Giunto a la tomba, ov'al suo spirto vivo

Madrigale a cinque voci

Musica: Luca Marenzio (1553 - 1599)
Testo: Torquato Tasso
Organico: cinque voci
Composizione: data sconosciuta
Forma poetica; quarta stanza in ottava rima Gerusalemme liberata, XII
Edizione: Angelo Gardano, Venezia, 1584 nel quarto libro de madrigali a cinque voci
Dedica: Girolamo Ruis
Testo

Giunto a la tomba, ove al suo spirto vivo
dolorosa prigione il Ciel prescrisse,
pallido, freddo, muto, e quasi privo
di movimento, al marmo gli occhi affisse.
Al fin, sgorgando un lagrimoso rivo,
in un languido: "oimè!" proruppe, e disse:
"O sasso amato ed onorato tanto,
che dentro hai le mie fiamme e fuori il pianto,

non di morte sei tu, ma di vivaci
ceneri albergo, ove è riposto Amore;
e ben sento io da te l'usate faci,
men dolci sí, ma non men calde al core
. Deh! prendi i miei sospiri, e questi baci
prendi ch'io bagno di doglioso umore;
e dalli tu, poi ch'io non posso, almeno
a le amate reliquie c'hai nel seno.

Dalli lor tu, ché se mai gli occhi gira
l'anima bella a le sue belle spoglie,
tua pietate e mio ardir non avrà in ira,
ch'odio o sdegno là su non si raccoglie.
Perdona ella il mio fallo, e sol respira
in questa speme il cor fra tante doglie.
Sa ch'empia è sol la mano; e non l'è noia
che, s'amando lei vissi, amando moia.

Ed amando morrò: felice giorno,
quando che sia; ma piú felice molto
se come errando or vado a te d'intorno,
allor sarò dentro al tuo grembo accolto.
Faccian l'anime amiche in Ciel soggiorno,
sia l'un cenere e l'altro in un sepolto;
ciò che 'l viver non ebbe, abbia la morte.
Oh se sperar ciò lice, altera sorte!"


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Ultimo aggiornamento 9 ottobre 2022