Sonata a quattro n. 3 in do maggiore

per quartetto d'archi

Musica: Gioachino Rossini (1792 - 1868)
  1. Allegro
  2. Andante
  3. Moderato
Organico: 2 violini, violoncello, contrabbasso
Composizione: Ravenna, 1804
Edizione: Ricordi, Milano, 1825-26 come "Cinque Quartetti originali" (manca il n. 3)
Guida all'ascolto (nota 1)

Le sei Sonate a quattro per due violini, viola e contrabbasso furono scoperte da Alfredo Casella intorno agli anni '40 nella Library of Congress di Washington in parti staccate che recavano il seguente titolo: "Opera di Sei sonate composta dal signor Giovacchino Rossini in età di 12 anni in Ravenna, anno 1804". In uno dei primi fogli della parte del 1° violino era indicata una nota autografa dello stesso Rossini che diceva con una certa autoironia: "Sei Sonate orrende da me composte in villeggiatura (presso Ravenna) ospite del mio amico mecenate Agostino Triossi all'età più infantile, non avendo presa neppure una lezione d'accompagnamento, il tutto composto e copiato in tre giorni ed eseguito cagnescamente dal Triossi (contrabbasso), dal suo cugino Morini (1° violino), dal fratello di questi (violoncello) e da me stesso (2° violino) che ero, a dir il vero, il meno cane di tutti". Tali Sonate subirono nel secolo scorso diverse trascrizioni e arrangiamenti per quartetto con flauto e per quartetto di fiati; Casella ne propose una versione per orchestra da camera.

Indubbiamente si tratta di composizioni semplici e con chiari riferimenti agli esempi di Haydn e di Mozart, ma in esse si avverte una freschezza di inventiva melodica e un senso molto spiccato della cantabilità generosa e spontanea, tipica dello stile rossiniano.

La Sonata in do maggiore n. 3 è la più conosciuta ed eseguita del gruppo, articolata in tre movimenti, dove affiora lo spirito ironico e scanzonato del grande musicista dell'opera buffa. L'Allegro del primo tempo di larghe proporzioni e di accento mozartiano si sviluppa tra puntate virtuosistiche dei violini in un contesto di giochi armonici di gradevole piacevolezza. L'Andante è caratterizzato da una cantabilità all'italiana, sull'accompagnamento in quartine del violoncello. Non mancano uscite di maggiore tensione espressiva, che risentono, secondo Casella, di atmosfere beethoveniane. Di notevole bellezza e originalità è il Moderato conclusivo, costruito da una serie di variazioni sul tema principale esposte dai vari strumenti. Non manca il brillante e sorridente assolo del contrabbasso, che arricchisce di umori grotteschi la vivace ed elegante tessitura sonora di questo singolare pezzo musicale, pubblicato e inserito da almeno trent'anni nella raccolta dei Quaderni rossiniani, curati dalla Fondazione Rossini di Pesaro.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 14 dicembre 1990


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Ultimo aggiornamento 20 maggio 2026