Veggio Fille [Tirsi e Fileno], A 475
Cantata per soprano, contralto e basso continuo
Musica: Benedetto Marcello (1686 - 1739)
Testo: autore ignoto
- Duetto: Largo (sol maggiore) soprano - Veggio Fille veggio Fille
- Recitativo: soprano - Ma chi per questa ombrosa solitaria foresta
- Aria: (re maggiore) contralto - Vuole amor ch'ignobil fior
- Recitativo: soprano - Fileno tempra il tuo duolo
- Aria: Larghetto (fa maggiore) soprano - L'augellin che l'alba vede
- Recitativo: contralto - Tirsi compagno amico
- Duetto: (sol maggiore) - O quanto è felice quanto è felice
Organico: soprano (Tirsi), contralto (Fileno), basso continuo
Composizione: 1717
Attribuzione incerta
Testo
Veggio Fille [Tirsi e Fileno]
per soprano, contralto, archi e basso continuo
Duetto - Largo (sol maggiore)
(soprano [Tirsi], contralto (Fileno) e basso continuo)
Veggio Fille (/Parlo a Clori)
E parlarle (/e mirarla) non poss’io
Dillo tu nume de cori
Se v’è duolo eguale al mio.
Recitativo
(soprano [Tirsi] e basso continuo)
Ma chi per questa ombrosa
Solitaria foresta
Forma a sospiri miei eco dogliosa?
(soprano [Fileno] e basso continuo)
E un misero pastor egli è Fileno.
E qual pena funesta
Turba della tua fronte il bel sereno?
Pena sì cruda è questa
Che a dirt’io son costretto
Che non ha la maggiore
Per tormentare i rei Megera o Aletto
Sappi che il dio d’amore
Di Clori un dì mi rese amante e servo
Parlo alla bella mia destin protervo
Mi toglie, oh dio, mi toglie
Il poterla mirare ed ecco espressa
In pochi e brevi accenti
L’aspra istoria fatal de’ miei tormenti.
Aria - (re maggiore)
(contralto [Fileno] e basso continuo)
Vuole amor ch’ignobil fior
Di ragion di senso privo
Si raggiri d’ogni intorno
A mirar del sole il lume.
Ed a me che amante vivo
E che son di senno adorno
Niega ogn’or il dio d’amore
Vagheggiar il mio bel nume.
Recitativo
(soprano [Tirsi] e basso continuo)
Filen tempra il tuo duolo
Che se piangi in amor tu non sei solo
Sappi di te non meno
Amor mi rese amante
Amo Fille e le tante
Vaghezze sue contemplo e adoro
Ma sorte avversa e fella
Non vuol ch’alla mia bella
Io parli e a lei palesi
Quei che sento nel core
Interni affanni accesi
Onde se Tirsi pena il dica amore
E dica se fra quanti
Pastori ha il monte il piano il bosco il prato
Vi sia pastore amante
Più infelice di me più sventurato.
Aria - Larghetto (fa maggiore)
(soprano (Tirsi) e basso continuo)
Dagl’occhi d’un’incolta pastorella
L’augellin che l’alba vede
E idolatra il suo bel raggio
La saluta in cima al faggio
E a lei scioglie il dolce canto
Veggio anch’io di Fille il volto
Ma ridirle ancor m’è tolto
Fille oh quanto t’amo oh quanto.
Recitativo
(contralto [Fileno], basso continuo)
Tirsi compagno amico
Che tale a me ti scopre
Il pastoral uffizio ed il nemico
D’amor tiranno a noi comun destino
Altro fra noi non resta
Che a te invidiar la sorte
Di chi dolce favella
Con l’amato suo nume ed a me quella
di chi vagheggia un volto
In cui tutto del ciel sta il bello accolto.
Duetto - (sol maggiore)
(soprano [Tirsi], contralto (Fileno) e basso continuo)
Oh quanto è felice (/è beato)
Chi parla all’amato (/chi mira l’amato)
Suo caro tesoro
E pur che piacere (/e pur che conforto)
Mirar in un volto (/Il dire alla bella)
Due lucide stelle (/in dolce favella)
Due stelle più belle (/Tu sei la mia stella)
Per cui vivo e moro (/Per te vivo e moro).
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Ultimo aggiornamento 30 agosto 2023