Trio per pianoforte n. 1 in si bemolle maggiore "Divertimento", K 254


Musica: Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791)
  1. Allegro assai (si bemolle maggiore)
  2. Adagio (mi bemolle maggiore)
  3. Rondò. Tempo di Minuetto (si bemolle maggiore)
Organico: pianoforte, violino, violoncello
Composizione: Salisburgo, agosto 1776
Edizione: Artaria, Vienna 1781
Dedica: Therèse Pierron Serrarius
Guida all'ascolto (nota 1)

Con il Divertimento in Si bemolle maggiore KV 254 torniamo al 1776, a Salisburgo. Questo brano viene indicato come il primo Trio mozartiano, per la scrittura che supera la semplice musica d'occasione richiamata dal titolo. Il primo movimento è un vivace susseguirsi di spunti melodici brevi e accattivanti e gustose trovate musicali. L'apertura è di ampio respiro, solare, dominata dalle figurazioni del clavicembalo. Un brillante breve inciso introduce un espressivo gioco d'eco tra il clavicembalo e il violino. Il secondo tema non introduce un contrasto evidente, bensì una variazione del materiale melodico; prevalgono grazia e divertimento più che il dramma emotivo. La prima parte si chiude con un'improvvisa inflessione in modo minore, seguita da brevi incisi che preparano la chiusura dell'esposizione.

Nello sviluppo non mancano invenzioni drammatiche, come l'improvvisa modulazione dopo una pausa che aveva interrotto una vivace progressione. Mozart ritarda la ripresa, sembra indugiare, costruendo una (pur sempre sorridente) tensione, per risolverla quando arriva la Ripresa a riproporre i due temi. L'Adagio è il cuore lirico della composizione. Il tema principale, di grande dolcezza, è esposto dal violino su un articolato accompagnamento del clavicembalo. Poi i ruoli si invertono.

Nella seconda parte la musica si fa più luminosa, introducendo una fase di transizione più dinamica, con un dialogo serrato tra gli strumenti. Segue un'accorata melodia del violino, culmine di questa sezione. L'intera prima parte viene ripetuta. La seconda parte si apre con l'alternarsi di proposte del pianoforte e risposte degli archi, esplorando tonalità lontane. In questo nuovo clima armonico arriva un momento lirico del violino.

La ripresa del tema principale avvia la sezione conclusiva. Il Rondò in Tempo di Menuetto è un movimento di spensierata leggerezza. Il tema è esposto con grazia dal clavicembalo e rinforzato dagli archi. Il primo episodio sembra agitarsi, ma la tensione si risolve presto, e il quieto incedere viene ripreso fino al ritorno del tema. Il secondo episodio offre un momento di maggiore lirismo prima di tornare al carattere di danza. Il successivo episodio si chiude con esitazioni e pause in attesa del ritorno del tema. Nella sezione seguente il dialogo si fa più intenso, ed è da rilevare il pizzicato lieve del violoncello. Il breve momento di un'ombra anticipa la chiusura in cui, dopo una breve cadenza del violino, il tema del Rondò torna serenamente, per poi concludere il brano con leggerezza.

Emiliano Buggio


(1) Testo tratto dal libretto inserito nel CD allegato al n. 411 della rivista Amadeus


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Ultimo aggiornamento 28 gennaio 2026