Qual turbine improviso, A266
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Benedetto Marcello (1686 - 1739)
Testo: autore ignoto
- Recitativo (mi minore) - Qual turbine improvviso il ciel ingombra
- Aria: Al turbine che freme, all’ocean che geme
- Recitativo: Ma già sereno è il cielo il mare è in calma
- Aria: Men fiera procella non prova il mio core
Organico: soprano, 2 violini, viola, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo
Qual turbine improvviso
per soprano, 2 violini, viola, basso continuo
Recitativo - (mi minore)
Qual turbine improvviso il ciel ingombra
E qual sorge orrid’ombra
Esser i campi dell’aria e in faccia al giorno
Porta la notte di sua luce a scorno
Fischiano i venti
Fremono l’onde
E i lampi ardenti
Il sol s’asconde
Deh che soccorre
Nel borascoso
Vario sonante liquido
Sentiero il pauroso
Ch’entro vi corre
E naufragante timido nocchiero
Aria
Al turbine che freme
All’ocean che geme
Il misero nocchier
Ritogliersi non sa.
Cerca per suo conforto
Stella che guidi in porto
Ma forse nel periglio
Ei naufragar dovrà.
Recitativo
Ma già sereno è il cielo il mare è in calma
E con tranquillo vento
Discorre il navigante
Instabile elemento
Passano in pochi istanti
I turbini nell’aria
Nel mar l’atre tempestose[sic]
Ma non già così preste
Si sgombran da un’amante
Le procelle che muove
Un troppo altero e rigido sembiante
Aria
Men fiera procella
Non prova il mio core
Che il mar d’amore
Solcando sen va.
Ei cerca la stella
Che guidilo in porto
Ma questo conforto
Sperar già non sa.
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Ultimo aggiornamento 22 giugno 2023