Duo (Sonata) per violino e pianoforte, S 127

Duo sur des thèmes polonais

Musica: Franz Liszt (1811 - 1886)
Organico: violino, pianoforte
Composizione: 1830 - 1835 circa
Edizione: Southern Music Publ. Co., New York, 1964

Basata sul n. 2 delle Mazurke, op. 6 di Frederik Chopin
Guida all'ascolto (nota 1)

Il Duo sur des thèmes polonais (S127) fu scritto probabilmente nel 1835. Si tratta di un brano molto articolato ispirato alla Mazurka op. 6 n. 2 di Chopin, ma comprende citazioni di altri canti "polacchi" dei quali è creata un'ampia parafrasi su rielaborazioni e variazioni. L'introduzione com¬prende una sezione recitativo-declamatoria con la libera citazione di due elementi dell'illustre originale; uno spunto accordale di carattere meditativo che apriva la Mazurka e il calco tematico iniziale della stessa. Gli elementi sono poi ampiamente enunciati e sottoposti a spiccato trattamento rielaborativo imitativo, sino a quando interviene una coda sfavillante (Largo) mentre svetta un interludio anch'esso tratto dalla Mazurka n. 2. Poi è anticipato il secondo spunto della mazurka, mentre fa capolino una coda scintillante e pure riemerge il primo tema accordale dell'introduzione con funzione di collegamento. Davvero una congerie di idee e di suggestioni, che trovano un perfetto chiarimento dove riaffiora, netta, la citazione del primo tema dalla Mazurka n. 2 di Chopin, del secondo elemento e pure dell'interludio del brano, che Liszt in precedenza aveva sapientemente anticipato.

Il profilo dell'introduzione (che è anche introduzione della mazurka originale) apre il territorio a nuove emozionanti esperienze. Ci troviamo così di fronte a una serie spettacolare di variazioni dei tre temi. Nella (Variazione I), dove primo e secondo tema di mazurka sono trasformati in passi di sottile, area mobilità, tra piroette saltellanti del violino e sfrigolanti baluginii del pianoforte; o nella (Variazione II) che presenta primo e terzo elemento giocati su pizzicati e annuenti sospiri arpeggiati. Fantasmagoriche citazioni richiamano la tecnica d'acciaio e il virtuosismo tzigano, nuove spettacolari versioni sono letteralmente parcellizzate in vaporosi drappeggi; infine ecco le entrate ravvicinate dei temi a mo' di strette che portano all'agitato epilogo e al finale, a sua volta corrispondenti a una rinnovata serie di variazioni dei temi chopiniani riepilogati con ostentata solennità. L'inserzione di un Andante "polacco" introduce un nuovo spunto che, a sua volta riproposto, aggiunge ulteriore spinta e ricchezza al materiale sonoro e conclude il Duo in una estemporanea esibizione d'alto virtuosismo tecnico.

Marino Mora


(1) Testo tratto dal libretto inserito nel CD allegato al numero 259 della rivista Amadeus


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Ultimo aggiornamento 19 agosto 2018