La Savojarda
Melodramma in tre atti
Testo del libretto
ATTO PRIMO
Scena prima
Una capanna a sinistra; in faccia un boschetto; a
destra alcune roccie, alle quali si ascende per un
sentiero tortuoso, che ha principio sulla scena.
All'alzarsi del sipario il giorno comincia ad apparire.
Giungono da varie parti Contadini e Contadinelle, e cantano il seguente
CORO
Prima parte
Su, compagni, alziamo il canto
Alle lodi del Signor! . . .
Seconda parte
Si, preghiamo: è un nuovo incanto
Dell' aurora il primo albor! . . .
Tutti
Lodiamo l'Eterno
Col sole nascente,
Di vita sorgente,
Di gioja e d' amor!
Volgiamo all' Eterno
L'omaggio dei canti:
Al Santo dei Santi
Sia gloria ed onor!
(si disperdono)
Scena seconda
Rodolfo esce dalla capanna.
Rodolfo
(in costume di cacciatore con in mano un fucile ed alla
cintura un piccolo corno da caccia)
Sorge vivido il sole, e par che arrida
Ancor più bello a questa valle amena.
O mia diletta suora, in oggi appunto
Volgono or quattro Iustri
Alla luce primiera i lumi apristi;
E bella, o cara, ed innocente ancora
Oggi ti trova la nascente aurora
Giacea la madre, ahi misera!
Quasi già in braccio a morte,
A lei d'accanto pallida
Lina, piangea sua sorte
Figlio, mi disse, l'orfana . . .
Ama qual padre ognor.
Disse, e beata l'anima
Volò d'innanzi a Dio;
Per lei giurai di vivere,
E sacro è il giuro mio;
L'amai qual padre tenero,
L'amo d' immenso amor.
L'usato suono echeggi
Che al cominciar del giorno
Aduna i cacciatori a me d' intorno.
(fa un appello col corno. Parecchi cacciatori accorronо
frettolosi cantando il seguente)
CORO
Nella campagna
Sulla montagna
Il suon gradito
Echeggia ancor.
Al dolce invito
Anela il cor.
Rodolfo
(ai vcacciatori)
Del cacciatore
Viva il mestiere!
Viva la vita
Del cacciator!
Andiamo, o amici!
Potrem vedere
La donna amata
Dal nostro cor!
Coro
Del cacciatore
Viva il mestiere!
Viva la vita
Del cacciator!
Rodolfo
Presso la nostra bella
E' dolce il ritornar!
Possiam vicino a quella
D'amore ragionar,
D'ardente amore!
L'amabil forosetta
Attende il cacciator:
Ella d'amore alletta
Il vergine suo cor,
D'ardente amore!
Tutti
Amici, andiamo!
Partiam, corriamo! . . .
Nella campagna,
Sulla montagna
Il suon gradito
Echeggia ancor:
Al dolce invito
Anela il cor!...
Viva la caccia!
Viva l'amor! . . .
(i cacciatori partono. Mentre Rodolfo anch'esso sta
per partire, s'incontra in Gualtiero).
Scena terza
Rodolfo e Gualtiero.
Rodolfo
Desto a quest'ora?
Gualtiero
Arcana cura, il sai,
Mi toglie al sonno: in mezzo alle foreste
Erro co' miei pensieri . . .
Rodolfo
E tanto care
Ti son! . . .
Gualtiero
Si, da quel giorno
Che senza il tuo coraggio
Nell'aspro mio viaggio
Io perito sarei! Or son tre lune,
Di notte, in mezzo a orribile tempesta,
Un fuggente destrier me trascinava
Presso un abisso . . . Al chiaror de' baleni
Tu mi vedesti, e da pietà compreso
Mi salvasti la vita! . . .
O mio Rodolfo! da quel di mi sei
Il più tenero amico! . . .
Rodolfo
(con espressione)
E un altro core
Palpita d'amistà!
Gualtiero
Sì: quel di Lina . . .
Della gentil tua suora! . . .
Rodolfo
Oh! lungamente
Nella nostra capanna
Spero restar vorrai;
Tutto ti è caro, tutto . . .
Fino il nome di Lina . . .
Gualtiero
Eppur quel nome
Io coprire dovrei d'odio e d'obblio!
Rodolfo
Perchè?
Gualtiero
M'ascolta . . ., e piangi al pianto mio!
Una Lina a me giurava
Pura fede e immenso amore:
Sciagurata! ed io l'amava
Quanto amar può in terra un cuore!
Era dessa il mio contento,
La mia vita, il mio tesor! . . .
M'ha tradito, oh rio tormento!
Il suo core ingannator! . . .
Rodolfo
Trasparir dal tuo pensiero
Vidi ognora un duol funesto!
Io conobbi che un mistero
Il tuo cor facea si mesto!
Non osai d'interrogarti,
Rispettai quel tuo dolor! . . .
Or potessi consolarti
D' un amico il fido amor! . . .
Gualtiero
Le mie tele! . . . il mio pennello! . . .
(quasi delirando)
Ah! l'artista è omai perduto! . . .
Rodolfo
Tu pittor? . . .
Gualtiero
Lo fui! più quello
Or non sono: il genio è muto! . . .
Rodolfo
Deh! ti calma; e nel tuo seno
Cessi alfine il rio penar! . . .
Gualtiero
O Rodolfo! il ciel sereno
Sol per te vedrò brillar! . . .
Insieme
Rodolfo
In dolce amplesso stringimi,
Diletto amico, al core!
Scordar potrai le immagini
Del tuo crudel dolore!
Del fato incontro ai turbini
Il ciel ti dia conforto
Ti dia tranquillo un porto
In sen dell'amistà!
Gualtiero
In dolce amplesso stringimi,
Diletto amico a core!
Scordar potrò le immagini
Del mio crudel dolore!
Del fato incontro ai turbini
Il ciel mi dà conforto
Mi dà tranquillo un porto
In sen dell' amistà!
(Rodolfo parte per la caccia. Gualtiero si allontana).
Scena quarta
Giungono da varie parti Contadini e Contadinelle
con mazsi e corone di fiori gridando: Viva Lina.
- Essi vengono a festeggiare il giorno nalalizio
di lei. Carlo, che dirige la festa, li schiera avanti
alla capanna, e fa ad essi intuonare la seguente
CANZONE
Primi
O bella Lina, o amabile
Qual rosa di giardino!
O cara più d'un'aura
Che spira in sul mattino!
A noi ti mostra, e adornati
De' variopinti fior,
Che a te saranno il simbole
Del nostro affetto ognor!
Secondi
Di queste valli il zeffiro
A te sussurra intorno,
E ti rammenta il gaudio
Del natalizio giorno!
A noi, ti mostra, e adornati
De' variopinti fior,
Che a te saranno il simbolo
Del nostro affetto ognor!
Scena quinta
Lina e detti.
Lina
Oh mie compagne! . . . Oh amici! . . . Alla dolente
Orfana savojarda il vostro amore
È incanto lusinghier! . . . Di rosea luce,
Di cara voluttade a me d'intorno
Tutto sorride! . . . In questo lieto giorno
Ad insolita gioja io schiudo il seno:
Io son felice! . . . io son felice appieno! . . .
Oggi dal cielo, dov' è beata,
La buona madre mi benedi!
Per la sua figlia disventurata
Questo di gioja, di festa è il di!
(da sè)
(Potessi ancora col mio contento
Far di Gualtiero tranquillo il cor!
Calmar potessi il suo tormento,
Squarciare il velo del suo dolor!)
Carlo e il Coro
Un umil serto di rose e gigli
(offrendole i fiori)
Ti sia l' omaggio del nostro cor;
Ma non v'ha fiore che rassomigli
La tua beltade, il tuo candor!
Lina
Della gioja il dolce canto
(prendendo i fiori con esultanza)
Di piacer m'inonda il core . . .
Sempre, ah sempre il vostro amore
L'alma mia ricorderà!
Un sorriso, un vago incanto
Questi fior mi siano ognora:
Mi predicano l'aurora
Della mia felicità!
Carlo e il Coro
L'avvenire il più felice
Il destino a te predice!
Son del cielo eletti fiori
L'innocenza e la beltà!
(Carlo, i Contadini e le Contadinelle si allontanano ripetendo Viva Lina! Essa entra nella capanna recando i fiori a lei donati)
Scena sesta
Gualtiero solo.
Gualtiero
Ben misero è colui che le speranze
Vede in fiore cader! . . . A lui che resta
Dei dorati fantasmi,
Del mal fidato amor? . . . Una memoria,
Un sogno, un'illusion! . . . - Pur la mia sorte
E meno orrenda in queste
Solitarie foreste! In Lina io trovo
Un conforto a' miei mali: essa mi parla
Teneramente al cor! . . . Eccola . . . oh bella!
Oh angelica creatura! . . .
Scena settima
Lina e detto.
Lina
(Con ingenuità)
Alfin, Gualtierо,
Io ti veggo tornar; prima dell'alba
Esci dalla capanna! . . . Oh! assai mi turba
L'assenza tua!
Gualtiero
E che paventi?
Lina
Temo
Che tu voglia partir . . ., abbandonare
Il povero Rodoffo e la sorella,
Che t'aman tanto . . .
Gualtiero
Al vostro amor son grato,
Non partirò: della promessa un pegno
In questo giorno di tua festa, o Lina,
Da me ricevi . . .
(le consegna una serica ciarpa di color celeste)
Lina
(mettendola al collo)
Il dono
di color celeste
Caro ognor mi sarà! . . .
Gualtiero
(da sè)
(La stessa ciarpa
Aveva l'infedel!!.)
Lina
(da sè)
(Sempre pensoso,
Sempre mesto cosi! . .) Gualtiero . . .
Gualtiero
(Scuotendosi)
Lina,
Cara Lina, che vuoi?
Lina
Gentil parola
Tu profferisti . . . Io ti vo' far contento:
Ripetere ti vo' quella canzone
Che a me insegnasti, e che si bene esprime
Un amore . . . una speme . . .
Gualtiero
Insiem la canteremo . . .
Lina
(con gioja)
Ah! sempre insieme! . . .
Gualtiero
Quel canto, ah si, quel canto
Deh! mi ripeti ancor! . . .
Fa che a novello incanto
Io schiuda il mesto cor! . . .
Lina
Mentre ripeto il canto
Dà tregua al tuo dolor
A te sarà d'incanto
L'accento dell' amor! . . . .
Insieme
Lina
(canta la canzone)
L'amante accarezza, bel sogno d'amore:
Sia lutta sua vita un giorno ridente;
Non mai la funesti dei nembi il furore,
E vegga sereno il cielo brillar! . . .
O amor, dal delirio del cor, della mente
Soltanto alla gioja la devi destar! . . .
Gualtiero
(da sè, guardandola con emozione)
(Lo sguardo . . . la voce . . . colei mi richiama
Che amai col più vivo trasporto d'amore! . . .
Oh cielo! quest'alma che vuole, che brama? . . . .
Un'ombra di gioja mi lice sperar? . . .
Oh grazia celeste! . . celeste candore! . .
Ai giorni ridenti mi sembra tornar!).
Lina
(con ingenuità)
Questa canzon si tenera,
Che il labbro tuo m'apprese,
Come tu brami, esprimere,
Forse io non seppi a te? . .
Gualtiero
Lina, non vedi? estatico
Il canto tuo mi rese . . .
(da sè)
(Oh ciel! non si contamini
Il suo candor da me!)
(si allontana da lei)
LIna
Tu parti? . . .
Gualtiero
Ah si . . .
Lina
Rammenta
La tua promessa . . .
Gualtiero
Addio! . . . .
LIna
Ti segue il pensier mio! . . .
Gualtiero
Resta il mio cor con te! . . .
Insieme
LIna
Deh! ritorna all'umil tetto,
Che t'accolse sventurato . . .
Deh! ritorna, e il cor straziato
Scordi alfine il suo dolor!!
Brilli ancora nel tuo petto
Una gioja, una speranza . . .
Ogni trista rimembranza
Deh! cancella dal tuo cоr!
Gualtiero
Sol per te, per te soltanto,
O bel giglio immacolato,
Trova calma il cor straziato,
E alla speme è vivo ancor!
Si: nel cor dal duolo affranto
Tornerà di gioja un raggio . . .
Tu mi rendi quel coraggio
Che mi tolse il rio dolor!
(Gualtiero parte. Lina, dopo averlo accompagnato
collo sguardo, si ritira nella сараnnа).
FINE DELL'ATTO PRIMO.
ATTO SECONDO
Scena prima
Amena valle in mezzo a tortuose colline.
I Cacciatori, alcuni in piedi, altri seduti in terra,
tengono in mano le loro fiasche.
CORО
Prima parte
Di vino un buon bicchiere
Ravviva il cacciator!
Seconda parte
Torniam, torniamo a bere!
Prima parte
Beviam; beviamo ancor! . . .
Tutti
La caccia, il vin, l'amore
Fan belli i nostri di!
Beviamo: e tutte l'ore
Sian liete a noi cosi! . . .
(bevono allegramente.)
Scena seconda
Rodolfo
(da sè pensoso e di cattivo umore)
(Il tenor d'iniqui accenti
L'ira mia destò nel petto:
La mia Lina fra le genti
Fatta è segno a un rio sospetto!.
E Gualtiero, ahimè! potria
Offuscare il suo candor? . . .
Giusto cielo! ah no, non sia
Oltraggiata nell'onor! . . .)
Coro
(a Rodolfo)
Ma fra gli amici perchè non stai?
Che ti funesta, Rodolfo, il core?
Rodolfo
Nulla . . . credete . . .
Coro
Eh via, che hai? . . .
Forse è la bella fredda in amore . . . .
O non veduta . . .
Rodolfo
Fosse ciò ver;
Altro mi accora, crudo pensier!
Fra vostri lieti cantici
Restarmi non poss'io;
Infuria nel cor mio
Aspro, crudel dolor!
Ah! se sapeste, ahi! misero,
Il mio pensier fatale!
Fiero maligno strale
Ferito or m'ha l'onor!
Coro
Or via, Rodolfo, allegrati,
Disperdi il rio dolore;
La caccia, il vin, l'amore
Ti faccian lieto il cor.
(párlono)
Scena terza
Interno della capanna di Rodolfo e di Lina. Rozzi
mobili, arnesi da caccia ecc. Sopra un tavolino
sono disposti in bell'ordine i mazzi di fiori e le
corone offerte a Lina dai Contadini.
Lina siede e osserva la ciarpa donatale da Gualtiero.
Lina
E' bello il dono . . . ma più bello è il core
Del donator! . . . Cara: mi disse . . . ah! forse
Più che sorella ei m'ama . . .
E quel soave affetto,
Che il suo sospir seppe destarmi in petto,
Il tumulto dell'alma . . . il mio rossore . .
Forse è l'affetto che si chiama amore! . . .
(sorge dolcemente agitata)
Prova un piacer quest'anima,
A cui non era avvezza! . . .
Sento nel cor trasfondermi
Insolita dolcezza! . . .
Un desiderio, un'ansia
Si sveglia nel mio cor! . . .
Ah! forse questo palpito
E' il palpito d'amor! . . .
Scena quarta
Rodolfo e detta.
Lina
Buondi, fratello . . .
Rodolfo
A te! . . .
(bruscamente consegnandole il carniere vuoto)
LIna
(osservando il carniere e ridendo)
Per quel ch'io vedo,
Cattiva caccia!
Rodolfo
Altro mi accora . . .
Lina
Oh cielo!
Che mai ti avvenne?
Rodolfo
Oh disonore! io fui
Oggi di scherno oggetto! . . .
Lina
(passando famigliarmente il suo braccio sotto
quello di Rodolfo e accarezzandolo)
Or via . . . ti calma . . .
(indicando il carniere)
Potrai miglior fortuna
Domani aver . . . Oggi è mia festa, e meco
Allegrare ti devi; osserva i fori
Che m' han donato i fidi amici; osserva . . .
E' questa ciarpa di Gualtiero un dono!
Rodolfo
(scuotendosi ed allontanandosi da Lina)
Dono di lui! . . . Pria che tramonti il sole
Congedarlo dobbiam . . . l'onor lo vuole! . . .
Lina
(con sorpresa e sbigottimento)
Ahimè! . . . che ascolto! . . .
Rodolfo
Eccedere
Non deve il tuo dolore!
(Oh Dio! non posso esprimere
Quello ch'io sento in core! . . .)
Lina
(piangendo)
Fratel! . . .
Rodolfo
Quel pianto! . . (Oh strazio!
Detto m'avriano il vero? . . .
Ah no . . . maligno spirito
Illuse il mio pensiero! . . .)
Scena quinta
Gualtiero e detti.
Gualtiero
(guardando Lina e Rodolfo)
Qual turbamento! . . .
Lina
(Ahi misero!)
Gualtiero
(a Lina)
Piangevi tu? . . . Perchè? . . .
Lina
Gualtiero! . . .
Gualtiero
Oh ciel! l'orribile
Mister svelate a me! . . .
Insieme (a tre)
Rodolfo
(a Gualtiero)
Turbò d'averno un demone
Dei nostri cor l'affetto! . . .
Fremendo udii ripetere
D'empia calunnia un detto! . . .
Dobbiam, dobbiam dividerci . . .
Lo vuole il suo candor!
(additando Lina)
Gualtiero
(vivamente commosso)
Con voi, con voi quest'anima
Amar potea la vita . . . .
Ah! non sarà quest'ultima
Speranza a me rapita!
Pria che da voi dividermi
Mi uccida il mio dolor!
Lina
(a Rodolfo)
Cruda, o fratello, al misero
Apristi in cor ferita . . .
A più mortal supplizio
Tu lo serbasti in vita! . . .
Non lo scacciar . . . soccorrilo . . .
Profondo è il suo dolor!
Gualtiero
(a Rodolfo, dopo essere stato qualche tempo taciturno in preda alla più viva emozione)
Ah si: di questa vergine
Sarà l'onor salvato . . .
Essa m'è cara . . . e toglierla
Deggio all'orror del fato!
La mano sua concedimi . . .
A me l'unisca amore! . . .
Lina
(Cielo! . . .)
Rodolfo
E fia vero?
Gualtiero
(a Rodolfo)
In estasi
Per lei rapito, il core
Gli affanni suoi dimentica,
Balza di gioja ancor! . . .
(a Lina)
Meco la vita scorrere
Vuoi tu?
Lina
(Con trasporto)
Felice ognor! . . .
Insieme (a tre)
Gualtiero e Lina
Andiamo al tempio
Dell'ara al piede
I nodi a stringere
D' eterna fede!
Udranno gli angeli
I nostri accenti,
I giuramenti
Del nostro amor!
Rodolfo
Andrete al tempio,
Dell'ara al piede
I nodi a stringere
D'eterna fede! . . .
Udranno gli angeli
I vostri accenti:
I giuramenti
Del vostro amor!
Scena sesta
Carlo e detti
Carlo
Allegri! allegri . . .
Rodolfo
Che vuoi dir? . . .
Carlo
E' giunta . . .
Rodolfo
Chi?
Carlo
La Contessa . . .
Rodolfo
Oh gioja!
Lina
In lieto punto
Qui vien! . . .
Rodolfo
Dopo l'infanzia io non rividi
Questa signora, a cui la madre mia
Fu tenera nutrice . . .
Lina
Essa si appella
Lina . . .
Gualtiero
Lina?
Rodolfo
Quel nome
Tanto mia madre amò, che nella figlia
Lo volle rinnovar . . .
Carlo
Ma la Contessa
Chiese vederti . . .
Rodolfo
(a Lina)
Andiam. - O mio Gualtiero . . .
Se tu volessi! . . . ah no, non oso . . .
Gualtiero
Parla.
All'amico, al fratello
Nulla io posso negar!
Rodolfo
Se tu volessi
Gli sponsali affrettar, ella potrebbe
Assistere alla festa! . . .
Gualtiero
Il tuo desio
Pago sarà. - Lina diletta, io corro
In traccia del ministro:
Sarà nunzio di nozze il mio ritorno.
Lina
Oh supremo piacere!
Rodolfo
Oh lieto giorno!
(partono)
Scena settima
Luogo campestre. - A dritta, alcune capanne. A sinistra, parte di un villaggio. In fondo, montagne.
La Contessa Lina giunge, circondata dai suoi Famigliari, dai Contadini e dalle Contadinelle.
Il coro
Gli omaggi accogliete
Dei vostri vassalli;
Echeggin le valli
Dei canti d'amor!
La contessa
(sforzandosi di esser lieta)
Teneri amici, alfin, qui giunta, appieno
Sento fra voi risorgere fidente
A nuova gioja il core
Oh! cone il tempo s'involò fugace!
In questi luoghi io mi rammento ancora
Della mia vita la ridente aurora!
(melanconica)
(O cari luoghi, io vi ritrovo!
Qui vera pace godea quest'alma
Io vi ritrovo! ma quella calma
L'aflitto core trovar non sa!)
Il coro
(osservandola)
(Ne' cari luoghi, dov'ella torna
Par le si turbi il cor nel petto!
Velar procura l'arcano affetto,
Ma invano il pianto a noi celò!)
(circondando la Contessa come per toglierla
alla sua mesta preoccupazione)
Di letizia, di contento
Tutto esulti in questo giorno!
Rispettosi a voi d'intorno
Siam nel colmo del piacer!
La contessa
(rasserenandosi)
(Cielo! alfin qui calma io sento
Nel mio cor, nel mio pensier!
Oh! come cara all'anima
E' questa valle amena!
Ogni crudel mia pena
Alfin scordar potrò!
Alfin sarà dimentico
De' suoi tormenti il core!
All' infelice amore
Io più non penserò!)
Il coro
(Di questa valle il zeffiro
Fugò la sua mestizia;
Un lampo di letizia
Nel volto suo brillò)
Parte del coro
(guardando a diritta)
Vien Rodolfo il cacciatore
Coll'amabil sua sorella:
Essa è bella - come un fiore
Ch'è sbociato al primo albor!
Scena ottava
I precedenti, Rodolfo, Carlo, e Lina, che resta tìmidamente indietro confusa colle Contadinelle.
La contessa
(a Rodolfo)
O mio fratel! . . .
Rodolfo
(baciandole la maпо)
Contessa! . . .
La contessa
(con un sospiro)
Eh! non felice appieno! . . . -
Ti accosta, o Lina . . . stringerti,
Stringerti io voglio al seno . . .
Lina
Signora! . . .
(avanzandosi con rispetto)
La contessa
(l'abbraccia, e resta colpita vedendo la
ciarpa ch'ella tiene intorno al collo)
Oh vista! . . .
(piano a Rodolfo)
(Ad essa
Chi quella ciarpa diede?)
Rodolfo
(alla contessa)
(Lo sposo che si appressa . . .)
Scena nona
(Gualtiero, mentre giunge e si avvicina a Lina,
trovasi in faccia alla contessa che lo riconosce).
La contessa
(Egli! . . .)
Gualtiero
(L'infida! . . .)
Lina, Rodolfo, Carlo e coro
(Oh ciel! . . .)
(generale sorpresa e breve silenzio).
Tutti
Gualtiero
(alla contessa)
(Evocata dall'inferno
Tu venisti, o traditrice? . . .
Non ti basta che in eterno
Tu m'hai reso un infelice? . . .
Solo un raggio di contento
Mi restava, e to l'hai spento . . .
Delirante un'altra vittima
Tu vedrai nel tuo furor!)
La contessa
(a Gualtiero)
(Mal conosci, o forsennato,
Mal conosci questo core . . .
Ad un nodo detestato
Mi costrinse il genitore! . . .
Or, da morte il nodo infranto,
Ti cercai dovunque in pianto, . . .
E, soffrente orrendi spasimi,
Io t'amai . . . io t'amo ancor!)
Lina
(a Rodolfo)
(O fratello, il cor tremante
Agghiacciarmi io sento in petto . . .
Mi colpisce in questo istante
Un terribile sospetto! . . .
Ah! non vegga il mio contento
Volto in lutto in un momento . . .
Ah! non sia, non sia di lacrime
Fonte eterna a me l'amor!)
Rodolfo
(a Lina)
(Ti rinfranca! . . . ti rincora! . . .
Rassicura il cor turbato! . . .
Spera, o Lina, oh spera ancora;
L'onor tuo sarà salvato! . . .
Sia qual vuolsi il suo mistero,
No, - mentir non può Gualtiero . . .
Tergi omai le amare lacrime,
Non t'invada un rio terror!)
Carlo e coro
(Quel mistero, quel silenzio
Di tristezza è apportator!)
La contessa
(pianissimo a Gualtiero, nascondendogli
la sua estrema agilazione)
(A quell'ingenua vergine
La fede hai tu promessa . . .
Serbala . . .)
Gualtiero
(Ah! no . . .)
La contessa
(Si! serbala! . . .
Devi la mano ad essa . . .)
Gualtiero
(con smarrimento)
(Ah! non sia vero . . .)
La contessa
(interrompendolo e conducendolo vicino a Lina)
O amabile,
Ecco il tuo sposo . . . all'ara
Scorgervi io voglio . . .
Lina
(da sè con trasporto)
(Oh giubilo!
Sparì la pena amara! . . .)
Gualtierо! . . .
Gualtiero
(confuso)
Oh Lina! . . .
La contessa, Rodolfo,Carlo e coro
Al pronubo
Altar vi unisca il ciel.
Gualtiero
(a parte)
(Ucciderà quell'angelo
Il mio destin crudel! . . .
Tutti
Lina
(lietissima)
In un' estasi d'amore
Lo dirò per sempre mio!
Nella terra non desio
Un contento, un ben maggior!
Gualtiero
(Ella schiude il vergin core
All'ebbrczza del contento!
Il mio cor straziato io sento
Dall'eccesso del dolor!)
Rodolfo
(alla contessa)
Nuovo raggio di splendore
Ha per te d'imen la festa:
Nuova gioja a noi si appresta
Coll' eccelso tuo favor!
La contessa
(Vegli un angelo d'amore
Sul destin della felice! . . .
Più sperare a me non lice
Un conforto al rio dolor!)
Carlo e coro
(a Lina)
Sposi! a voi di freschi fiori
Le ghirlande offrir potremo;
Echeggiar per voi faremo
Le canzoni dell' amor!
(tutti si allontananо.)
FINE DELL' ATTO SECONDO.
ATTO TERZO
Scena prima
Una capanna ecc. come all'Atto Primo.
Gualtiero solo.
Gualtiero
Del sacrifizio mio
L'ora si appressa! . . . E non bramai quest'ora?
E all'illuso pensier questa non parve
Di mia felicità l'ultimo raggio? . . .
Ahi! che fu sogno ingannator la breve
Illusion del mio core! . . Oh! in quale istante
Io la rividi addolorata e amante! . . .
L'amo ancora, e colla vita
Cesserà la fiamma ardente;
Tutta assorta è la mia mente
Nel pensier del primo amor! . . .
Ma colei sarà tradita
Che sperò d'imen la fede? . . .
Empia sorte, ah! troppo eccede
ll tuo sdegno, il tuo rigor!
Scena seconda
La contessa e detto.
La contessa
Gualtiero! . . .
Gualtiero
Oh Lina!. . .
La contessa
Omai si appressa
La spodsa . . .
Gualtiero
Ah taci!
La contessa
Soltanto ad essa
Pensa.
Gualtiero
O mia Lina, amo te sola!
La contessa
Cessa . . . rammenta il tuo dover! . . .
Gualtiero
Dover!! . . . mì strazia questa parola! . . .
La contessa
Sai che giurasti! . . .
Gualtiero
E' vero . . . è ver!
Il mio destin terribile
Tutto si compia omai:
L'estremo sacrifizio
Io deggio consumar!
Dove l'altare infiorasi
Presto un avel vedrai!
Là sul deserto cenere
Deh! vieni a lacrimar!
La contessa
(da sè)
(Oh ciel! del suo supplizio
E' il mio maggiore assai!
Il cor da orrendo strazio
Mi sento lacerar!)
(Gualtiero si allontana rapidamente. La Contessa
vorrebbe seguirlo; ma è traltenuto da Lina, che
desolata esce dalla sua capanna.)
Scena terza
La contessa e Lina.
Lina
Fermatevi, o signora! - Io . . . tutto ho udito!
Egli l'ha detto.. ama voi sola! . . .
La contessa
O Lina!
E creder lo puoi tu? Sai ch'è vicina
L'ora delle tue nozze . . .
Lina
Oh! non più nozze,
Non più feste per me . . . Da questo imene
Gioja sperar non so, dal ciglio mio
Caduto è il vel! . . .
La contessa
Ti calma . . .
Lina
Ah! non poss io!
Sarà per voi soltanto
Il riso dell'amore;
Il nappo del doloreе
Serba il destino a me!
La contessa
Tergi, deh! tergi il pianto
Puro, innocente core;
Sereno un di d'amore
Sorriderà per te!
Lina
(con effusione)
Ne' giorni a voi felici
Sola una grazia imploro:
Ai Savojardi amici
Fate ch'ei pensi ancor!
La contessa
(abbracciandola)
Tenera Lina! ah cessa . . .
Mi strazia il tuo martoro!
Dalla tua pena istessa
Sento spezzarmi il cor!
(Odonsi da lontano voci festose)
Lina
Che ascolto! . . .
La contessa
Voci di gioja! . . .
Lina
Oh Dio! . . .
La contessa
Le tue compagne recano il velo . . .
Lina
Il vel! . . .
(resta immobile)
La contessa
(Che pensa? . .)
Lina
(M'ispira il cielo!)
La contessa
Lina!
Lina
Seguitemi.
La contessa
Qual mente è in te? . . .
Lina
Unirvi, stringervi.
Al caro bene,
All'ara compiere
La vostra speme.
E di quel giubilo
Ch'è a me vietato
Veder beato
Il vostro cor,
Rapito in estasi
D'ardente amor!
La contessa
O nobil'anima,
O generosa,
All'ara affrettati:
Tu sei la sposa!
Io di quel giubilo,
Ch'è a me vietato,
Vedrò beato
Il tuo bel cor,
Rapito in estasi
D'ardente amor!
(Lina trae con dolce violenza la Contessa dentro la capannа)
Scena quarta
Veduta di altissime roccie che s'innalzano a picco
sopra un torrente. Si passa dall'una all'altra col
mezzo di un tronco leggermente posato sopra le
stesse roccie, sotto al quale si apre un profondo
abisso. - A un lato un umile tempio illuminato.
La notte si avanza, e la luna debolmente rischiara
le roccie.
Coro di Contadini e Contadinelle
Coro
Paghi or sono i più fervidi voti,
Ardon già dell'imene le tede!
Incominciano i cori divoti,
E' l'altare coperto di fiori!
Ite, o sposi, a giurar quella fede
Che consacra le gioje d'amor!
(Durante il suddetto Coro passa il nuziale corteggio.
La Contessa, coperta d'un velo e colla corona di rose,
è seguila da Gualtiero, da Rodolfo, da Carlo, dai
Contadini e dalle Contadinelle. Tutti entrano nel tempio.
Scena quinta
Dopo breve silenzio scorgesi Lina, che correndo
attraverso le roccie: ha il volto coperto di mortale
pallore, sciolte le chiome, smarriti gli sguardi;
giunta avanti al tempio si arresta ad un tratto
priva di lena.
Lina
Raggiante è il tempio di festiva luce . . .
Presso l'ara son essi! . . . Oh cielo! io sento
Che una mano di foco il cor mi stringe!
Ahimè tratta in un punto
Da supremo gioire a lutto estremo,
Del mio crudel destino
Io vittima sarò! . . .
(pausa)
Oh! come lieta
Di questo dì era l'aurora! . . . Oh come
Si offrirà al guardo mio
Incantato avvenir! . . . Era pur bello
Il sogno dell'amor!! . . . Folle! io credei
Trovar felicità? . . . Fonte di pianto
Fu di mia gioja il fuggitivo incanto! . . .
(cade in ginocchio inondata di lacrime)
O cielo pietoso! aita la mesta,
Cui più di conforto speranza non resta! . . .
La misera assisti, che, invan fidanzata
Già langue, già muore dal duolo straziata! . . .
O cielo, m'aita! . . . io sono spirante . . .
Da tutti deserta, mi uccide il dolor!
(odesi nel tempio l'inno nuziale. Lina sorge sbigottita,
fa qualche passo vacillando, e porge attentamente orecchio.)
Coro
(di dentro)
Sull'ara pronuba
Scendi, o Signor!
Consacra il vincolo
D'eterno amor!
Lina
(coll'accento della disperazione)
Ahimė! si compie il rito! . . .
Oh cielo! oh cielo! il giuro è proferito!! . . .
Fuggiamo . . .
(s'incammina verso le roccie)
Ah non poss'io.
Vacilla il piede . . . mi soccorri o Dio! -
(cade esausta di forze e sviene.)
Scena ultima
Odesi tumulto nel tempio. Escono precipitosamente
Rodolfo, Gualtiero, La contessa, Carlo e il coro.
Rodolfo
(alla contessa)
Parla . . .
Gualtiero
Fia ver . . .
La contessa
La misera
Ordia l'industre inganno . . .
Mi supplicava . . .
Gualtiero
Ahi! vittima
Sarà d'immenso affanno!
Rodolfo e il coro
Si cerchi . . .
(si avviano tutti verso le
roccie e si soffermano trovando Lina svenuta)
Tutti
E' dessa . . priva
Di sensi! . .
(alcune donne sollevano Lina)
Lina
(riavendosi)
Ove son io? . . .
Per poco . . . ancor son viva!
Gualtiero, La contessa, Carlo e il coro
Lina . . .
Rodolfo
Sorella! . . .
Lina
Oh Dio!
Gelo . . . l'estremo palpito . . .
Battere io sento in cor! . . .
(tutti sono intorno a lei con espressione d'ansia mortale)
Gualtiero, Rodolfo, Carlo, La contessa e il coro
Ah! non lasciarci in lagrime
Rammenta il nostro amor! -
Lina
(fissando lo sguardo sulla corona che cinge il capo della Contessa)
La corona . . . che fiorente . . .
Promettea l'età . . ridente . .
Di mie lacrime bagnata . . .
La tua fronte adornerà . . .
Vi sorrida il ciel sereno . . .
O fratel mi stringi al seno . . .
Cari . . . addio . . . la sventurata . . .
Nella tomba . . . scenderà!
Gualtiero, Rodolfo, Carlo
Vivi ah vivi! e il nostro amore
Ti rammenta o sventurata . . .
Deh rattempra il tuo dolore
Il dolor ch' egual non ha.
Carlo e il coro
(Ella muore. oh sorte barbara!
Oh crudel fatalità!)
(Lina cade priva di sensi nelle braccia
del fratello. Tutti con affanno disperato si
stringono a lei d'intorno).
FINE
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Ultimo aggiornamento 11 dicembre 2025