Opera emblematica dell'autore (completata a Parigi nel 1938), il Concerto grosso dovette attendere per alcuni anni la sua prima esecuzione, avvenuta negli Stati Uniti, con la Boston Symphony Orchestra diretta da Serge Koussewitzky, il 14 novembre 1941. Verso la forma del Concerto grosso, a lui particolarmente congeniale, Martinů mostrò sempre una spiccata predilezione. Rispetto alla sinfonia classica e romantica la forma del concerto grosso pretende infatti minori tensioni e, nei giochi di contrapposizione strumentale, finisce per determinare una linearità e una coesione consone al mondo espressivo di Martinů. In questa sua opera, come in molte a carattere concertante, l'ispirazione al folclore cèco si sposa a un certo gusto francese, determinando, insieme a una chiarezza e a un'esattezza di meccanismi sonori, un ordine e una trasparenza che, in pieno Novecento, portano a far rivivere il mondo barocco.
Il cecoslovacco Bohuslav Martinu appartiene a quella generazione ultima di musicisti staccatasi dalla tradizione nazionalista fondata da Smetana e animata dal desiderio di inserirsi nella corrente della musica moderna europea.
Trasferitosi, nel 1923, a Parigi, Martinu si mette alla scuola di Albert Roussel, assimilando il solido e severo insegnamento della tradizionalista «Schola Cantorum», dalla quale Roussel proveniva; nello stesso tempo fa conoscenza con l'arte nuova e ardita di Stravinsky, con le esperienze dei «Sei» e col neo-barocchismo di Hindemith.
L'odierno «Concerto grosso» dimostra che è soprattutto Hindemith ad esercitare un influsso esemplare su Martinu. La struttura formale e la scrittura dell'opera é basata, difatti, come in analoghe composizioni del musicista tedesco, sul ripensamento di modelli barocchi, trascritti in un linguaggio contrappuntistico aspramente dissonante, politonale, e penetrati da quella inesorabilità ritmica nella quale si vuol vedere un riflesso della nostra epoca meccanica.
La partitura porta la data del 1948: e se fin dal 1934, col Matis der Maler, Hindemith sembra essersi indirizzato verso una concezione, diciamo, più romantica, meno polemicamente scientifica dell'arte, qui invece permane quel rigorismo costruttivo mentale, quel forte impulso volitivo che gode nel vincere le resistenze di una materia sonora densa e complessa, che trova rispondenza in certi aspetti della vita d'America: paese nel quale Martinu vive ed opera da circa una dozzina d'anni.