Dopo che Rossini, all'apice della carriera, si ritirò dalla vita musicale pubblica (l'ultima opera porta come data l'anno 1829) visse ancora tanto da vedere, in età avanzata, un altro fruttuoso periodo creativo. Dal 1857 in poi scrisse pezzi di musica da camera, per diverse formazioni strumentali e vocali, e li fece eseguire nelle Soirées musicali parigine; ma ritenne sconsigliabile la loro pubblicazione, come fossero suoi "peccati di vecchiaia".
I Péchés de vieillesse in realtà sono una raccolta di "musica da salotto" del tutto originale, scritta con humour e raffinatezza, ma anche carica di autentica emozione e priva di ogni traccia di sentimentalismo. Il rapporto giocoso e ironico che Rossini ebbe con le convenzioni musicali non gli precluse comunque di affrontare nuove forme espressive. Une Larme, Thème et Varìatìons per violoncello e pianoforte è un ottimo esempio di come l'autore sapesse far musicalmente convivere gioia e tristezza, malinconia e serenità senza ricorrere a nessun "trucco" teatrale e, soprattutto, alla parola. Il motivo della lacrima, il tema eseguito dal violoncello da cui prendono spunto le Variazioni, appartiene senza dubbio alla grande vena lirica del compositore pesarese che appare, però, come "filtrata", depurata di ogni residuo melodrammatico.
Fabrizio Scipioni