Giovane donna sott’un verde lauro
Madrigale a sei voci
Musica: Luca Marenzio (1553 - 1599)
Testo: Francesco Petrarca
Prima parte:
Giovane donna sott’un verde lauro
Seconda parte:
All hor saranno i mieipensier a riva
Terza parte:
Ma perché vola il tempo e fuggon gl'anni
Quarta parte:
Non fur giammai veduti si begl'occhi
Quinta parte:
I' temo di cangiar pria volto e chiome
Sesta parte:
Dentro pur foco, e fuor candida neve
Settima parte:
L'auro e i topaci al sol sopra la neve
Organico: soprano, 2 contralti, 2 tenori, basso (senza accompagnamento)
Composizione: data sconosciuta
Forma poetica; sestina
Edizione: Alessandro Gardano, Venezia, 1595 in Il sesto libro de madrigali a sei voci
Dedica: Margherita Gonzaga d'Este
Testo
Prima parte
Giovane Donna sott' un verde lauro,
Vidi piu bianca e piu fredda che neve,
Non percossa dal sol molti e molti anni,
E'l suo parlar e'l bel viso e le chiome,
Mi piacquer si ch'i l'ho dinanzi a gl'occhi,
Seconda parte
All' hor saranno i miei pensier a riva,
Che foglia verde non si trovi in Lauro,
Quand' havrò queto il cor asciuti gl'occhi,
Vedrem ghiacciar il foco arder la neve,
Non ho tanti capelli in queste chiome,
Quanti vorrei quel giorno attender anni.
Terza parte
Ma perchè vola il tempo e fuggon gl'anni,
Si ch'alla morte in un punto s'arriva,
O con le brune o con le bianche chiome,
Seguirò l'ombra di quel dolce Lauro,
Per lo piu ardente sole e per la neve,
Finchè l'ulti mo dì chiuda quest' occhi.
Quarta parte
Non fur giamai veduti sì begl' occhi,
O ne la nostr' etade o ne' primi anni,
Che mi struggon cosi come il sol neve,
Onde procede lagrimosa riva,
Ch'amor conduce a piè del duro lauro,
C'ha i rami di diamante e d'or le chiome.
Quinta parte
I' temo di cangiar pria volto e chiome,
Che von vera pietà mi mostri gl'occhi,
L'idolo mio scolpito in vivo lauro,
Chè s'al contar non erro hoggi ha sett' anni,
Che sospirando vò di riva in riva,
Sesta parte
Dentro pur foco e fuor candida neve,
Sol con questi pensier con altre chiome,
Sempre piangendo andrò per ogni riva,
Per far forse pietà venir negl'occhi,
Di tal che nascerà dopo mill' anni,
Se tanto viver può ben culto lauro.
Settima parte
L'auro e i topaci al sol sopra la neve,
Vincon le bionde chiome presso a gl'occhi,
Che menan gl'anni miei sì tosto a riva.
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Ultimo aggiornamento 26 agosto 2023