Lungi, lungi speranze, A 182
Cantata per basso e basso continuo
Musica: Benedetto Marcello (1686 - 1739)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: Lungi lungi, speranze
- Aria: (la maggiore) - Nel mio cor
- Recitativo: Giurò, giurò quell'empia
- Aria: Largo (fa diesis minore) - Sento già che nel mezzo al mio core
Organico: basso, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo
Lungi lungi, speranze
per basso e basso continuo
Recitativo
Lungi lungi, speranze,
Mi tradiste abbastanza, il cor vi sdegna.
Non giova la costanza,
Non si cura la fede, il merto è vano:
Sol di frode e d’inganno
Filli si vanta ed io
Che dell’affetto mio
Sinor la resi altera,
Bugiarda e menzognera alfin la scerno,
Onde un rossore eterno
De’ miei delusi amori
Ostenta il volto mio contro l’indegna.
Lungi lungi, o speranze,
Mi tradiste abbastanza, il cor vi sdegna.
Aria - (la maggiore)
Nel mio cor
Entri sdegno e parta amor.
Né si vanti quella ria
della mia
sofferenza al suo rigor.
Recitativo
Giurò, giurò quell’empia
Di pria morir che mai
Di quest’anima mia tradir la fede.
Folle è ben chi ‘l crede;
Allor che sul suo labbro
Pompa facea d’un falso giuramento,
Formava a poco a poco il tradimento,
Eran bugiardi i pianti,
Menzogneri i sospiri,
Falsi gl’affanni e fraudolenti i sguardi.
Dunque, dunque che tardi,
Vilipeso mio cor? A te s’aspetta
Sprezzar l’indegna e riportar vendetta.
Aria - Largo (fa diesis minore)
Sento già che nel mezzo al mio core
Va mancando la fiamma d’Amore
E s’avvanza di sdegno l’ardor.
S’io mi pento de’ sparsi sospiri,
Fia che un dí forse anch’ella deliri
Disprezzata da un giusto furor.
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Ultimo aggiornamento 6 agosto 2023