Aure voi che leggere da me partendo, A 39
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Benedetto Marcello (1686 - 1739)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: Aure voi che leggiere da me partendo
- Aria: Vivace (mi bemolle maggiore) - Aure care deh volate a trovar
- Recitativo: Ditele voi sì sì che l'amor mio
- Aria: (do minore) - Può soffrirsi la lontananza
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: 1727
Testo
Aure voi che leggiere
per soprano e basso continuo
Recitativo
Aure voi che leggiere
Da me partendo in un momento solo
All’infido mio ben bacciate il piede
Deh per pietade almeno
Palesate a colei l’acerbo affanno
Del mio tradito amore
Dite a Nice crudel la pena mia
Ch’a morir mi condanna
Ria lontananza e gelosia tiranna.
Aria - Vivace (mi bemolle maggiore)
Aure care deh volate
A trovar l’amata Nice
Che lontana move il piè
Ma se infida la trovate
Per non farmi più infelice
Non tornate aure da me.
Recitativo
Ditele voi sì sì che l’amor mio
L’invitta mia costanza
Le tante prove e tante
Che quest’anima amante
Dell’eterna fede
A lei diede ad ogn’ora
Ben mi facea sperar miglior mercede
E al mio lungo servir più lieta sorte
Lasso men vado a morte
Che se Nice lontana
Infida mi disprezza
Per un novel desire
Soffrir già nol poss’io senza morire.
Aria - (do minore)
Può soffrirsi la lontananza
Quando resta della speranza
Consolato l’affanno del cor.
Ma la doglia si fa troppo ria
Quando tenta crudel gelosia
Rende vane le gioie d’amor.
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Ultimo aggiornamento 6 agosto 2023