Concerto in re maggiore

per quattro violini obbligati

Musica: Leonardo Leo (1694 - 1744)
  1. Maestoso (re maggiore)
  2. Fuga: Allegro moderato (re maggiore)
  3. Moderato (re minore)
  4. Allegro (re maggiore)
Organico: 4 violini, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Dedica: per il servizio del marchese del Vasto
Guida all'ascolto (nota 1)

Leonardo Leo (S. Vito dei Normanni 1694 - Napoli 1744), allievo di N. Fago al Conservatorio della Pietà dei Turchini, fu membro della cappella reale di Napoli, dapprima come organista, poi come vicemaestro e infine come maestro. Insegnò nei Conservatori di S. Onofrio e della Pietà dei Turchini, ed ebbe tra gli allievi Jommelli e Piccinni. Nonostante le molteplici attività che lo impegnavano a Napoli, riuscì a dirigere molte delle sue opere nei teatri di Venezia, Roma, Bologna, Torino e Milano fra il 1723 e il 1740. Fra gli operisti napoletani del tempo, Leo si caratterizza per una particolare cura prestata alla strumentazione delle arie, e forse proprio a motivo di questa sua maestria nel 1742 gli venne affidato l'incarico di stendere un nuovo piano di riorganizzazione dell'orchestra del San Carlo, che portò a compimento aumentando il numero di strumenti e differenziandone i ruoli. Della maestria di Leo in campo strumentale danno pure testimonianza i sei concerti per violoncello, scritti su commissione del duca di Maddaloni, probabilmente nell'ultimo decennio di vita del compositore, e il Concerto a quattro violini obbligati in re maggiore, scritto «per servizio di S. E. il marchese del Vasto». Come altre composizioni dello stesso Leo - analogamente ad altri compositori napoletani del tempo -, il Concerto per quattro violini da una parte si richiama a procedimenti tipici del concerto grosso barocco, come esemplificano i primi due movimenti, il solenne "maestoso" con l'alternanza Soli/Tutti e la "Fuga", in tempo allegro "alla breve"; dall'altra si orienta verso la nuova sensibilità del pieno Settecento in cui si riflette la mano del compositore di numerose di arie di celebri "commedie per musica", dal tono ora sentimentale ora brillante.

Arnaldo Morelli


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 16 gennaio 1998


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Ultimo aggiornamento 14 gennaio 2026