Dir vorrei, ah m'arrossisco

Cantata per soprano, due violini e basso continuo

Musica: Domenico Scarlatti (1685 - 1757)
Testo: autore ignoto
  1. Dir vorrei ah m'arrossisco - Aria cantabile (la maggiore)
    Aria per soprano, 2 violini e basso continuo
  2. Qualor da te lontano
    Recitativo per soprano e basso continuo
  3. Quante furie ha il cieco averno - Allegro resoluto
    Aria per soprano, 2 violini e basso continuo
Organico: soprano, 2 violini, basso continuo
Composizione: 1730 - 1735 circa
Testo

Dir vorrei ah m'arrossisco

Aria cantabile (la maggiore)
Dir vorrei ah m'arrossisco
Che tu sei, no, non ardisco.
Nice mia almeno comprendi
La cagion del mio rossor.
Dimmi o cara, m’intendesti?
Che se vuoi tu ben puoi
Tutto intendere il mio cor.

Recitativo
Qualor da te lontano,
Mi vedo o vaga Ninfa,
Ben mille cose io penso allor di dirti
E quindi poi scoprirti
Tutti i pensieri miei.
Ma quando al fin presente a me tu sei,
Dubbioso non risolvo, avvampo e agghiaccio
Tremo, pavento mi confondo, e taccio.
Da tanti dunque e si contrari affetti
Comprender tu potresti,
Ahi, qual mi danno al cor continuo affanno
Gl’irresoluti dubbi, il grave gelo,
In un col vivo ardore,
Il confuso silenzio, ed il timore.

Aria - Allegro risoluto (la maggiore)
Quante furie ha il cieco averno,
Tante io porto in mezzo al seno.
Sento il cuor che già vien meno.
Cieli, aita Nice oh Dio,
Chi di me pietade avrà?
Nò non mi lagno della sorte
Ah ch’io solo, sì son quello
Che mi spingo in braccio a morte,
Se di me non ho pietà.


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Ultimo aggiornamento 29 marzo 2021