Marenzio può considerarsi la personalità artistica più significativa nell'ambito della polifonia profana italiana dell'ultimo ventennio del Cinquecento. Il suo nome resta legato alla tradizione madrigalistica del nostro paese in cui prevale l'invenzione melodica e una solida costruzione armonica, che imprime una coerenza logica anche alle alterazioni cromatiche più ardite. Egli visse a Trento, a Modena, a Varsavia, presso la corte polacca di re Sigismondo III, che lo ebbe in grandissima stima, e a Roma dove svolse la maggior parte della sua attività, al servizio successivamente dei cardinali Madruzzo e Luigi d'Este, del principe Orsini e del cardinale Cinzio Aldobrandino Una decina d'anni prima di morire, con Malvezzi, Bardi, Peri ed Emilio de' Cavalieri, era stato invitato alla corte dei Medici ed aveva collaborato alle feste musicali predisposte a Firenze per le nozze del granduca Ferdinando con Cristina di Lorena. Fu in quella occasione che Marenzio scrisse la musica di due testi di Ottavio Rinuccini, La gara, fra Muse e Pieridi e Il combattimento pitico di Apollo, che anticipano, fra l'altro, lo stile del recitar cantando fiorentino.
Nella vasta produzione di Marenzio spiccano, oltre alle numerose raccolte madrigalistiche (nove libri di madrigali a 5 voci, sei libri a 6 voci, due libri a 4 e a 4-6 voci e un libro di madrigali spirituali a 5 voci), le fresche e popolareggianti Villanelle et Arie alla napolitana a 3 voci e una importante raccolta di mottetti, di cui molti pubblicati postumi e collegati all'insegnamento della polifoni palestriniana.
Il mottetto Innocentes prò Christo, è a 4 voci dispari costruito nello stile diatonico, tipico del nostro grande madrigalista il quale punta su una equilibrata distribuzione delle parti vocali, evitando cromatismi e ornamentazioni melodiche. Caratteristico è il contrasto tra voci maschili e voci femminili alternate fra di loro per mezzo di ritmi variamente articolati, come nell'episodio intonato sulle parole "sine macula et dicunt semper", in cui la misurata disposizione delle parti vocali si snoda con estrema chiarezza, evitando dissonanze non confacenti alla natura del testo.
Ennio Melchiorre
| Innocentes pro Christo infantes occisi sunt ab iniquo rege lactentes interfecti sunt: ipsum sequuntur Agnum sine macula et dicunt semper: Gloria tibi Domine. |
Gli innocenti bambini furono uccisi per Cristo, ancora lattanti vennero trucidati da un re iniquo: seguono lui, Agnello senza macchia, e dicono sempre: Gloria a te, o Signore. |