Su una violetta morta, P 97 n. 2

per canto e pianoforte

Musica: Ottorino Respighi (1879 - 1936)
Testo: Percy Bysshe Shelley tradotto da Francesco Rocchi
Organico: mezzosoprano, pianoforte
Composizione: 1912
Edizione: Bologna, Bongiovanni, 1912
Dedica: alla signora Chiarina Fino Savio
Testo

Su una violetta morta

È vanito l'odor di questo fiore,
Che, come il bacio tuo, tenero ardente respirava su me.
Anche di questo fior fuggì il colore,
Che rilucea deliziosamente di te, solo di te.

Forma languida e vana ella riposa
Sul mio povero cuor, Che non oblia, povero stanco cuor;
Immobile, di gel, silenziosa
Ella irride così l'anima mia, l'anima calda ancor.

In vano, in vano io piango a lei d'accanto;
E sospirando invan su lei mi chino: oh! tutto in lei finì!
Il suo destino è muto, senza pianto.
Il suo destino è muto. Oh! il mio destino dovrebe esser così!


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Ultimo aggiornamento 2 gennaio 2025