Sono circa 555 le Sonate per clavicembalo che Domenico Scarlatti ci ha lasciato e costituiscono senza dubbio un cardine fondamentale nella storia della musica per tastiera. Sono composizioni brevi, costituite da un solo movimento bipartito con movimento tonale che va dalla tonica alla dominante (prima parte) per poi far ritorno alla tonica nella seconda parte. In queste poche battute però Scarlatti dimostra tutto il suo estro, la sua fantasia musicale, la sua passione, la sua vena malinconica impreziositi dal ritmo e dagli andamenti melodici della musica popolare iberica. Gli esecutori trovano nelle Sonate di Scarlatti una miriade di motivi tecnici: arpeggi, note ribattute, incrocio delle due mani, ottave spezzate, doppie note, scale in agilità. La Sonata K 475 in mi bemolle maggiore è una pagina brillante e piacevole all'ascolto, nella quale ritroviamo tutto il repertorio scarlattiano: dagli iniziali squilli gioiosi in terze, sorta di richiami di caccia, ai passaggi in agilità, dalle scalette rapide alle snelle cadenze, dalle note ribattute al brillante "staccato"
Alessandro De Bei