Ballade: Ein Fräulein schaut vom hohen Turm, op. 126, D. 134

Lied per voce e pianoforte

Musica: Franz Schubert (1797 - 1828)
Testo: Josef Kenner Organico: voce, pianoforte
Composizione: circa 1815
Edizione: Czerny, Vienna, 1830
Testo

Ballade Ballata
Ein Fräulein schaut vom hohen Thurm
Das weite Meer so bang;
Zum trauerschweren Zitherschlag
Hallt düster ihr Gesang;
"Mich halten Schloß und Riegel fest,
Mein Retter weilt so lang."
Una ragazza getta lo sguardo dall’alto di una torre
Verso il vasto mare, con timore;
Ai tocchi pesanti e dolorosi della cetra
Risuona il suo canto tetro;
“Lucchetti e chiavistelli mi trattengono fermamente,
Il mio salvatore indugia così a lungo.”
Sei wohl getrost, du edle Maid!
Schau hinterm Kreidenstein
Treibt in der Buchtung Dunkelheit
Ein Kriegesboot herein:
Der Aarenbusch, der Rosenschild,
Das ist der Retter dein!
Schon ruft des Hunen Horn zum Streit,
Hinab zum Muschelrain.
Sii fiduciosa, nobile damigella!
Guarda, al di là delle scogliere bianche
Nell’oscurità della baia
Si spinge una nave da guerra:
La piuma d’aquila, lo scudo con la rosa,
E’ il tuo salvatore!
Già il suo corno di eroe chiama alla lotta
Giù alla spiaggia ricoperta di conchiglie.
"Willkommen, schmucker Knabe, mir!
Bist du zu Stelle kummen?
Gar bald vom schwarzen Schilde dir
Hau' ich die gold'nen Blumen.
Die achtzehn Blumen, blutbethaut,
Les' deine königliche Braut
Auf aus dem Sand der Wogen,
Nur flink die Wehr gezogen!"
“Benvenuto giovane bellissimo, per me
Tu sei venuto in questo luogo?
Ben presto dal tuo nero scudo
Coglierò i fiori dorati.
Quei diciotto fiori insanguinati,
La tua regale sposa li ritroverà
Sulla sabbia percorsa dalle onde;
Solamente, veloce, sguaina la tua spada!”
Zum Thurm aufschallt das Schwerdtgeklirr!
Wie harrt die Braut so bang!
Der Kampf dröhnt laut durch's Waldrevier,
So heftig und so lang!
Und endlich, endlich däucht es ihr,
Erstirbt der Hiebe Klang.
Risuona fino alla torre il cozzare delle spade!
Con che ansia la sposa attende!
Il combattimento risuona forte attraverso il bosco,
Così violento e lungo!
E senza fine, senza fine le appare,
Fino a che il clangore si spegne.
Es kracht das Schloß, die Thür klafft auf,
Die ihren sieht sie wieder,
Sie eilt im athemlosen Lauf
Zum Muschelplane nieder.
Da liegt der Peiniger zerschellt,
Doch weh! dicht neben nieder,
Ach! decken's blutbespritzte Feld
Des Retters blasse Glieder.
Il catenaccio schianta, la porta si spalanca,
Ella di nuovo guarda i suoi,
Ella corre a perdifiato
Giù alla spiaggia ricoperta di conchiglie.
Là giace il suo aguzzino smembrato,
Ma, ahimè, vicinissimo, in basso,
Ah! sul campo schizzato di sangue
Giacciono nel pallore le membra del suo salvatore
Still sammelt sie die Rosen auf
In ihren keuschen Schooß
Und bettet ihren Lieben drauf,
Ein Thränchen stiehlt sich los!
Und thaut die breiten Wunden an,
Und sagt: ich, ich hab' das gethan!
In silenzio ella raccoglie le rose
Nel suo casto grembo
E vi depone sopra il suo amato,
Una piccola lacrima scappa via!
E bagna la sua larga ferita,
E dice: “io, io l’ho fatto!”
Da fraß es einem Schandgesell
Des Raubes im Gemüth,
Daß die, die seinen Herrn verdarb,
Frei nach der Heimath zieht.
Vom Busch, wo er verkrochen lag
In wilder Todeslust,
Pfeift schnell sein Bolzen durch die Luft,
In ihre keusche Brust.
Allora un disonorato compagno di ruberie,
Roso dall’idea
Ch’ella abbia portato alla rovina il suo signore,
Scoperto, si porta al suo rifugio.
Dal cespuglio, ove nascosta giaceva
In selvaggio desiderio di morte,
Sibila veloce il suo dardo nell’aria,
Fin nel suo casto petto.
Da ward ihr wohl im Brautgemach,
Im Kiesgrund, still und klein;
Sie senkten sie dem Lieben nach
Dort unter einem Stein,
Den ihr, von Diesteln überweht,
Noch nächst des Turmes Trümmern seht.
Allora fu fatta per lei una camera nuziale,
Nella terra sassosa, piccola e tranquilla;
La calarono insieme col suo amato
E sopra di loro una pietra,
Che, ricoperta di cardi,
Ancora si vede presso le rovine della torre.
(Traduzione di Fracesco Campanella)


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Ultimo aggiornamento 15 aprile 2024