Dum aurora finem daret

Mottetto a sei voci

Musica: Luca Marenzio (1553 - 1599)

Organico: soprano, contralto, 3 tenori, basso (senza accompagnamento)
Composizione: data sconosciuta
Edizione: Ricciardo Amadino, Venezia, 1616
Guida all'ascolto (nota 1)

Una elegante frase sulle prime parole, Dum aurora finem daret, descrive con sapiente sviluppo d'imitazioni, il farsi del giorno. Ed ecco come su di uno sfondo pittorico apparire la vergine Cecilia che va illuminandosi poco alla volta come in un'apoteosi.

Seguono altri piccoli temi decisamente imperiosi: Gettate le opere delle tenebre — abijcite . . ., e rivestitevi delle armi della luce — et induimini arma lucis! Ed il mottetto si chiude con una magnifica nuova visione dell'esercito dei martiri, pronti a combattere eroicamente e lietamente per recare al mondo intero la luce della fede di Gesù Cristo.

R. Casimiri


Testo

Dum aurora finem daret, Caecilia exclamavit dicens;
Eja miìites Christi, abijcite opera tenebrarum
et induimini arma lucis.
Mentre 1' aurora fugava la notte, Cecilia esclamò dicendo:
su via soldati di Cristo, gettate via le opere delle tenebre
e rivestitevi delle armi della luce

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 22 novembre1929


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Ultimo aggiornamento 21 maggio 2026