Strider faceva le zampogne a l’aura

Madrigale a cinque voci

Musica: Luca Marenzio (1553 - 1599)
Testo: autore ignoto

Organico: cinque voci
Composizione: data sconosciuta
Forma poetica; ottava rima
Edizione: Angelo Gardano, Venezia, 1581 nel secondo libro de madrigali a cinque voci
Dedica: Lucrezia d'Este, duchessa di Urbino
Guida all'ascolto (nota 1)

Famosissimo il Marenzio, proprio per la sua arte del madrigale, più che per la sua musica di chiesa, anche in questo brano fa mostra della sua fervida fantasia: e la melodia ed il ritmo della zampogna tradizionale, e il sorriso della primavera e il cinguettar degli uccelli sono per il compositore argomenti elegantissimi per ottenere quello che gli antichi chiamavano imitatione de la natura, con il semplice mezzo delle voci.


Testo

Strider faceva le zampogne a l'aura
Il pastorel di Filli o per Neera
Se più pregiando quel che diede a Laura
D'onesto amor perpetua lode e vera.

Quando a l'alba Titon le chiome inaura
A salutar la nuova primavera
Fuor di fiorite siepi e d'arboscelli
Uscian cantando mille vaghi augelli.

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 22 novembre1929


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Ultimo aggiornamento 21 maggio 2026