Serenata n. 2, H. 216

per due violini e viola

Musica: Bohuslav Martinů (1890 - 1959)
  1. Allegro
  2. Poco andante
  3. Allegro con brio
Organico: 2 violini, viola
Composizione: Parigi, marzo 1932
Prima esecuzione: Praga, 18 aprile 1939
Edizione: Bärenreiter, Praga, 1949
Guida all'ascolto (nota 1)

Discepolo di Albert Roussel, il compositore cecoslovacco Bohuslav Martinu riprese dal musicista francese quel gusto costruttivo che, opponendosi al colorismo anti-architettonico impressionista, ricondusse la musica sulla strada della tradizione. Una tradizione, naturalmente, riproposta in termini linguistici nuovi e giovantesi di tutte le conquiste armoniche, ritmiche e timbriche, sia dello stesso impressionismo che della musica posteriore.

Composta durante gli anni venti, la Serenata rivela un'arte piena di spontaneità, che non s'attarda in ripiegamenti seriosi, e in cui il pensiero, sgorgante con vigore, mostra una franchezza e una verve non comuni, in un discorso che ignora le oscurità e gli enigmi, fatto di un linguaggio chiaro, dai contorni melodici nettamente disegnati, e di una espressività i cui segni distintivi sono la semplicità e la chiarezza dei termini.

Anche quando fa ricorso, ma con discrezione, al gioco contrappuntistico o si affranca dagli impacci della tonalità tradizionale, la Serenata conserva un andamento sciolto e naturale, un tono diretto, una estrema vivacità di eloquio che «evoca — come nota il Moser — il ricordo del linguaggio di Haydn, ma di un Haydn trasposto sul piano moderno e che, senza cessare di essere se stesso, avesse adottato i modi di pensare e di parlare del nostro tempo».

Nicola Costarelli


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 14 novembre 1969


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Ultimo aggiornamento 15 ottobre 2021