Le Bourgeois gentilhomme (con il Ballet des Nations), LWV 43

Comédie-ballet in cinque atti

Musica: Jean-Baptiste Lully (1632 - 1687)
Testo: Jean Baptiste Poquelin Molière

Ruoli: Organico: orchestra
Composizione: 1670
Prima rappresentazione: Château de Chambord, 14 ottobre 1670
Edizione: Robert Ballard, Parigi, 1670
Guida all'ascolto (nota 1)

Nato a Firenze nel 1632, Giovanni Battista Lulli arrivò a Parigi a soli tredici anni. Probabilmente egli fu notato durante il carnevale fiorentino del 1646 da Roger de Lorraine, cavaliere di Guisa, che stava tornando in Francia da Malta. Questi propose al ragazzo di seguirlo a Parigi per esaudire il desiderio della nipote, Mademoiselle Anne-Marie-Louise d'Orleans, duchessa di Montpensier, che cercava un giovane italiano per conversare nella lingua che allora stava imparando. Nulla si conosce riguardo l'apprendistato musicale di Lulli, ma certamente egli fu molto abile nel farsi apprezzare nei più importanti circoli aristocratici di Parigi come eccellente chitarrista, violinista e ballerino. Quando egli morì, nel 1687, il "Mercure galant" scriveva che "mai nessuno aveva fatto avanzare come lui l'arte di suonare il violino". Poco prima di morire, nello stesso numero del "Mercure galant", Lulli scrisse che non aveva imparato più di ciò che sapeva già a diciassette anni, ma che aveva speso tutta la vita per perfezionarlo.

Il suo nome e cognome francesizzati in Jean-Baptiste Lully appaiono per la prima volta in un documento del 1652, quando fu definito garçon de la chambre nella corte della duchessa di Montpensier. Nel 1653, a soli vent'anni, ballò con il quattordicenne Luigi XIV nel Ballet de la nuit. Pochi anni dopo, nel 1661, il giovane fiorentino fu nominato sovrintendente della musica del re e definitivamente naturalizzato francese. Nel giro di pochi anni divenne il musicista più potente e più ricco della corte, avendo ottenuto nel 1672 un vero e proprio monopolio assoluto. Era proibito a chiunque che non fosse Lully di "far cantare qualunque pezzo musicale intero, sia in versi francesi che in altra lingua, senza il suo permesso, pena un'ammenda di 10.000 lire". Morì nel 1687: durante la direzione del suo Te Deum, eseguito per festeggiare la guarigione del re, si ferì a un piede con un violento colpo del bastone con il quale batteva il tempo, provocandosi un ascesso che degenerò in cancrena.

Lully fu autore molto prolifico di musica sacra, divertimenti, balletti, comédie-ballets, pastorali, e tragedie-lyriques, tra le quali spicca Armide (1686), che già dalla sua prima rappresentazione ebbe un successo senza precedenti e presto assunse il ruolo di modello inarrivabile per generazioni di compositori lungo tutto il Settecento, li successo risiede nel fatto che la tradizione classicista francese trovò in questo lavoro l'esempio più alto di raffinata e allo stesso tempo spontanea fusione di testo con la musica, con l'apporto di complessi elementi mimici e coreografici chiamati a edificare la tragèdie lyrique. Il valore di tale genere, che vede in primo piano la declamazione che deriva dal teatro di Corneille e Racine, è quindi in netta contrapposizione con la coeva opera italiana. Allo stesso tempo e paradossalmente, Lully tornava con Armide a quegli ideali di fusione tra parola e canto che erano stati alla base dell'opera del primo Seicento, poi abbandonati.

Il commediografo e attore Jean-Baptiste Poquelin, conosciuto come Molière (Parigi, 1622-1673) incluse spesso nella sua produzione teatrale brani vocali e strumentali e balletti. Della sua compagnia facevano parte un ballerino e quattro strumentisti per suonare "tant en comédie que ballets". Dopo molti anni di tournées nella provincia francese, il suo primo grande successo parigino fu Les précieuses ridicules (1659), nel quale gli strumentisti hanno un ruolo nell'azione drammatica. Dalla collaborazione tra Molière e il ballerino, compositore e coreografo Pierre Beauchamps (1635-1705) nacque nel 1661 il genere della comédie-ballet. Beauchamps, uno dei più celebri danzatori e coreografi francesi, era il maestro di danza personale del re.

Lully entrò in contatto con Molière nel 1661, quando questi scelse per la sua commedia Les fâcheaux, una courante di Lully già diventata popolare e fu lo stesso commediografo, ritenuto anche un eccellente ballerino, a ballarla, lodando "Baptiste le très chere".

In occasione dell'allestimento di questo lavoro, Molière parla degli "ornamenti che sono stati mescolati con la commedia" chiamandoli "intermedi". Questo termine rimanda alla tradizione italiana, ma in realtà tali inserti non dovevano interrompere l'azione, ma integrarsi a essa. Lo stesso commediografo ne illustrò le caratteristiche nella prefazione a Les fâcheaux: il suo intento era di realizzare uno spettacolo integrato e "di rendere il balletto e la commedia una cosa sola".

Durante gli anni Sessanta del Seicento, Molière e Lully collaborarono in una serie di comediés-ballets per la stagione di carnevale alla corte di Luigi XIV, il quale amava ballare in molti di questi spettacoli. La prima comèdie-ballet nata in collaborazione tra i due fu Le marriage force: questo nuovo tipo di spettacolo incontrò grande favore da parte del re e nel giro di un decennio i due, definiti "le deux grands Baptistes", rappresentarono nella residenza reale altre nove comèdies-ballets.

Nella comédie-ballet Le bourgeois gentilhomme, andato in scena per la prima volta il 14 ottobre 1670 nel castello di Chambord alla corte di Luigi XIV, la musica acquistò un peso maggiore rispetto ai lavori scritti in precedenza, ma rimase in ogni caso nei limiti delle premesse estetiche del genere, secondo i quali essa doveva apparire solo in contesti realistici ed essere collegata agli avvenimenti in scena. L'occasione dell'opera nacque dall'infelice condotta dell'ambasciatore della Felice Porta, che nell'agosto del 1669 con la sua superbia aveva suscitato la critica e lo stupore in Francia. Sulemain Aga, questo il nome dell'ambasciatore, aveva espresso il suo scontento per l'accoglienza a Saint Germain, sminuendo così la grandezza della corte francese rispetto a quella del suo signore turco. Quest'atteggiamento indusse il re a decretare che i turchi fossero derisi in un "ballet turc ridicule". Per conferire autenticità all'elemento turco, fu ordinato al cavaliere Arvieux, che era vissuto in Oriente e aveva divertito il delfino e Madame de Montespan con i suoi resoconti pieni di comicità su usi e costume esotici, di dare consigli ai due autori, Molière e Lully: "Fui incaricato di ciò che concerneva gli abiti e le maniere dei Turchi. Rimasi otto giorni presso Baraillis il maestro sarto, per far fare gli abiti e i turbanti alla turca". Oltre alla presunzione dell'inviato turco è stigmatizzata l'incapacità della borghesia arricchita di adottare lo stile di vita della nobiltà e di comprenderne la cultura. Di fatto, con la sua commedia, Molière volle mettere alla berlina la stessa corte di Luigi XIV.

Alla musica e alla danza e alla loro importanza sociale sono dedicate ampie parti del primo e all'inizio del secondo atto: "Le persone di riguardo imparano la musica?" chiede il protagonista al suo insegnante, e dopo la risposta affermativa decide di dedicarsi al suo studio. All'inizio del primo atto il ricco borghese Jourdain (interpretato dallo stesso Molière) vorrebbe diventare pari alla noblesse adottandone l'abbigliamento, il modo di vivere, convincendo la marchesa Dorimene del fatto che egli è "comme il faut". Si fa cucire abiti su misura, ingaggia insegnanti di danza, di musica, di scherma e di filosofia, che tentano invano di trasmettere le conoscenze necessarie a un allievo del tutto refrattario all'apprendimento. Davvero emblematico è l'episodio con il maestro di Filosofia, che dopo aver proposto al suo ignorante e grezzo studente di acquisire i rudimenti della Logica e della Fisica, il massimo che riesce a ottenere è insegnargli l'ortografia e l'almanacco, con grande entusiasmo del suo allievo.

Dopo l'Ouverture, i ritornelli n. 2-4 incorniciano musicalmente la delicata pagina Un Coeur dans l'amoroux Empire, quando il maestro di musica spiega al protagonista l'importanza della sua arte, avendo per questo motivo composto un'aria e spiegando con grande costernazione di Jourdain che il canto amoroso, è normalmente affidato ai pastori. Segue il Primo Intermedio, durante il quale quattro danzatori eseguono un balletto per ordine del maestro di danza, che vuole mostrare a Jourdain la sua bravura: è costituito da un Air, una Sarabande, una Bourée, una Gaillarde e due Canarie.

Nel Secondo Intermedio, dopo che il sarto ha confezionato il suo prezioso abito per Jourdain, entrano in scena i suoi assistenti per la vestizione del protagonista, che deve avvenire, secondo il copione, "à la cadence de tout la Symphonie". Ciascuna aria è preceduta da un breve brano strumentale: il primo è lento in ritmo puntato e il secondo è una nobile Gavotta. Segue un'altra Gavotta, senza violini, danzata dai quatto garzoni del sarto, felici dopo aver ricevuto varie mance da Jourdain per averlo nominato con appellativi molto graditi.

La moglie del protagonista capisce molto presto che il marito si sta facendo imbrogliare da Dorante, un nobile caduto in disgrazia, al quale presta in continuazione denaro. Cleante vorrebbe sposare Lucilla, la figlia di Jourdain, ma non ne ottiene l'approvazione, perché non è nobile. Allora Coviello, valletto di Cleante, decide di raggirarlo con una mascherata. Durante il pasto, in cui sono intonati due canti conviviali, Coviello compare travestito da turco, dicendo che il padre di Jourdain è diventato nobile e annunciando il figlio del gran sultano, il quale desidera prendere in sposa Lucilla. Con alcune frasi in "lingua franca" Coviello promette a Jourdain che sarà elevato al rango di "Mamamouchi". Nella cerimonia turca seguente Jourdain è "nobilitato": lui e la moglie acconsentono alle nozze di Lucilla e Cléonte, travestito da figlio del Gran Sultano. Nel ballet des nations conclusivo inventato da Dorante come omaggio a Dorimene, Jourdain e la moglie sono ancora derisi come vecchia coppia di borghesi chiacchieroni.

Con la cerimonia turca inizia la commedia nella commedia, in cui Jourdain è continuamente messo in ridicolo, essendo l'unico a non capire l'inganno della mascherata. Nelle arie e nei cori della scena turca Lully si dimostra vero maestro di umorismo in musica. Le ripetizioni delle note e dei motivi come espressione del primitivo passarono da qui nella lingua musicale dell'esotismo. La celebre Marcia turca, nel Quarto Intermedio precede la cerimonia per assegnare il (falso) titolo nobiliare di Mammalucco a Jourdain. Essa diede il via a quel gusto per l'esotico e in particolare la "turcherie" in musica per almeno un secolo. La lingua franca, una sorta di gramelot maccheronico messo in bocca ai finti turchi, resterà ancora a lungo il mezzo di rappresentazione delle "turcherie" o dell'esotismo.

All'inizio del quinto Atto, Jourdain si pavoneggia con orgoglio del suo nuovo titolo di Mammalucco, mentre tutti gli altri personaggi tramano alle sue spalle, organizzando addirittura un triplice matrimonio: Dorimene con Dorante, Lucilla con Cleante e la serva Nicoletta con Coviello. Alla fine tutti assistono al Ballet des nations, in omaggio al Mammalucco. Il balletto è una sezione importante della commedia, perché deriva direttamente dall'azione. Nell'apoteosi della festa nobiliare del Ballet des Nations, Molière e Lully fusero insieme commedia e balletto in una compiuta unità. Con Le bourgeois gentilhomme i due autori crearono la comèdie-ballet più eseguita sino ai nostri giorni, fonte di ispirazione per i musicisti fino a Richard Strauss.

Luca Della Libera


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Auditorium Parco della Musica, 5 febbraio 2016


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Ultimo aggiornamento 29 maggio 2023