Il Marenzio, seguace delle classiche tradizioni della polifonia del cinquecento, fu tuttavia un' antesignano dell'arte che dette poi origine al melodramma. Scrisse particolarmente madrigali, di tanta soavità e grazia, che fu per questo chiamato il cigno di Brescia — poiché nato a Coccaglio, vicino a Brescia.
Il mottetto: O rex gloriae, potrebbe quasi dirsi un madrigale sacro, per la grazia e nitidezza dei piccoli temi che in alcun punto (qui trìumphator...) vogliono imitare l'incedere solenne del trionfatore, in altro l'ascesa ai cieli (super omnes coelos ascendisti...) del Redentore, ai quali pensieri fa da commento giubilante l'alleluia finale.
| O Rex gloriae, Domine virtutum, qui triumphator hodie super omnes coelos ascendisti; ne derelinquas nos orphanos, sed mitte promissum Patris in nos, spiritum veritatis. Alleluia. |
O re della gloria, Signore delle virtù, che oggi trionfatore salisti sopra i cieli, non ci lasciar orfani quaggiù, ma invia a noi il promesso del Padre, lo Spirito di verità: Alleluia. |