Nouvelles Suites de Pièces de clavecin, RCT 5

per clavicembalo

Musica: Jean-Philippe Rameau (1683 - 1764)
  1. Allemande (la minore)
  2. Courante (la minore)
  3. Sarabande (la maggiore)
  4. Les trois mains (la minore)
  5. Fanfarinette (la maggiore)
  6. La Triomphante (la maggiore)
  7. Gavotte et six doubles (la minore)
  8. Les Tricolets, rondeau (sol maggiore)
  9. L'Indifferente (sol minore)
  10. Menuet (sol maggiore)
  11. Second Menuet (sol minore)
  12. La Poule (sol minore)
  13. Les Triolets (sol maggiore)
  14. Les Sauvages (sol minore)
  15. L'Enharmonique (sol minore)
  16. L'Égyptienne (sol minore)
Organico: clavicembalo
Composizione: 1727
Edizione: propria, Parigi, 1728
Guida all'ascolto (nota 1)

Rameau viene considerato una delle figure centrali e più importanti del Settecento musicale francese, sia per la qualità delle sue composizioni, come per il contributo di carattere teorico dato all'arte dei suoni con il famoso « Traité de l'harmonie », che aprì la strada agli studi dell'orchestrazione. Non per nulla Diderot e d'Alambert nella loro «Encyclopédie» apparsa nel 1757 scrissero che « Rameau possedeva una perfezione artistica di tale grado che lo fece modello ammirato e al tempo stesso oggetto d'invidia presso molti artisti ». Il suo nome è legato essenzialmente all'opera teatrale e alla produzione clavicembalistica. Per l'opera egli segue la strada indicata da Lully, almeno per quello che riguarda la struttura formale, anche se la sua polifonia è più densa e articolata e l'orchestra ha una funzione molto più descrittiva. Come clavicembalista, Rameau è ritenuto il fedele successore di Couperin e lo eguaglia per freschezza armonica e varietà ritmica, contribuendo a definire lo stile francese della musica del tempo, puntata essenzialmente sulla formula della suite di danza.

Un esempio della capacità e della bravura di Rameau in questo specifico genere musicale si può scorgere nelle Nouvelles Suites de Pièces de clavecin, apparse nel 1728 (solo l'ultimo brano intitolato La Dauphìne è del 1747) e realizzate sulle tonalità di la minore e di sol minore. In questi pezzi è sviluppata ampiamente e nelle varie soluzioni armoniche tutta la tecnica clavicembalistica, tenendo conto, da una parte, della lezione che proveniva dal modello della suite di danza coltivata in Germania e in Italia (le prime tredici pagine aperte dall'Allemanda, dalla Corrente e dalla Sarabanda, con l'ingegnoso brano a tre mani, la brillante Fanfarinette e il pomposo rondò della Triomphante, seguiti da cinque doubles o variazioni) e dall'altra gettando le basi di uno stile più propriamente francese, in cui ai diversi tipi di danza vengono assegnati titoli di fantasia, tratti da persone o cose che hanno dato lo spunto ispirativo al compositore, come dimostrano i brani intitolati L'Indifférent, La Poule e L'Enharmonique, spiegati e commentati nel loro gioco di tonalità dallo stesso autore. Si sa che per Rameau lo scopo della musica « è di piacere e di suscitare differenti passioni », come è scritto nel libro «Génération harmonique », e non c'è dubbio che nel caso di queste suites di gusto barocco il musicista raggiunge ampiamente il suo obiettivo.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 23 marzo 1979

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Ultimo aggiornamento 1 aprile 2026