Lina
Dramma lirico in tre atti
Testo del libretto
ATTO PRIMO
Scena prima
Una valle nel Tirolo.
In fondo un boschetto. A destra alcune roccie con un sentiero tortuoso e praticabile,
che dal piano della scena sale ad una certa altezza e si perde fra le quinte. Sul
davanti a sinistra una capanna.
All' alzarsi del sipario il giorno comincia a spuntare: la scena si va gradatamente
rischiarando. Rodolfo, indi Carlo.
RODOLFO
Spunta nel ciel l'aurora;
Due volte risuonar per la valle
Feci il mio corno e ancora
De' miei compagni alcun non rispondea;
Il mio moschetto impaziente attende.
(guardando verso le roccie)
Lo stuol dei montanari già discende...
(guardando dal lato opposto)
Dai campi incontro a loro
Muovon leggiadre e snelle
Canticchiando d'amor le villanelle.
(chiamando)
Carlo...
CARLO
(di dentro)
Rodolfo... -
(entra in scena)
RODOLFO
Quanta premura!...
Quasi ancor sorto - non è il mattino.
CARLO
Oggi m'aspetta - la mietitura,
Porto la falce - dall'arruotino.
RODOLFO
Buona raccolta... -
CARLO
Grazie: il destin
Mandi un cinghiale - sul tuo cammin.
(esce)
Montanari, Contadine e Rodolfo.
ALCUNI
Andiamo a lavorar: intorno intorno
Gli augèi s'odon cantar,
Splende la luce omai del nuovo giorno...
Andiamo a lavorar.
Non ha miseria,
Non ha squallor
Chi abborre l'ozio
Con santo orror...
TUTTI
(vedendo Modolfo)
Ve'!... ve'!... Rodolfo... -
RODOLFO
Cari, buon dì...
CORO
Solo a quest'ora - che fai tu qui ?...
RODOLFO
Gli amici aspetto
Col mio moschetto.
CORO
Bella giornata avrem?...
RODOLFO
Tutto mi dice
Che il di che sorge sarà un dì felice.
CORO
Prima che il sol col raggio meridiano
Ne venga a soffocar;
Andiam con alma lieta e presta mano
Le biade a seminar.
Chi allegro semina
Più allegro ancor
Un dì raccoglie
Le spiche d'or...
(escono tutti, meno Rodolfo)
Rodolfo solo.
RODOLFO
o
Come lieti son essi e quanto affetto,
Bella innocenza, ispiri a lor nel petto !...
Di gioia ugual m'inebriava anch' io...
Ma il destino cangiò, mesto è il cor mio!...
Tu sola, o madre a me diletta tanto,
Rallegrarmi potevi anche nel pianto;
E con un detto, un guardo ed un sorriso
Farmi di questi luoghi un paradiso!...
Non fia che ti dimentichi
Giammai, funesta sera,
Quando mia madre in lagrime
Volgeva a me preghiera:
Muoio, mi disse: all'alto
Voler di Dio t'inchina;
Alla deserta Lina
Sarai tu padre ognor.
Fu quella voce l'ultima
Dalle sue labbra uscita,
Indi ricadde esanime
Priva di sensi e vita:
Il voto suo di compiere
Giurato ho in quel momento,
E il sacro giuramento
Sempre mi sta nel cor!...
Squilli ed echeggi ancor l'usato suono,
Che al cominciar del giorno
Aduna i cacciatori a me d'intorno.
(si porta il corno alle labbra e suona dirigendosi verso il fondo)
Cacciatori e detto.
CACCIATORI
(da lontano, poi accorrendo ed aggruppandosi intorno a Rodolfo)
Nella campagna
Sulla montagna
Il suon gradito
Echeggia ancor:
Al dolce invito
Anela il cor.
RODOLFO
Del cacciatore - viva il mestiere,
Viva la vita - del cacciator;
Andiamo, amici, - potrem vedere
La donna amata - del nostro cor.
CACCIATORI
Del cacciatore - viva il mestiere,
Viva la vita - del cacciator !...
RODOLFO
Presso la nostra bella
E dolce il ritornar;
Possiam vicino a quella
La mente inebriar.
L'amabil forosetta
Attende il cacciator;
Tutto d'amore allatta
Il vergine suo cor...
D'ardente amore!...
TUTTI
Nella campagna,
Sulla montagna
li suon gradito
Echeggia ancor:
Al dolce invito
Anela il cor:
Viva la caccia,
Viva l'amor!...
(i Cacciatori escono dalla destra, le Contadine dalla sinistra: RODOLFO si avvia
anch'esso per uscire, ma s'incontra in Gualtiero e si ferma con lui)
Gualtiero e Rodolfo.
RODOLFO
Desto a quest'ora?...
GUALTIERO
Arcana cura, il sai,
Mi toglie al sonno: in mezzo alle foreste
Erro co' miei pensieri.
RODOLFO
E tanto care
Ti son!
GUALTIERO
Sì, da quel giorno
Che senza il tuo coraggio
Nell'aspro mio viaggio
Io perito sarei!... Or son tre lune,
Di notte, in mezzo a orribile tempesta,
Un fuggente destrier,
Presso un abisso... Al chiaror dei baleni
Tu mi vedesti e di pietà compreso
Mi salvasti la vita!
O mio Rodolfo, da quel dì mi sei
Il più tenero amico.
RODOLFO
(con intenzione)
E un altro core
Palpita di amistà...
GUALTIERO
Sì, quel di Lina...
Della gentil tua suora!...
RODOLFO
Ah! lungamente
Nella nostra capanna.
Spero restar vorrai:
Tutto ti è caro... tutto...
Fino il nome di Lina...
GUALTIERO
Eppur quel nome
Io coprire dovrei d'odio e d'oblio!...
RODOLFO
Perchè?
GUALTIERO
M'ascolta e piangi al pianto mio!...
Una Lina a me giurava
Pura fede e immenso amore;
Sciagurata! ed io l'amava
Quanto amar può in terra un core
Era dessa il mio contento,
La mia vita, il mio tesor;
Fui tradito, oh! rio tormento,;
Dal suo core ingannator!...
RODOLFO
Trasparir dal tuo pensiero
Vidi ognora un duol funesto!...
Io conobbi che un mistero
Il tuo cor facea si mesto!
Ma non volli interrogarti,
Rispettai quel tuo dolor;
Oh! potesse consolarti
D'un amico il fido amor!...
Meco or vieni e sia calmata
La tempesta del tuo cor...
GUALTIERO
No, mi lascia al mio dolor!
RODOLFO
Deh! t'arrendi, e obblia l'ingrata...
GUALTIERO
Obliare il cor non sa!...
RODOLFO
Cedi, ah! cedi all'amistà!...
GUALTIERO
Solo con le mie lacrime,
Solo col mio cordoglio
Di rimembranze pascermi
Qui nel mistero io voglio:
D'ogni mia gioia l'estasi
Con lei mi fu rapita,
Languisca la mia vita
Come appassito fior!
RODOLFO
A disperate lacrime,
A sconsolato affanno
Non t'abbandoni, o misero,
L'altrui funesto inganno:
Se d'ogni gioia l'estasi
Con lei ti fu rapita,
Ritroverai la vita
In un più santo amor!...
CACCIATORI
(di dentro)
Il camoscio è già scovato...
ALTRI
Sciogli i veltri... corri... va...
TUTTI
Il moschetto è già puntato...
Non un colpo a vuoto andrà.
(Rodolfo parte per la caccia: Gualtiero si allontana a sinistra)
Contadini, Contadine, indi Lina.
CONTADINI
(si avvicinano pianamente verso la capanna, ed accennando alla finestra ancora chiusa, dicono:)
Silenzio... mirate!... -
CONTADINE
Ancora riposa...
TUTTI
Qui cheti attendiamo - vederla apparir;
I placidi sonni - di quella vezzosa
Fin anco dell'aura - non turbi il sospir.
LINA
(di dentro)
Nell'estasi arcana - d'un sogno d'amore
Più dolce, più cara - la vita si sente,
Il cielo l'adorna - di nuovo splendore,
La terra si veste - d'un velo di fior;
È amore un delirio - che inebria la mente,
E amore un'ebrezza - che freme nel cor!...
ALCUNI CONTADINI
Udite?
ALTRI
È la voce - soave di Lina,
L'usata canzone - gorgheggia giuliva.
CONTADINE
Qual'eco gentile - d'un'arpa divina
Nell'intime fibre - discende del cor.
CONTADINI
O cara fanciulla!... - Mill'anni tu viva,
Com'oggi, sorrisa - di gioia e d'amor!...
TUTTI
Le renda l'amicizia
Più lieta la giornata sua festiva;
In segno di letizia
Sciogliam noi pure la canzon votiva.
(si schierano davanti alla capanna ed intuonano la seguente canzone}
O vaga Lina, amabile
Al par d'un cherubino,
Cara siccome un'aura
Che spira in sul mattino,
A noi ti mostra e adornati
Dei variopinti fior,
Che a te rechiamo in simbolo
D'imperituro amor.
Di queste valli il zefiro,
Che a te susurra intorno,
Festeggia col suo murmure
Del tuo natale il giorno:
A noi ti mostra e adornati
Dei variopinti fior,
Che a te rechiamo in simbolo
D'imperituro amor.
LINA
(esce dalla capanna e corre a salutare i contadini e ad abbracciare
le compagne che le si affollano intorno)
0 mie compagne, o amici, alla dolente
Orfana derelitta il vostro affetto
È incanto lusinghier!... Di rosea luce,
Di cara voluttade a me d'intorno,
Tutto sorride!... In questo fausto giorno
Ad insolita gioia io schiudo il seno...
Io son contenta, io son felice appieno!...
Oggi dal cielo, - dov'è beata,
La buona madre - mi benedì!...
Per la sua figlia - sì sventurata,
Questo di gioia, - di festa è il dì.
(da sè)
Potessi ancora - col mio contento
Far di Gualtiero - tranquillo il cor!
Calmar potessi - il suo tormento,
Squarciare il velo - del suo dolor!
CORO
(offrendole i fiori)
Un umil serto - di rose e gigli
Ti sia l'omaggio - del nostro cor,
Ma non v'ha fiore - che rassomigli
La tua beltade, - il tuo candor.
LINA
{prendendo i fiori che le vengono offerti)
Della gioia il dolce canto
Di piacer m'inonda il core,
Sempre, ah sempre il vostro amore
L'alma mia ricorderà.
Un sorriso, un vago incanto
Questi fior mi siano ognora,
Mi predicano l'aurora
Della mia felicità!
CORO
L'avvenire il più felice
Il destino a te predice;
Son del cielo eletti fiori
L'innocenza e la beltà.
(il Coro si allontana ripetendo gli evviva ed i canti; Lina entra nella capanna coi fiori a lei donati)
Gualtiero, indi Lina.
GUALTIERO
Ben misero è colui, che le speranze
Vede in fiore cader!... A lui che resta
Dei dorati fantasmi
Del mal fidato amor?... Una memoria,
Un sogno, un'illusion!... Pur la mia sorte
È assai men dura in queste
Solitarie foreste!... In Lina io trovo
Un conforto a'miei mali: essa mi parla
Teneramente al cor!... Eccola... Oh! bella...
Oh! angelica creatura!...
LINA
(uscendo dalla capanna e muovendo incontro a Gualtiero con tutta ingenuità gli dice:)
Alfin, Gualtiero,
Io ti veggo tornar!... Prima dell'alba
Esci dalla capanna... Oh! assai mi turba
L'assenza tua...
GUALTIERO
E che paventi?
LINA
Temo
Che tu voglia partir... abbandonare
Il povero Rodolfo... e la sorella
Che t'aman tanto!...
GUALTIERO
Al vostro amor son grato.
Non partirò; della promessa un pegno
In questo giorno di tua festa, o Lina,
Da me ricevi...
(le offre una ciarpa di seta color celeste)
LINA
(mettendola al collo)
Il dono
Caro ognor mi sarà.
GUALTIERO
(da se)
La stessa ciarpa
Aveva l'infedel!...
LINA
(da sè)
Sempre pensoso,
Sempre mesto così!...
(poi forte) Gualtiero...
GUALTIERO
(scuotendosi)
Lina...
Cara Lina, che vuoi?...
LINA
Gentil parola
Tu proferisti: io ti vo'far contento,
Ripetere ti vo' quella canzone,
Che a me insegnasti, e che sì bene esprime
Un amore... una speme...
GUALTIERO
Insiem la canteremo...
LINA
Ah! sempre insieme!...
GUALTIERO
Quel canto, ah sì quel canto
Deh! mi ripeti ancor:
Fa che a novello incanto
Io schiuda il mesto cor!...
LINA
Mentre ripeto il canto
Dà tregua al tuo dolor;
T'apra novello incanto
L'accento dell'amor.
A DUE
Nell'estasi arcana - d'un sogno d'amore
Più dolce, più cara - la vita si sente;
Il cielo s'adorna - di nuovo splendore,
La terra si veste - d'un velo di fior;
È amore un delirio - che inebria la mente,
È amore un'ebbrezza - che freme nel cor!...
GUALTIERO
(da sè guardandola commosso)
Lo sguardo, la voce - colei mi richiama
Che amai col più vivo - trasporto d'amore;
Quest'alma turbata - che vuole?... che brama?
Un raggio di gioia - mi lice sperar?
Oh! grazia soave!!.. - Celeste candore!
Ai giorni ridenti - mi sembra tornar!...
LINA
Questa canzon sì tenera,
Che il labbro tuo m'apprese,
Come tu brami, esprimere
Forse io non seppi a te?...
GUALTIERO
Lina, non vedi?... estatico
Il canto tuo mi rese...
(da si)
Oh! ciel!... non si contamini
Il suo candor da me!
(si allontana da lei)
LINA
Tu parti?...
GUALTIERO
Ah! sì!...
LINA
Rammentati
La tua promessa!
GUALTIERO
Addio!...
LINA
Ti segue il pensier mio...
GUALTIERO
Resta il mio cor con te.
LINA
Deh! ritorna all'umil tetto,
Che t'accolse sventurato:
Deh! ritorna e il cor straziato
Scordi alfine il suo dolor!...
Brilli ancora nel tuo petto
Una gioia, una speranza;
Ogni triste rimembranza
Deh! cancella dal tuo cor!
GUALTIERO
Sol per te, per te soltanto,
O bel giglio immacolato,
Trova calma il cor straziato
E alla speme è vivo ancor!...
Sì nel cor, dal duolo affranto,
Tornerà di gioia un raggio:
Tu mi rendi quel coraggio,
Che mi tolse il rio dolor!...
(Gualtiero parte dal fondo. Lina lo accompagna con lo sguardo, indi
entra di nuovo nella sua capanna)
ATTO SECONDO
Scena seconda
Amena Valle in mezzo a tortuose colline.
A destra un'osteria con porta praticabile. Avanti all'osteria due tavoli
con sedie rustiche.
Cacciatori seduti e bevendo; più indietro Carlo.
ALCUNI
Di vino un buon bicchiere
Rallegra il cacciator....
ALTRI
Torniam, torniamo a bere
L'amabile licor.
TUTTI
La caccia, il vin, l'amore,
Fan belli i nostri dì;
Beviamo e tutte l'ore
Sian liete ognor così.
ALCUNI
Rodolfo tarda...
ALTRI
Ormata avrà la traccia
Di lepre o di beccaccia...
I PRIMI
E intanto lo straniero insegue ed orma
Nella casa di lui preda più bella.
CARLO
(avanzando)
E che mai volete dir?...
I PRIMI
Che Rodolfo par che dorma...
GLI ALTRI
O che finga di dormir...
CARLO
Tristi siete...
CORO
(ridendo)
E tu corbello!...
Occhi abbiam...
CARLO
(Tutto al fratello
Or si corra a riferir).
CORO
Al calice d'amore
S'inebrii pur Gualtier;
Chi è nato cacciatore
Non ama che il bicchier.
(entrano nell'osteria)
Rodolfo e Carlo, indi Cacciatori.
CARLO
(cercando di trattenerlo)
Ti frena...
RODOLFO
(tentando divincolarsi)
Lasciami...
CARLO
Prudenza...
RODOLFO
Invano Mi calmi...
CARLO
Insano, Col tuo furor
Farai lo scandalo
Del mal peggior!...
RODOLFO
Oh! cruccio!.., Oh! smania!...
Ohi mio rossor!..!
Dunque qual padre tenero
Invano avrò vegliato?...
Dunque sarà macchiato
Del nome mio l'onor?...
E tanta infamia attendere
Dovea dall'amicizia!
Non è di tal nequizia
Capace umano cor!...
(i Cacciatori escono dall'osteria)
ALCUNI
(fra loro)
È lui !... qual l'agita - triste pensier?
ALTRI
(c. s.)
Carlo a lui tutto - certo svelò!..
I PRIMI
(avanzandosi e volgendosi a Rodolfo)
Che hai, Rodolfo, - che mesto sei?
RODOLFO
Nulla: lasciatemi...
GLI ALTRI
(sorridendo ironicamente)
A certe chiacchiere
Badar non dèi...
Fatti coraggio... - vieni... il bicchier
Più gravi affanni - dal cor scacciò!...
RODOLFO
(con impeto)
A che volete alludere
Con quel maligno riso?...
Indietro, indietro, o perfidi,
O ch'io vi sfregio il viso!...
CORO E CARLO
Rodolfo!
RODOLFO
Oh guai!.
CORO
Vaneggi?...
RODOLFO
Unite anche i dileggi?
L'onor di mia sorella
Da me vendetta avrà!
CORO
(fra loro)
Un uom che sì favella
È pazzo in verità!...
RODOLFO
Il vil che togliermi
Tenta l'onore,
Col mio furore
Punir saprò,
L'empia calunnia
Tacer farò.
CARLO
Della calunnia - sprezza il veleno,
Calma lo sdegno - che t'arde in seno;
Nessuno offenderti - vuol nell'onor!
CORO
Frena quegl'impeti - di stolta collera;
Su noi perche - l'ira scagliar?
Sappi gli amici - meglio apprezzar.
(Rodolfo esce con Carlo; i Cacciatori si allontanano)
Scena terza
Interno della capanna di Rodolfo e di Lina.
Rozza mobilia e varii arnesi da caccia. - Sopra un tavolo sono i fiori offerti a Lina dai Contadini e Contadine.
Lina, sola.
LINA.
(osservando la ciarpa donatale da Gualtiero)
È bello il dono, ma più' bello è il core
Del donator!... Io t'amo! ancor mi disse...
Qui lo rividi ancora, e da quell'ora
D'affetto e di pensiero, io sua mi sento!...
E quel soave accento
Ogni fibra m'ha scossa,
E una dolce armonia di paradiso
Mi discese nell'anima commossa.
Io l'amo!... Io l'amo!... E tutto
Per questo amore oblio:
Mia vita e speme egli è, mia patria e Dio!...
(dopo qualche pausa)
La madre mia solea dirmi sovente:
Un giorno arriverà
Che un leggiadro garzon sulla tua via
Con te s'incontrerà;
E t'amo, ti dirà, cara innocente,
Desio del mio pensiero...
Ma bada che quel labbro esser potria
Un labbro menzognero.
Pur sincero a me sembrò
Il suo labbro ed il suo cor;
Nel giurarmi fede e amor
Non potea tradirmi... no!
Tutta al suo caro accento
L'alma rapita in estasi
Inebriar mi sento!...
Rodolfo e detta.
LINA
Buon dì, fratello...
RODOLFO
(bruscamente consegnandole il carniere vuoto)
A te...!
LINA
Per quel ch'io vedo...
Cattiva caccia...
RODOLFO
Altro mi accora...
LINA
Oh! cielo!...
Che mai t'avvenne?...
RODOLFO
Oh! disonore!... Io fui
Oggi di scherno oggetto!...
LINA
(passando familiarmente il braccio sotto quello di Rodolfo ed accarezzandolo)
Or via ti calma...
(accennando il carniere)
Potrai miglior fortuna
Domani aver: oggi è mia festa, e meco
Allegrare ti devi: osserva i fiori,
Che mi han donato i fidi amici; osserva,
È questa ciarpa di Gualtiero un dono...
RODOLFO
(scuotendosi ed allontanandosi da lei)
Dono di lui?... Pria che tramonti il sole,
Congedarlo convien... l'onor lo vuole!...
LINA
(con sorpresa e sbigottimento)
Ahimè... che ascolto!...
RODOLFO
Eccedere
Non deve il tuo dolore...
Oh! Dio!... non posso esprimere
(da sè)
Quello che sento in core!...
LINA
{piangendo)
Fratel!...
RODOLFO
Quel pianto... oh! strazio!...
(da sè)
Detto m'avrieno il vero?...
Ah! no!... maligno spirito
M'ispira un tal pensiero!...
Gualtiero e Detti.
GUALTIERO
(guardando Lina e Rodolfo)
Qual turbamento!...
LINA
(da sè)
Ahi! misero!...
GUALTIERO
(a Lina)
Piangevi tu?... Perchè?...
LINA
Gualtiero!...
GUALTIERO
Oh! ciel!... l'orribile
Mister svelate a me!...
RODOLFO
(a Gualtiero)
Troncò d'averno un demone
Dei nostri cor l'affetto;
Premendo udii ripetere
D'empia calunnia un detto!...
Dobbiam, dobbiam dividerci,
{accennando Lina)
Lo esige il suo candor!...
GUALTIERO
(commosso)
Solo fra voi quest'anima
Amar potea la vita;
Deh! che non sia quest'ultima
Speranza a me rapita!...
Pria che da voi dividermi
M'uccida il mio dolor!...
LINA
(supplichevole)
Cruda, o fratello, al misero
Apristi in cor ferita;
Perchè, perchè vuoi rendergli
Più triste ancor la vita?
Non lo soacciar... soccorrilo!
Profondo è il suo dolor!...
GUALTIERO
(a Rodolfo dopo essere rimasto per qualche istante silenzioso ed in preda alla più viva commozione)
Ah! sì, di questa vergine
L'onor sarà salvato...
Essa m'è cara, e toglierla
Deggio a sinistro fato...
La mano sua concedimi...
A me l'unisca amore!...
LINA
(da sè)
Cielo!...
RODOLFO
E fia vero?...
GUALTIERO
In estasi
Per lei rapito, il core
Gli affanni suoi dimentica,
Torna alla gioia ancor!...
(a Lina)
Per sempre a me congiungerti
Vuoi tu?...
LINA
(con trasporto)
Sì teco ognor!.
LINA E GUALTIERO
Andiamo al tempio
Dell'ara al piede
I nodi a stringere
D'eterna fede;
Raccolgan gli angeli
I nostri accenti,
I giuramenti
Del nostro amor!
RODOLFO
Andrete al tempio
Dell'ara al piede
I nodi a stringere
D'eterna fede:
Raccolgan gli angeli
I vostri accenti,
I giuramenti
Del vostro amor.
Carlo e Detti.
CARLO
(entrando correndo e tutto allegro)
Grande notizia!...
RODOLFO
Qual?...
CARLO
Giunge...
LINA
Chi mai?..
CARLO
La Contessa...
RODOLFO
Quell'angiol di signora
Cui fu nutrice nostra madre?.
LINA
E Lina
Al par di me s'appella?...
GUALTIERO
(da sè)
(Lina?...)
CARLO
Sì: appunto quella.
RODOLFO
Oh! gioia!...
LINA
Alle mie nozze
Assistere potrà...
RODOLFO
Sì certo.
(a Carlo)
A lei
Tu mi precedi.
(Carlo esce)
Del ministro in traccia
Io corro, e a voi ritorno...
LINA
Oh! supremo piacere!
RODOLFO
Oh! lieto giorno!...
A TRE
Andiamo al tempio... ecc..
(Rodolfo esce correndo)
Lina e Gualtiero.
LINA
L'anima mia svelarti
Vorrei... ma invan lo tento;
Gioia sì grande esprimere
Non puote umano accento.
GUALTIERO
Se viver per amarti
E il mio più gran desio,
La gioia tua comprendere
Ben sa, ben può il cor mio...
(odonsi al di fuori suoni villerecci)
LINA
Qual suon? Odi? Che fia?...
(va alla finestra e dice)
Ah! certo è la Contessa...
A lei tutti s'inchinano...
Vieni a veder ...
GUALTIERO
(si avvicina alla finestra, guarda al di fuori, ma si ritrae subito trasalendo ed esclamando:)
Cieli... Dessa!...
LINA
(ritraendosi anch'essa dalla finestra)
Che mai, sì ti colpia?...
Qual turbamento?...
GUALTIERO
(dissimulando)
Nulla...
LINA
Pur...
GUALTIERO
(abbracciandola)
Non è nulla, credilo,
O mia gentil fanciulla.
LINA
(completamente rassicurata)
Finché il fratel ritorna
Ad apprestarmi io vo';
(prendendo la ciarpa che è sul tavolo)
Della tua ciarpa adorna,
Più bella io sembrerò.
GUALTIERO
(da sè)
Fu dessa ch'io vidi... - mi palpita il core...
La febbre sopita - riardere io sento;
Ma un sacro mi lega - fatal giuramento...
M'assista, mi salvi - l'onor, la virtù!...
LINA
Deh ! vieni e sorridimi - in segno d'amor!
GUALTIERO
Ti seguo...
LINA
Sei mio?...
GUALTIERO
Tuo sempre il mio cor!
(Gualtiero segue quasi macchinalmente Lina che lo trascina soavemente)
Scena quarta
Luogo remoto e boschivo
presso il Palazzo della Contessa, che si vede da un lato. Piante, alberi, cespugli
qua e là per la scena. In fondo, montagne altissime ed un» parte del villaggio di
Campedelle in lontananza.
Contadini e Contadine
ALCUNI CONTADINI
(giungendo dalla sinistra, agli altri che arrivano dalla destra)
Amici, è ver che attesa
È la Contessa?...
GLI ALTRI
Scesa
Ell'è testé al Castello,
Nè scegliere potea giorno più bello!
I PRIMI
Perchè?...
GLI ALTRI
Perchè Gualtiero,
L'amabil forestiero,
Di queste nostre valli oggi si sposa
Al più leggiadro fior.
I PRIMI
Chi è dessa?
GLI ALTRI
Lina, la pudica rosa...
TUTTI
Vivan gli sposi e amor!
CARLO
(recandosi in fondo alla scena ed ossservando verso il Castello)
Presto... poniamci in fila,
Che la Contessa arriva...
La Contessa e Detti.
CORO
Gli omaggi accogliete
Dei vostri vassalli,
Echeggian le valli,
Di canti d'amor.
CONTESSA
Come tutto cangiò!... Più non ritrovo
Il mio villaggio
Qual nella mente me lo impresse il raggio
Fedel della memoria.
Qui v'eran case...
CORO
Il fuoco le distrusse.
CONTESSA
Ed il vecchio pastor, che le abitava?...
CORO
Il meschino emigrò non si sa dove,
E s'ignora s'ei viva.
CONTESSA
E vive ancora
La mia buona nutrice?
CORO
Da un anno in paradiso
Salì la vecchierella.
CONTESSA
E sua figlia che fa?... la mia sorella
Di latte.
CORO
Si fa sposa...
CONTESSA
E quando?...
CORO
In oggi
Il tempio a festa or or verrà addobbato.
CONTESSA
Chi è lo sposo fortunato?...
CORO
Egli è un giovin forestiero
Che il fratel di lei salvò!...
CONTESSA
Sia propizio ad essi il fato...
Ma lo teme il mio pensiero!...
CORO
E perchè?...
CONTESSA
Non sempre amore
Fa beato in terra un core,
Spesso il gaudio in duol si muta
E per prova io quasi il so.
CORO
Come?... come?...
CONTESSA
Non ha guari
Di due cuori innamoriti
Io conobbi i casi amari...
ALCUNI
Oh! narrate...
ALTRI
Udiamo un po'...
CONTESSA
Di dolci speranze, - di gioie nutrita
Alvina e Rolando - traevan la vita;
S'amavan di puro, - di tenero amore,
Avevan giurato - d'unirsi all'altar,
Ma tanta letizia - cangiossi in dolore,
Il padre l'astrinse - un altro a sposar.
CORO
Oh! povera Alvina! - Ahi! quanto al suo core
Quel nodo abborrito - dovette costar!
CONTESSA
Ma il dì che lo sposo - le porse l'anello
Da morte repente - fu tratto all'avello...
Fra tema e speranza - allor di Rolando
Andò l'infelice - dovunque cercando...
Ma tutto fu vano... - egli era sparito,
Nè più le fu dato - sue nuove d'udir...
CORO
Ed Ella?
CONTESSA
Trafitta - da duolo infinito,
Fu quasi demente - fu presso a morir...
CORO
Oh! miseri amanti!... - Oh! nodo abborrito!
Origin funesta - d'immenso soffrir!...
CONTESSA
Or mi lasciate... Addio.
(i Contadini escono)
Ah! quasi io mi tradia
Narrando in quel d'Alvina il caso mio!...
Oh! angoscioso memorie,
Perchè dalla mia mente
Cancellarvi non posso?...
Ahimè!... Dimenticar non m'è concesso
Il vivo lampo de'suoi sguardi ardenti,
Il dolce suon degli adorati accenti!...
Ei mi fuggì! spergiura mi credea
Quando costretta io fui
A far tacere il cor:
Ma di tal colpa, no, che non son rea,
Io non amai che lui...
Io l'amo ancor!
Ove sarà?... Sotto qual ciel s'aggira?
Arcana voce il ver
Perchè non gli svelò?...
Ahi! forse per un' altra egli sospira...
Forse dal suo pensier
Mi cancellò!...
Or via, si vada
La fidanzata a ritrovar: felice
Tu almen sarai, mentr'io...
{si avvia lentamente, mentre dal lato opposto giunge Gualtiero)
Gualtiero e la Contessa.
GUALTIERO
Non m'ingannava... - Lina!...
CONTESSA
(volgendosi sorpresa)
Che veggio!...
Gualtiero!...
GUALTIERO
(freddamente)
Io stesso!... -
CONTESSA
(con trasporto)
Or son felice!...
Deh! ch'io t'abbracci!... -
GUALTIERO
Va, traditrice!...
E ancor tant'osi?... -
CONTESSA
M'ascolta... ohimè!
GUALTIERO
Ti scosta... Ah! tardi - compresi, incauto,
Quanto d'inganni - maestra sei...
Ti fur trastullo - gli affetti miei,
Giuoco il mio core - fedele a te.
CONTESSA
Non accusarmi... m'odi... -
GUALTIERO
No, lasciami...
La tua perfìdia - m'è nota ornai!...
CONTESSA
Ah! no, m'ascolta... - tutto non sai...
Sono una vittima... - pietà di me!...
Tremante, attonita - quasi demente
Del padre ai cenni - fui tratta all'ara,
Ma tutta in lagrime - Lina innocente
Te sospirava - nel suo dolor!...
Nel giorno istesso - spento lo sposo,
Dovunque in pianto - io ti cercai;
O mio Gualtiero, - sempre t'amai,
Deh! rea non credermi, - io t'amo ancor!...
GUALTIERO
(da se)
Fia ver?... Deliro?... - Sempre m'amava!...
Essa colpevole - dunque non era!.,,
(disperatamente)
Cuor mio, ti spezza!...
CONTESSA
(agitatissima)
Gran Dio! qual fiera
Cura ti preme?... -
GUALTIERO
Nol dimandar!...
CONTESSA
Parla, che t'ange... - Dimmi... Gualtiero?
GUALTIERO
{da se)
Tremendo istante!
CONTESSA
Parla... Che hai?
GUALTIERO
(con disperazione)
Iddio mi fulmini! -
CONTESSA
Quale mistero
M'ascondi?...
GUALTIERO
Il core, ti vo' svelar!...
Lina dal fondo in veste da sposa, e Rodolfo, si soffermano ascoltandc celati da un albero. Indi Contadini e Contadine.
GUALTIERO
Da te credendomi - tradito, morte
Cercai dapprima, - quindi un amore
Che cancellasse - da questo core
L'antico affetto, - l'antica fè.
CONTESSA
Cielo! che dici?... -
GUALTIERO
Ed ora... sappilo...
LINA
(da sé)
Dio!
CONTESSA
Segui...
GUALTIERO
Ad altra - son fidanzato!
CONTESSA
Fia ver?!...
GUALTIERO
Ti lascio!... -
CONTESSA
Ah ! no, spietato!
Ferma... la vita... - sento mancar... -
LINA
(piano a Rodolfo)
Fratello!...
RODOLFO
(piano a Lina)
Attendi...
GUALTIERO
Destin fatale
Ci vuol divisi... - ma giura amarmi
Quant'io t'adoro!... -
CONTESSA
Ah! non lasciarmi!...
RODOLFO
(da se)
Che intendo?... -
GUALTIERO
(alla Contessa con passione)
Oh! Lina... -
LINA
(con accento straziato)
È tròppo! ahimè!
(vacilla e sviene)
RODOLFO
(avanzandosi fra la Contessa e Gualtiero)
Ah! basti!...
GUALTIERO
Dessi!... - Cielo!...
I CONTADINI
(accorrendo)
Che fu?
Un grido udimmo... - costei svenuta!
(si affollano intorno a Lina, la sollevano, la conducono avanti)
GUALTIERO
Rodolfo... amico... - credi...
RODOLFO
Non più!...
GUALTIERO
(da sè)
Che mai feci, sciagurato?
Chi la mente m'offuscava?...
Per costei qui trascinato,
Quella misera obliava:
Dammi almeno, iniqua sorte,
Il sollievo della morte;
Togli al mondo questa vittima
D'un Iddio persecutor!...
CONTESSA
(da sè)
Chi ridona al cuore affranto
Una speme ornai perduta?
Mi credea felice tanto,
Ma la gioia in duol si muta!...
È costei la mia rivale...
Smania orrenda, ohimè! m'assale...
Dilaniata io sento l'anima,
Dallo strazio del dolor!...
LINA
(da sé)
Più non reggo!... il cor tremante
Lacerato io sento in petto!...
Mi tradia!... per altra amante
Ei nutriva occulto affetto!...
Tutto, ah! tutto in un momento
Volse in lutto il mio contento;
Ah! per me d'eterne laerime
Sarà fonte omai l'amor!...
RODOLFO
(a Lina)
Ti rinfranca e a me t'affida,
Di coraggio è duopo ornai;
Di quell'alma tanto infida
Non invano io dubitai.
{da sè)
Le sue pene, il suo tormento
M'empion l'alma di sgomento:
Sventurata !... Ahi troppo orribile
Fu tal colpo pel suo cor...
CORO
Quel mistero, quel silenzio
Di sciagura è apportator!...
RODOLFO
(a Gualtiero)
Tristi accenti, o Gualtier, tu proferisti!...
Al nostro lungo affetto il disonore
Dell'abbandon, lo strazio di quel core
Saranno la mercede?...
Alla giurata fede
Rifiutarti oserai?...
GUALTIERO
Io rifiutarmi?... ah! no, Rodolfo, mai!...
Pronto a serbarla io sono...
LINA
(venendo in mezzo, pallida e vacillante, ma risoluta)
Io la rifiuto!
TUTTI
E perchè mai?...
LINA
L'amore condiviso
È un paradiso;
Non v'ha maggior tormento
D'un increscioso amor;
Quando il suo fuoco è spento
Non si ravviva ancor.
(appressandosi a Gualtiero e contenendo a stento le lacrime)
Ah! perchè, Gualtiero, offrir
Cor che ad altri era legato?...
Pinger lieto l'avvenir
E poi farlo sventurato?...
Non mi resta che morir...
Tal destin tu m'hai serbato!...
(togliendosi dal capo la corona di sposa)
Serto pronubo d'amor,
Lungi or va dal capo mio...
Della tomba il bruno fior
Sol m'è dato e sol desio...
(poi nuovamente a Gualtiero)
Sii felice! Oh! rio dolor!...
Ti perdono... vanne... addio...
(esce precipitosamente)
RODOLFO
(a Gualtiero in tono minaccioso)
Ah! lo strazio del suo cor,
No, che inulto non sarà!...
CONTESSA
(frapponendosi)
Frena! ah! frena il tuo furor...
Abbi almen di me pietà!...
GUALTIERO
No, del mio straziato cor
Più infelice un cor non v'ha.
CORO
L'inatteso e rio dolor
Ci ricolma di pietà.
(Quadro. — Cala la tela.)
ATTO TERZO
Scena quinta
Altissime roccie presso il villaggio di Welsberg
che s'innalzano a picco sopra un torrente. Un tronco d'albero, sospeso orizzontalmente
fra due roccie, serve di ponte all'abisso che si apre di sotto. A destra verso il fondo
un'umile chiesetta campestre, illuminata internamente, alla quale si accede per una
scalinata tortuosa e praticabile. Sul davanti, dallo stesso lato, un casolare di misera
apparenza con porta praticabile. A sinistra in fondo un Castello illuminato anch'esso
internamente e con porta pure praticabile. E notte. La scena è debolmente rischiarata dalla luna.
(All'alzarsi della téla si ode dall'interno del palazzo il seguente Coro:)
ALCUNE VOCI
Profumo di fiori, - splendore di faci,
Dolcezze di suoni - ci allietano il cor.
ALTRE VOCI
E gli echi indiscreti - ripetono i baci
Ardenti segreti - che anticipa Amor.
TUTTI
Echeggino i canti; - s'intrecci la danza,
I brindisi lieti - erompan dal cor;
Evviva l'ebbrezza - di lieta esultanza,
Evviva gli sposi - che unisce l'amor.
Carlo, Montanari e Vecchie.
(sulla fine del Coro interno, alcuni Montanari ed alcune Vecchie scendono dalle roccie e muovono incontro a Carlo, che esce dal Casolare.)
MONTANARI
(a Carlo)
Ebben?...
CARLO
Sempre la stessa...
Da lenta febbre oppressa...
Tacita o delirante...
Invoca un nome sol...
VECCHIE
Certo l'amante.
La possiam visitar?...
CARLO
Entrate pure; è vista
Che astringe a lacrimar!...
MONTANARI E VECCHIE
Ciel!... così bella e tanto sventurata,
O infausto amor!...
Ah! meglio era per te non esser nata,
O senza cor!...
(entrano tutti nel Casolare preceduti da Carlo)
Gualtiero e Cavalieri.
ALCUNI CAVALIERI
(uscendo dal Castello)
Splendida festa in ver!...
ALTRI
E n'è il più bello
Ornamento la sposa...
I PRIMI
Cui vivido negli occhi brilla amor.
GLI ALTRI
(a Gualtiero, che pensoso se ne sta in disparte)
Ma tu, Gualtier, sei mesto?...
GUALTIERO
Io?... mesto, no, non sono...
CORO
A chi tu pensi noi ben lo sappiamo...
I PRIMI
Non troppo lusinghiero
È tal ricordo al cor di fidanzata.
GUALTIERO
Che dite?...
I PRIMI
Il vero:
E se ne avvide anch'essa
La povera Contessa,
E dal sospetto ne apparì turbata.
GUALTIERO
Ho torto, il veggo; ma del core amante
Fu più possente un triste sovvenir:
Deh! lasciatemi solo un breve istante,
E più dolce mi fia quindi il gioir.
CORO
Sia come vuoi: rammentati che ansiosa
Ti attende la tua sposa.
Andiam: di triste umore
Del nostro amico è il core;
Ma tutto svanirà...
Imen lo guarirà.
(rientrano nel Castello)
Gualtiero solo.
GUALTIERO
Morta!... Ella è morta!... Ed il precoce fato,
Quasi velen nascosto
Nel calice d'un fiore,
Le porsi io stesso col mio folle amore.
Ah! maledetto il giorno,
Che l'infausta notizia a me recava!...
Mentre il mio cor sperava
Nel suo perdono e nell'obblio, men fiero
Il rimorso crudele in me sentia.
L'imagin sua dolente io sempre veggo
Al mio sguardo dinanzi... io più non reggo!...
Tu che volasti, bell'anima, a Dio,
A me, ten supplico, non maledir!
Dal mio rimorso straziato son io,
Pietà ti prenda di tanto soffrir!
Ovunque e sempre, fantasma dolente,
A me d'intorno aleggiar ti vedrò;
Impressa ognor mi sarai nella mente,
La notte e il giorno tuo gemito udrò.
La Contessa e detto, indi Cavalieri e Dame.
CONTESSA
(uscendo dal palazzo e venendo a Gualtiero)
A che pensi, o Gualtiero?...
GUALTIERO
A te, mia Lina...
CONTESSA
È ben triste il pensiero
Se lungi dal mio core ti trascina.
Un'ombra malinconica
Sopra il tuo volto sta...
GUALTIERO
Con un sorriso sperderla
Il labbro tuo saprà.
CONTESSA
Nel mio seno deh! riposa
La mestizia che t'inonda,
Ed il cor della tua sposa
Dolcemente al tuo risponda:
In un'estasi d'amore
L'alma nostra esulterà,
E ogni nube di dolore
Dal tuo volto sparirà.
GUALTIERO
Nel tuo seno si riposa
L'alma mia d'amor feconda,
Come l'ape sulla rosa
Di dolcezze sitibonda;
E quest'alma inebriata
Per te lieta alfin sarà,
In un'estasi beata
Di piacer, di voluttà!...
CAVALIERI
(uscendo dal Castello)
Al chiaror di mesta luna...
DAME
Ma bravissimi...
CAVALIERI
Benone!...
CORO
È sì dolce amoreggiar!...
Là si brinda per gli sposi
Dell'Imene ai dì felici,
Essi stanno qui nascosi
Nè si curan degli amici!...
Su, venite: innamorato
Altro brindisi s'udrà
A tal nodo avventurato
Inneggiar felicità!...
Montanari, Vecchie, e detti.
VECCHIE
(uscendo dal Casolare)
Triste spettacolo!... - Muove a pietà!...
CAVALIERI
Ohi versa lacrime?... - Qual novità?.
MONTANARI E VECCHIE
Nella casupola - pallida e smunta
Giace una giovane - quasi consunta.
CAVALIERI
Chi è dessa?...
MONTANARI E VECCHIE
Ignorasi: - del fiume in riva
Ier la raccolsero - di sensi priva.
CONTESSA
Oh! se potessi almen recar sollievo
All' infelice!...
Vederla io bramo...
CAVALIERI E DAME
Ah! no...
Del tuo cor tu dèi frenare
Il pietoso sentimento:
Perchè mai, perchè turbare
Quest'istanti di contento?...
Vien, rientriamo; là giuliva
Senza offender la pietà,
L'amicizia i lieti evviva
Fra i bicchieri innalzerà.
CONTESSA
(da sè)
Vuo' vederla: in core io sento
Senso arcano di pietà!...
GUALTIERO
[da sè)
Un crudel presentimento
Mi colpia!... Che mai sarà?...
(Gualtiero, la Contessa, i Cavalieri e le Dame rientrano nel Castello: i Montanari
e le Vecchie risalgono le roccie: la scena rimane vuota per qualche momento.)
La Contessa ed un Servo, indi Lina.
CONTESSA.
(uscendo dal Castello seguita da un servo)
Gualtiero sa che a visitare io vo'
Un'infelice donna:
Dite agli amici intanto che in brev'ora
A lor ritornerò.
(il Servo parte)
(La Contessa si avvia verso il Casolare, da cui esce Lina pallidissima e vestita
assai miseramente. Le due donne s'incontrano sulla soglia del Casolare e si riconoscono.)
CONTESSA
Gran Dio!... è un sogno! non m'inganno! è dessa!
LINA
Voi qui?...
CONTESSA
(retrocedendo quasi spaventata)
Dessa!... Ancor viva!... E in quale stato!...
LINA
Impallidite nel veder l'impronta
D'un dolor disperato?...
Via, non temete!... Ho pianto ed ho sofferto
Quanto può umano core,
Ma alfine, ecco, esaurita
Sento, se non l'angoscia, almen la vita!
CONTESSA
O sorella, dà tregua all'affanno!...
LINA
Tregua, dite?.... Ah! che invano da Dio
Sperai pace implorando l'oblio
D'un amore che morte mi dà!...
CONTESSA
Il tuo duolo mi muove a pietà!...
LINA
L'atroce spasimo
M'ha infranto il core,
Divenni, ahi! misera,
Pazza d'amore!...
La mente e l'anima
Fu traviata,
Ho la mia casa
Abbandonata;
E sola incogniti
Monti varcai,
Disagi orribili
Sola affrontai:
Nel mio delirio
Godea sperar
Che a pie del barbaro
Potrei spirar!...
CONTESSA
Non più!... le lacrime
Non so frenar!...
LINA
Ed ora perdonate s'io vi chieggo
Di lui...
CONTESSA
Gran Dio!...
LINA
È qui, n'è vero?...
CONTESSA
Lina.
LINA
Ditemi tutto...
CONTESSA
Ah! cessa...
LINA
Alla meschina
Deh! non vogliate un tal'favor negar!...
Dite se a voi vicino...
CONTESSA
Io più non reggo!...
(Voci e suoni dal Castello interni)
LINA
Ah! quelle voci ancor!... Non v'ha più dubbio!...
Queste grida di gioia... Ah! voi tacete...
È là... là che gioisce...
È là vostro per sempre!...
Oh! sì dell'alma
Non m'ingannò la voce...
CONTESSA.
Deh! ti calma!...
LINA
Godete pur dei gaudii
Che vi concede amore;
Ben presto il mio dolore
La pace a me darà!...
CONTESSA
Tergi le amare lacrime,
Apri alla speme il core,
Meno infelice amore
A te sorriderà!...
LINA
Vi parli la memoria
Di me nei dì felici,
Ai Tirolesi amici
Fate ch'ei pensi ancor!
CONTESSA
Lina diletta, ah, cessa...
Mi strazia il tuo martirio...
Dalla tua pena istessa
Ho lacerato il cor!...
LINA
Vanne d'amore all'ara
Ch'oggi per te s'appresta;
Scorda la mia miseria
Nel gaudio della festa;
Vivi felice e lasciami
Morir nel mio dolor!...
CONTESSA
Deh! ti consoli, o misera,
Del cielo la pietà!...
LINA
Addio...
CONTESSA
T'arresta...
LINA
Lasciami...
Troppo ho sofferto... va!...
(entra nel Casolare)
La Contessa sola.
CONTESSA
Misera!... in qual tremendo
Bivio son io!... seguir Gualtiero all'ara...
Di fortunata sposa
Fra i cantici d'amor cingere il serto...
Ma quella sventurata
Di ferita mortal potrò colpire?...
La mia mente si perde...
Che farò mai?... s'appressa l'ora... e al gaudio
Rinunciare dovrò, che così a lungo
Bramai?... Gran Dio, tu mi consiglia e ispira!...
Contadini e Contadine, Cavalieri e Dame del seguito della Contessa.
(La scena si va popolando a poco a poco di Contadini d'ambo i sessi che giungono
da ogni parte. Il Corteggio nuziale esce dal Castello ed entra nella Chiesetta.
Gualtiero dà la mano alla Contessa coperta di un velo bianco e con la corona di
sposa sul capo. Durante il corteggio, che sfila lentamente, si canta il seguente:)
CORO
Paghi or sono i più fervidi voti,
Ardon già dell'imene le tede,
Incominciano i cori devoti,
È l'altare coperto di fior...
Ite, o sposi, a giurar quella fede,
Che consacra le gioie d'amor!...
(Tutti entrano nella Chiesetta)
Lina sola.
(dopo breve pausa, Lina esce correndo e quasi fuori di se, si dirige verso il tempio e
subitamente si arresta e dice :)
LINA
Raggiante è il tempio di festiva luce...
Presso all'ara son essi!... Oh! cielo!... io sento
Che una mano di fuoco il cor mi stringe!...
Ahimè!... tratta in un punto
Da supremo gioire a lutto estremo,
Del mio crudel destino
Io vittima sarò!... Oh! come lieta
Dei giorni miei era l'aurora!... Oh! come
Si offriva al guardo mio
Sereno l'avvenir!... Era pur bello
Il sogno dell'amor!... folle!... Io credei
Trovar felicità: fonte di pianto
Fu di mia gioia il fuggitivo incanto!...
(cade in ginocchio, e leva al cielo le mani e gli occhi inondati di lacrime.)
O cielo pietoso - soccorri la mesta,
Cui più sulla terra - speranza non resta!...
La misera assisti - che invan fidanzata
Già langue, già muore - dal duolo straziata!...
O cielo, m'aita!... - io sono spirante!...
Da tutti deserta - m'uccide il dolor!...
(si ode nel tempio l'inno nuziale, Lina sorge rapidamente, fa qualche passo vacillando e porge attentamente orecchio.)
CORO INTERNO
Sull'ara pronuba
Scendi, o Signor!...
Consacra il vincolo
D'eterno amor !...
LINA
(con accento disperato)
Ahimè!... si compie il rito!...
Oh! cielo!... Oh! strazio!... il giuro è proferito...
Fuggiamo...
(si avvia verso le roccie)
Ah! nol poss' io!...
Vacilla il piede... mi soccorri, o Dio!...
(sviene e cade restando nascosta da un cespuglio)
Rodolfo e detta.
RODOLFO
(scendendo frettoloso dalle roccie)
Da lungo tempo le sue traccie invano
Ricerco... Ah! dove, o Lina,
Ti trascinò il dolore?...
Testé mi si narrava
Che in questi luoghi a tutti ella s'asconda.
(additando il Casolare)
Là forse... O cielo, il mio desir seconda!...
(entra nel Casolare.)
Gualtiero e la Contessa, indi Rodolfo. A suo tempo il Coro.
GUALTIERO
Che mai dicesti?... - Fia ver? Colei
Vive?...
CONTESSA
Sì, vive... -
GUALTIERO
Gran Dio, che sento !...
CONTESSA
Ora comprendi - gli affanni miei,
Quando nel tempio - sì gran sgomento
Tu mi leggesti - nel volto e in core !...
GUALTIERO
Ohimè!...
CONTESSA
(additando il Casolare)
La misera - è là... ma in preda
Del più terribile - mortal dolore...
GUALTIERO
Vieni... fuggiamo... - Ch'io non la veda!...
CORO
(che è uscio a poco a poco dalla Chiesa ed ha veduto Lina giacente
svenuta:)
Cielo !... una donna - svenuta...
GUALTIERO
{vedendo Lina)
Ah! lei!...
CORO
Diamole aita!... -
(l'aiutano a rialzarsi)
LINA
(tornando in sè e girando intorno come sbigottita gli sguardi:}
Ove son io?...
RODOLFO
(uscendo dal Casolare e correndo verso Lina, esclama:)
Lina... sorella... -
LINA
(riconoscendolo e gettandosi fra le sue braccia)
Fratello mio!...
RODOLFO
(osservandola attentamente)
Qual ti ritrovo!... -
LINA
(con calma serena)
Presso a morir!...
RODOLFO
(volgendosi minaccioso a Gualtiero)
Mirala, o perfido!... Cagion tu sei
Del suo dolore - della sua morte!...
Ma io...
LINA
[con dolcezza)
T'arresta... - e la mia sorte,
Te ne scongiuro, - non maledir!...
Lieti son essi - poiché l'amore
In dolce vincolo - oggi li unì;
Son lieta io pure - poiché il dolore
Che m'opprimeva - oggi finì!
Deh! non negar d'aggiungere
Il tuo perdono al mio...
Fa ch'io men vada a Dio
Santa del mio soffrir!...
CONTESSA
(da sè)
Oh! angoscia!...
LINA
(a Gualtiero e alla Contessa)
A me appressatevi...
GUALTIERO
Lina!...
RODOLFO
Sorella mia!...
LINA
(prendendo le mani di Gualtiero e della Contessa ed unendole)
Siccome il ciel v'unia,
Anch'io vi voglio unir!
CORO
Oh quanto soffre!...
LINA
(a Gualtiero e alla Contessa.)
Al giubilo
Or voi schiudete il cor;
Questa infelice vittima
Benedicendo muori...
GUALTIERO LA CONTESSA RODOLFO E CORO
Come mi scende all'anima
L'eco del suo dolor!...
In disperate lacrime
Mi si distempra il cor!...
LINA
(vacillando)
Fratello, che tanto - mi amasti quaggiù,
Perdonami tu!...
Miei cari, cui volgo - l'estremo sospir,
Addio...
GUALTIERO
Ciel!...
RODOLFO
(sostenendola)
Nol dir!...
LINA
(abbraccia nuovamente Bodolfo, volge un lungo sguardo d'amore a Gualtiero, stringe
la mano che la Contessa le stende, indi cade e muore.)
TUTTI
È morta!... Infelice!... - Nel cor, nella mente
Vivrà la memoria - di un tanto dolor!
(Quadro generale. — Cala la tela.)
FINE.
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Ultimo aggiornamento 29 marzo 204