Jean Philippe Rameau pubblicò: Pièces de clavecin en concert nel 1741. Si tratta di cinque concerti, in forma tripartita (con raddoppio del secondo e del terzo movimento nei Concerti n. 2 e n. 3), per clavicembalo con l'accompagnamento di un violino (sostituibile con un flauto) e di una viola (sostituibile con un secondo violino). Più tardi Rameau trascrisse i Pièces de clavecin in sei parti d'archi (3 violini, viola, violoncello e contrabbasso), realizzandone, con l'aggiunta della trascrizione di alcuni Pièces de clavecin tratti dal secondo libro, i sei Concerts en sextuor.
Anche se pubblicati soltanto nel 1741, i Pièces de clavecin en concert furono tuttavia scritti da Rameau tra il 1720 e il 1730. Il clavicembalo ha in essi funzione, di vero e proprio protagonista. La forma si avvicina essenzialmente a quella tripartita (allegro-adagio-allegro) del concerto solistico italiano, anche se l'intitolazione mantiene il gusto tutto francese del bozzetto ritrattistico o si riallaccia alla consuetudine della suite di danze. Il primo movimento è in genere il più esteso e sviluppato, anche in senso virtuosistico; il secondo è in forma di rondò fluente e scorrevole; il terzo, di intonazione più popolare, è vivace, veloce e brillante. Nel terzo Concerto, come abbiamo già accennato, il secondo e il terzo movimento sono raddoppiati: così, al primo movimento, intitolato La «La Popelinière» (con evidente riferimento in segno di omaggio al noto uomo di Stato (La Popelinière) amico e protettore di Rameau), in maggiore, segue un duplice rondò (La timide), prima in maggiore e poi in minore; concludono due Tambourins, il primo in maggiore, il secondo in minore.
Carlo Marinelli