Troisième Concert, RCT 9

per clavicembalo e archi

Musica: Jean-Philippe Rameau (1683 - 1764)
  1. La Poplinière: Rondement (la maggiore)
  2. La Timide (Premier rondeau): Gracieux (la minore)
  3. La Timide (Deuxième rondeau): Gracieux (la maggiore)
  4. Premier Tambourin (la maggiore)
  5. Deuxième Tambourin en rondeau (la minore)
Organico: clavicembalo solista, violino (o flauto), viola (o secondo violino)
Composizione: 1741
Edizione: l'auteur, la veuve Boivin, M. Le Clair, Parigi, 1741
Guida all'ascolto (nota 1)

Jean Philippe Rameau pubblicò: Pièces de clavecin en concert nel 1741. Si tratta di cinque concerti, in forma tripartita (con raddoppio del secondo e del terzo movimento nei Concerti n. 2 e n. 3), per clavicembalo con l'accompagnamento di un violino (sostituibile con un flauto) e di una viola (sostituibile con un secondo violino). Più tardi Rameau trascrisse i Pièces de clavecin in sei parti d'archi (3 violini, viola, violoncello e contrabbasso), realizzandone, con l'aggiunta della trascrizione di alcuni Pièces de clavecin tratti dal secondo libro, i sei Concerts en sextuor.

Anche se pubblicati soltanto nel 1741, i Pièces de clavecin en concert furono tuttavia scritti da Rameau tra il 1720 e il 1730. Il clavicembalo ha in essi funzione, di vero e proprio protagonista. La forma si avvicina essenzialmente a quella tripartita (allegro-adagio-allegro) del concerto solistico italiano, anche se l'intitolazione mantiene il gusto tutto francese del bozzetto ritrattistico o si riallaccia alla consuetudine della suite di danze. Il primo movimento è in genere il più esteso e sviluppato, anche in senso virtuosistico; il secondo è in forma di rondò fluente e scorrevole; il terzo, di intonazione più popolare, è vivace, veloce e brillante. Nel terzo Concerto, come abbiamo già accennato, il secondo e il terzo movimento sono raddoppiati: così, al primo movimento, intitolato La «La Popelinière» (con evidente riferimento in segno di omaggio al noto uomo di Stato (La Popelinière) amico e protettore di Rameau), in maggiore, segue un duplice rondò (La timide), prima in maggiore e poi in minore; concludono due Tambourins, il primo in maggiore, il secondo in minore.

Carlo Marinelli


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 23 marzo 1962

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Ultimo aggiornamento 6 maggio 2026