An Emma: Weit in nebelgrauer Ferne, op. 58 n. 2, D. 113

Lied per voce e pianoforte

Musica: Franz Schubert (1797 - 1828)
Testo: Friedrich von Schiller
  1. Prima variante - Andante
    Composizione: 17 settembre 1814
    Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1894
  2. Seconda variante - Etwas langsam
    Composizione: 1814 circa
    Edizione: in «Wiener Zeitschrift für Kunst, Literatur und Theater», 1821
  3. Terza variante - Mässig (fa maggiore)
    Composizione: 1814 circa
    Edizione: Weigl, Vienna, 1826
Organico: voce, pianoforte
Testo

An Emma Ad Emma
Weit in nebelgrauer Ferne
Liegt mir das vergang'ne Glück,
Nur an Einem schönen Sterne
Weilt mit Liebe noch der Blick,
Aber wie des Sternes Pracht
Ist es nur ein Schein der Nacht.
Là lontano, nel grigiore delle nebbie,
giace la mia passata felicità,
solo ad una bella stella
si volge ancora con amore lo sguardo.
Ma, come lo splendore della stella,
è solo una luce della notte.
Deckte dir der lange Schlummer,
Dir der Tod die Augen zu,
Dich besäße doch mein Kummer,
Meinem Herzen lebtest du.
Aber ach! du lebst im Licht,
Meiner Liebe lebst du nicht.
Ti ha coperto il lungo sonno,
ti ha chiuso gli occhi la morte,
almeno ti godesse il mio dolore,
al mio cuore vivresti tu.
Ma, ahimé! Tu vivi nella luce,
al mio amore non vivi più.
Kann der Liebe süß Verlangen,
Emma, kann's vergänglich seyn?
Was dahin ist und vergangen,
Emma, kann's die Liebe seyn?
Ihrer Flamme Himmelsglut,
Stirbt sie, wie ein irdisch Gut?
Può il dolce desiderio dell'amore,
Emma, può finire?
Ciò che svanisce e passa,
Emma, può essere l'amore?
L'ardore divino della sua fiamma,
muore forse come cosa terrena?
(Traduzione di Amelia Maria Imbarrato)


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Ultimo aggiornamento 3 maggio 2025