Scritto nell'agosto 1822 e destinato, come il Salmo XXIII, alla classe di canto di Anna Fröhlich, il Lied a 4 voci Gott in der Natur, su testo di Ewald Christian von Kleist, si apre con un maestoso do maggiore del pianoforte, cui risponde solenne il coro per sottolineare la grandezza del Signore. Da questo momento, la scrittura di Schubert, con effetti che hanno qualcosa di teatrale, s'impegnerà a "illustrare" i vari episodi poetici: al "tuonare dei nembi" risponde un tremolo del pianoforte; l'evocazione dei fulmini suggerisce un giuoco di scambi rapidi e serrati fra le voci, mentre l'aurora induce a un clima di dolcezza, in cui il soprano solista si distacca leggero sul trio. Uno stile molto vario e immaginoso, con raffinate modulazioni (il verso "Con il suo sguardo benigno...", ad esempio, è sottolineato da un passaggio enarmonico da la bemolle maggiore/minore a si maggiore a mi maggiore), e che richiede dal coro il massimo volume sonoro, poiché l'accompagnamento pianistico, a giudizio dello Einstein, "non è altro che la trascrizione di un'immaginaria partitura per grande orchestra, con tromboni, trombe e timpani. Quando arriviamo all'"Allegro giusto" finale ("Lobt den Gewaltigen" Lodate il Possente) non possiamo non ricordare Haendel, e ci sembra di udire nell'orchestra il suono dell'arpa." In effetti, la seconda sezione, un "Allegro giusto", presenta una scrittura vocale a canone che ha non poco di arcaico, mentre il fitto disegno del pianoforte sembra intrecciare una lieta ghirlanda su cui si appoggiano le lodi al Signore delle creature.
Eseguito in pubblico l'8 marzo 1827, il coro Gott in der Natur rimase inedito durante la vita di Schubert.
Cesare Orselli
| GOTT IN DER NATUR | DIO NELLA NATURA |
| Groß ist der Herr! Die Himmel ohne Zahl sind Säle seiner Burg, Sein Wagen Sturm, und donnerndes Gewölk Und Blitze sein Gespann. |
Grande è il Signore! I cieli innumeri son sale del suo castello, Il suo carro passa precipite tuonando tra le nuvole E lampeggiano i suoi cavalli. |
| Groß ist der Herr! Die Morgenrot' ist nur ein Widerschein Von seines Kleides Saum, und gegen seinen Glanz ist Dämmerung der Sonne flammend Licht. |
Grande è il Signore! L'aurora non è che un riapparire Dell'orlo del suo vestito, e di fronte al suo splendore la luce Del sole non è che un crepuscolo. |
| Er sieht mit gnäd'gem Blick zur Erde herab, Sie grünet, blüht und lacht. Er schilt, es fähret Feuer vom Felsen auf, Und Meer und Himmel bebt. |
Guarda con occhio pietoso giù, verso la terra E questa rinverdisce, fiorisce e ride. S'irrita, e scaturisce il fuoco dalle rocce, E mare e cielo tremano. |
| Lobt den Gewaltigen, den großen Herrn, Ihr Lichter seiner Burg, Ihr Sonnenheere flammt zu seinem Ruhm, Ihr Erden, singt sein Lob. |
Loda il possente, il grande Signore! Le luci del suo castello, il suo esercito di soli, Brillano per la sua gloria. La terra canta le sue lodi! |
| Drum heg ich sie auch so treu an der Brust, Versichert des schönsten Gewinns; Sie heisst - die Sehnsucht! Kennt ihr sie? Die Botin treuen Sinns. |
Perciò la custodisco tanto fedelmente sul petto. Sicuro di averne gran vantaggio; Si chiama - nostalgia! La conoscete? È la messaggera di sentimenti fedeli. |