci fecero sedere.
E lo zio dice: “L’affare è fatto,
non proprio con onore, ma tutto sommato conveniente.”
Come è costume essi ci accompagnarono in camera da letto
e ci lasciarono soli.
Essa si siede, pallidissima,
non una goccia di sangue sulle guance,
con i capelli come lino, gli occhi grandi,
come muta ragazza nella casa, così strana era.
Io avevo un frusta pronta per lei.
Ma essa recriminò, quando fu con me, di essere…
ČEREVIN
Jak? Nevinná? Che cosa? Ancora innocente?
PRIGIONIERI
A — Ahhh…
ŠIŠKOV
Čistá, nevinná!
Nevinná! Čestná, z česthého rodu.
A ona tavoká ilá, přemilá…
Ó, proč ji Filka před světem o čest připravil?
Pura, innocente!
Innocente. Una brava ragazza di buona famiglia.
Ed era così gentile, così gentile…
Oh, perché Filka la svergognò così in pubblico?
ČEREVIN
Ó, ano! Ano! Sì, perché? Perché?
ŠIŠKOV
Já poklekl u postele,
ruce vztyčil.
“Milenko, Akulino, dítě drahé,
odpust’ mi!
Já též tě měl za nečestnou.”
Ona sedí přede mnou na posteli
a pláče.
Položím jí ruce na ramena,
sěje se, směje se a pláče.
A jak ji vidím, říkám si:
Potkat Filku, nebude živ na světě!
A stařičtí rodičové jsou z toho zděšení.
A matka na kolenou pláče, a stařik:
“Kdybych byl věděl, že je čistá,
jiného byl bych jí vyhledal!”
Mi inginocchiai ai piedi del letto
e sollevai le mani.
“Cara Akulina, tesoro mio,
perdonami!
Anch’io pensavo che tu fossi stata disonorata.”
Essa si siede sul letto di fronte a me
e piange.
Metto le mani sulle sue spalle:
essa ride, ride e piange.
E vedendola in quelle condizioni, dico a me stesso:
se trovo Filka lo scortico vivo!
I suoi vecchi genitori erano inorriditi.
Sua madre si inginocchia singhiozzando,
e il vecchio dice: “Se avessi saputo che era
ancora vergine, le avrei trovato un altro uomo.”
ČEREVIN
Tak, tak! Tak to má být! È così! Questo è ciò che sarebbe dovuto accadere!
ŠIŠKOV
Počkej, nepředbíhej!
Na druhý den, celý zpit,
běžím po návsi a křičím:
“Dejte mně Filku Morozova,
podlce, nestydu!”
Brzo mne tři lidé zmohli.
A Filka mi před lidmi:
“Tys hlupák!
Vždyt’ tebe zpitého ženili!
A víš, v tom stavu,
cos ty mohl poznat?”
Já přijdu domů.
“Vy jste mne zpitého ženili!
Matka se do mne pustí, a já:
“Ty máš, mátuško,
zlatem uši ověnčeny.
Podej sem Akulku!”
Aspetta un momento. Non correre!
Il giorno seguente, ubriaco fradicio,
mi precipitai attraverso il villaggio gridando:
“Datemi quel Filka Morozov,
quell’impudente canaglia!”
Ben presto tre uomini mi saltarono addosso.
Filka mi apostrofò davanti agli altri uomini:
“Lo sciocco sei tu!
Essi ti fecero sposare mentre eri ubriaco!
E in quello stato, tu sai,
come avresti potuto accorgerti della differenza?”
Così tornai a casa.
“Voi mi avete fatto sposare mentre ero ubriaco!”
Sua madre sta per parlare, ma io la interrompo:
“Madre cara, le tue orecchie
devono essere state foderate d’oro.
Dammi quell’Akulina.”
PRIGIONIERO VECCHIO
(sulla stufa)
Kdo to křičí? Chi sta urlando?
ŠIŠKOV
Ó, bratře,
já bil,
mlátil Akulku, dokud jsem nepadl.
Oh, fratello,
io picchiai
e percossi Akulka fino a che non potei più reggermi in piedi.
ČEREVIN
Ano, nakonec nebij ženy, nebij ženy —
tak ona —?
Sì, dopo tutto se tu non batti una donna
quando è giusto… ed essa cosa fece?
ŠIŠKOV
Ona sedí, mlčí,
v okno hledí, pláče.
A já biju, biju.
Mně je žal —
Essa siede là, senza parlare,
guardando alla finestra, piangendo.
E io vado avanti a batterla, a batterla…
Sento pena per lei.
PRIGIONIERO VECCHIO
Jsi podlec,
psí maso!
Sei uno scellerato,
figlio di cane!
ŠIŠKOV
— a já přece biju, biju!
Ubiju!
E io vado avanti a batterla, a batterla,
finché essa rimane priva di sensi.
PRIGIONIERI
Už mlč! Už mlč! Už mlč! Non dire più nulla, più nulla!
ČEREVIN
S Filkou jste se opět spřátelili? E allora tu ritornasti amico di Filka?
ŠIŠKOV
Počkej, nepředbíhej!
Za Ivanova syna
dal se na vojnu.
“Já váš dobrodinec,
vy mne musíte ctít!”
S dcerou spí,
za bradu, hospodaře tahá.
Do vinné lázně báby ho nosily!
“Vratama nechci!
Vylomte plot!”
Vylomili a on vešel.
Filka konečně vystřízlivěl.
Filku Morozova vedou!
Na vojnu vedou!
A on se uklání na všechny strany!
A v tu chvíli jde Akulka ze zahrady.
On u vrat zastaví,
seskočí s vozu.
Hluboce se jí uklání.
“Duša moja, jahoda,
miloval jsem tě tři goda!
Odpust’ i ty, česného otce čestná dcero!
Já podlec, já vším vinen!”
A hluboce se jí poklonil.
Akulka se zastavila, zaleknuta;
potom poklonila se mu až po pás
a pravila:
“Odpust’ i ty, dobrý molodče,
zla nemám na tebe!”
Aspetta un momento, non correre!
Egli si arruola
al posto del figlio di Ivanov.
“Ti ho fatto un buon servizio,
devi rispettarmi!”
Egli dorme con la figlia
e fa fare la figura del ridicolo a Ivanov.
Le vecchie gli preparano il bagno a vapore e vi mettono del vino.
“Sono troppo bravo per entrare dalla porta.
Abbattete la palizzata per me!”
Essi lo fanno, ed egli entra.
Filka finalmente si calma.
Vengono a prendere Filka
per portarlo sotto le armi.
Ed egli si inchina in tutte le direzioni.
In quel momento Akulina esce dal giardino.
Egli si ferma davanti al cancello,
salta giù dal carro.
Si inchina profondamente davanti a lei.
“Dolcecuore, piccola fragola,
questi tre anni li ho passati a fare l’amore con te!
Perdonami casta figlia di buon padre!
Sono un miserabile, sono il solo colpevole!”
E le fa un altro profondo inchino.
Akulina si ferma un attimo, spaventata,
quindi si inchina fino alla cintura e dice:
“E perdonami anche tu, gagliardo giovane,
io non ho nulla contro di te.”
ALJEJA
Ach! Ah, ah!
ŠIŠKOV
A já za ní v jizbu,
“Cos to jemu, psí maso,
řekla?”
E io la seguii in casa.
“Figlia d’un cane, che cosa
gli hai detto?”
ALJEJA
Ach! Ach!
Ach!
O-oh, O-oh.
O-oh.
ŠIŠKOV
A ona
věř či nevěř,
pohlédne ne mne:
“Já jeho miluju,
víc než celý svět jeho miluju!”
Jššš — ty!
A ten den,
celý den já s ní nemluvil.
A večer pravim:
“Akulko, já tebe zabiju!”
V noci jsem nespal,
v síň jsem vyšel vody se napít.
Ed essa,
lo crediate o no,
mi guarda dritto in faccia:
“Lo amo,
lo amo più di ogni cosa al mondo.”
Grrr… tu!
E quel giorno,
per tutto il giorno non le rivolgo la parola.
E viene la sera. Io dico:
“Akulina, ho intenzione di ucciderti.”
Quella notte non potei dormire.
Uscii in anticamera per bere dell’acqua.
LUKA
(in agonia)
Ach! O-oh!
ŠIŠKOV
Slunce vyskočilo. Il sole sale nel cielo.
LUKA
Ach! O-oh!
ŠIŠKOV
Pravím:
“Akulko, pojedem na pole!”
Ona nato: “Času málo, práce mnoho!”
Zapřahám koně,
mlčím.
Io le dico:
“Akulina, noi andiamo nei campi.”
Ed essa dice: “C’è poco tempo e ancora molto da fare.”
Io attaccai il cavallo
in silenzio.
(Luka muore)
Versty tři jsme projeli lesem.
Koně zastavím.
“Vstávej, Akulko! Tvůj je konec!”
Ona stojí dolekaná. Mlčí…
“Modli se k Bohu!”
Vytáhnu nůž a chytnu ji za vlasy
a po hrdle nožem!
Per tre verste guidammo attraverso il bosco.
Tiro il morso ai cavalli.
“Ci fermiamo qui, Akulka! Questa per te è la fine!”
Essa è la in piedi, pietrificata. Non una parola.
“Di’ le tue preghiere a Dio.”
Tiro fuori il mio coltello, la afferro per i capelli
e le taglio la gola.
PRIGIONIERO VECCHIO
Člověk zahynul! Qualcuno è morto.
(Šiškov si gira con un balzo. Tutti accorrono accanto al cadavere.)
ALJEJA
Zločinec, Petrovič. Ach to je zločinec. È un criminale, Alexandr Petrovič! Che criminale!
PRIGIONIERO VECCHIO
Stráž! Stanno venendo le guardie!
(Le porte si aprono ed entrano le guardie. Una guardia e un dottore si avvicinano al cadavere. Uno dei prigionieri chiude gli occhi al morto. Il vecchio depone una croce di legno sul suo petto. Šiškov lo guarda con attenzione e riconosce Filka.)
ŠIŠKOV
Filko! Tos ty! Filka! Così sei tu!
PRIGIONIERO VECCHIO
I jeho matka zrodila. Anche lui è nato da una madre.
(L’ufficiale fa qualche passo indietro alla vista dell’uomo morto. Il vecchio gli dà la benedizione. Gli occhi di Šiškov seguono il cadavere mentre le guardie lo portano fuori.)
ŠIŠKOV
Psí maso! Psí maso!
Psí maso! Psí maso!
Figlio d’un cane! Figlio d’un cane!
Figlio d’un cane! Figlio d’un cane!
GUARDIA
Volají: Alexandr Petrovič Gorjančikov! Stanno chiamando Alexandr Petrovič Gorjančikov!
ALJEJA
Proč tě volají? Perché ti stanno chiamando?
(si stringe a Gorjančikov)
(Le guardie portano fuori Gorjančikov. I prigionieri malati sono allarmati)
PRIGIONIERI
(fuori scena)
Hou, hou!
Hou, hou!
Ho, ho!
Ho, ho!
(rumori di oggetti che vengono raccolti)
Hou, hou! etc. Ho, ho! etc.
Scena seconda
Cortile della prigione in un bagno penale russo sul fiume Irtyš.
(La stessa scena dell’Atto primo. Nel fondo l’infermeria. Giornata di sole. I prigionieri stanno per recarsi al lavoro. Le guardie portano dentro Gorjančikov. Entra il Comandante visibilmente alticcio)
COMANDANTE
Petroviči!
Já jsem tě urazil.
Dal jsem tě zmrskat nadarmo.
Vím to!
Já tho lituji. Rozumíš mi?
Já,
já, já tho lituji.
Alexandr Petrovič!
Vi feci torto.
Vi ho fatto frustare senza ragione.
Ora lo so!
Mi dispiace profondamente. Mi comprendete?
Sono io,
proprio io, che vi chiedo scusa.
GORJANČIKOV
Rozumím! Capisco.
COMANDANTE
Hej, postůjte. State tranquilli, voialtri.
PRIGIONIERI
Hou, hou! Ho, ho!
COMANDANTE
Já, tvůj velitel, tě pozval,
abys mi odpustil.
Víš, co to je?
Tys červík přede mnou!
A ještě méně:
tys arestant!
Io, vostro Comandante, vi ho chiesto
di perdonarmi.
Sapete che cosa significa questo?
Per me voi siete dei vermi!
Anzi, meno ancora,
dei condannati!
(i prigionieri si spingono l’un l’altro)
A já, z boží milosti placmajor, major.
Rozumíš ty tomu?
Postůjte!
E io sono il comandante per grazia di Dio.
Potete capire questo?
State fermi lì!
PRIGIONIERI
Hou, hou! Ho, ho!
COMANDANTE
Já se s ním smířím.
Cítíš to plně?
Dovedeš to chpát?
Já, major!
Io faccio la pace con quest’uomo.
Lo capite bene?
Potete capirlo?
Io, un Comandante!
(abbraccia Gorjančikov)
Nu — a — Petroviči,
co se ti dnes zdálo?
- e, bene, Alexandr Petrovič…
che cosa avete sognato la notte scorsa?
GORJANČIKOV
O matce se mi zdálo. Ho sognato mia madre.
COMANDANTE
Víc — a lepší!
Tys svoboden!
Mát’ prosila.
Zde přikaz!
È qualche cosa di più… ancora meglio!
Voi siete libero!
Vostra madre deve averlo chiesto per voi.
Ecco l’ordine di scarcerazione!
(alle guardie)
Odkujte okovy! Toglietegli le catene!
(Aljeja appare sulla porta dell’infermeria)
PRIGIONIERO FABBRO
Odklepnuto! Ecco fatto.
PRIGIONIERI
Hou! Hou! Ho! Ho!
ALJEJA
(gettandosi al collo di Gorjančikov)
Tys otec můj! Siete mio padre!
PRIGIONIERI
Hou! Ho!
GORJANČIKOV
Milý, dobrý!
Zda někdy tě ještě uvidím.
Caro ragazzo, bravo ragazzo!
Ti rivedrò ancora?
ALJEJA
Tys otec můj! Padre mio!
GORJANČIKOV
(baciando le sue vecchie catene)
Nový život! La vita riprende a scorrere.
PRIGIONIERI
(al prigioniero alto che tiene l’aquila in gabbia)
Pust’ ho, Nikito! Liberala, Nikita!
GORJANČIKOV
Zlatá svoboda! Meravigliosa libertà!
PRIGIONIERI
Orel car!
Orel car!
L’aquila è zar!
L’aquila è zar!
(il prigioniero alto apre la gabbia)
Svoboda! Libertà!
GORJANČIKOV
Vzkříšeni z mrtvých! Resurrezione dalla morte.
PRIGIONIERI
Svobodička! Cara libertà!
(L’aquila, con le ali ora guarite, vola via)
Svoboda, svobodička!
Svoboda, svobodička!
Vidíš, ani se neohlíží!
Svoboda, svobodička!
Orel car!
Libertà, cara libertà!
Libertà, cara libertà!
Vedi, non si volta neppure indietro!
Libertà, cara libertà!
L’aquila è zar!
GUARDIA
Marrrš! Svelti, in marcia!
PRIGIONIERI
Svoboda, svobodička!
Orel car!
Libertà, cara libertà!
L’aquila è zar!
GUARDIA
Marrrš! Svelti, in marcia!
GORJANČIKOV
Nový život! La vita riprende a scorrere!
(Aljeja lo abbraccia con gli occhi gonfi di lagrime)
A ty jistě myslíš na dálný Dagestan! E tu, tu pensi al tuo lontano Dagestan!
ALJEJA
Bůh zaplat’ tobě! Bůh odplat’! Dio ti ripaghi! Dio ti protegga!
GUARDIA
Marrrš! Svelti, in marcia!
PRIGIONIERI
Hou, hou! Ho, ho!
(FINE DELL’OPERA)

(1) Testo tratto dal programma di sala della rappresentazione del Teatro alla Scala,
Milano, Teatro alla Scala, 29 aprile 2007


I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 8 luglio 2017