La fine, P 108 n. 5

per canto e pianoforte

Musica: Ottorino Respighi (1879 - 1936)
Testo: Rabindranath Tagore tradotto da Clary Zannoni Chauvet

Organico: voce, pianoforte
Composizione: 1917
Edizione: Ricordi, Milano, 1918
Testo

La fine

È tempo per me d'andare, mamma, me ne vado.

Quando nell'oscurità pallente dell'alba solitaria
Tu stenderai le braccia al tuo piccino che è nel letto,
Io ti dirò: "Il bimbo non c'è! Mamma, me ne vado."

Diventerò un delicato soffio d'aria e ti carezzerò
E incresperò l'acqua mentre ti bagni e ti bacerò,
Ti bacerò ancora.

Nella notte tempestosa mentre la pioggia batte sulle foglie
Tu m'udrai bisbigliare nel tuo letto,
E il mio riso splenderà
Con il lampo attraverso la finestra aperta
Nella tua stanza.

Se tu veglierai fin tardi nella notte
Pensando al tuo piccino
Io ti canterò dalle stelle:
"Dormi, mamma, dormi."

Sugli erranti raggi lunari io verrò pian piano
Sul tuo letto e giacerò sul tuo cuore mentre tu dormi.

Diverrò un sogno e attraverso le tue palpebre socchiuse
Scenderò nel profondo del tuo sonno
E quando ti sveglierai e guarderai intorno angosciata,
Come una lucciola scintillante m'involerò nell'oscurità.

Quando nel giorno della gran festa
I bimbi del villaggio verranno
E giocheranno intorno alla casa,
Mi fonderò nella musica del flauto
E palpiterò nel tuo cuore tutto il giorno.

La cara zi verrà coi doni della festa
E domanderà:
"Dov'è il nostro piccino, sorella?"
Mamma, tu le dirai dolcemente:
"È nelle pupille dei miei occhi,
In me stessa e nell'anima mia!"


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Ultimo aggiornamento 16 dicembre 2024