Es muss ein Wunderbares sein, S 314

per voce e pianoforte

Musica: Franz Liszt (1811 - 1886)
Testo: Oskar von Redwitz
Organico: voce, pianoforte
Composizione: 1852
Edizione: Kahnt, Lipsia, 1859
Guida all'ascolto (nota 1)

Se in Schubert e Brahms il Lied era al centro della loro opera, per Liszt è solo uno degli aspetti dei suoi molteplici interessi, anche se durante il periodo di Weimar aveva dichiarato di aver perseguito la grande idea di un "rinnovamento della Musica attraverso una sua più intima alleanza con la Poesia".

Tra i poeti musicati si trovano Petrarca, Goethe, Schiller, Heine, Hugo, ma i nomi oggi dimenticati sono assai di più, e accanto a capolavori come Ein Fichtenbaum steht einsam e Vergiftet sind meine Lieder e altri che anticipano Wagner o che rimandano a Wolf si contano molte opere minori. Tuttavia Es muss ein Wunderbares sein del 1857, cantabilissimo, di ispirazione schumanniana è una delle perle dell'opera di Liszt, rimasto affascinato dal genere Lied grazie al grande tenore Adolphe Nourrit dal quale "apprese a riconoscere il tono che fa di un brano per canto e pianoforte un Lied. E se ne ricordò nel mettere in musica liriche brevi, non narrative e non pittoriche, liriche come Freudvoll und leidvoll di Goethe oppure Du bist wie eine Blume di Heine, brevi monologhi interiori che rifuggono da qualsiasi riferimento al mondo esterno; in questi casi il canto sottolinea appena la curva melodica del verso appoggiandosi su un accompagnamento che varia solo il colore tonale ma non propone alcun materiale melodico indipendente" (Rossana Dalmonte).

Johannes Streicher

Testo

Es muss ein Wunderbares sein
ums Lieben zweier Seelen,
sich schliessen ganz einander ein,
sich nie ein Wort verhehlen
und Freud und Leid und Glück und Not
so mit einander tragen;
vom ersten Kuss bis in den Tod
sich nur von Liebe sagen.
Dev 'essere meraviglioso
ritrovarsi tutti stretti
nell'amore di due anime,
mai nascondersi una parola,
affrontare insieme gioia,
dolore, fortuna, necessità,
parlare soltanto d'amore
dal primo bacio all'ultimo respiro.

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 21 febbraio 1990


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Ultimo aggiornamento 4 luglio 2019