An den Tod, D. 518

Lied per basso e pianoforte

Musica: Franz Schubert (1797 - 1828)
Testo: Christian Friedrich Daniel Schubart Organico: basso, pianoforte
Composizione: 1816 o 1817
Edizione: in Wiener Allgemeine Musikalische Zeitung, 1824
Testo

An der Tod Alla morte
Tod, du Schrecken der Natur!
Immer rieselt deine Uhr;
Die geschwungne Sense blinkt,
Gras und Halm und Blume sinkt.
Morte, che la Natura atterrisci,
scorre incessante la tua clessidra;
brilla la falce che brandisci,
cade lo stelo, il fiore e l'erba.
Mähe nicht ohn' Unterschied
Dieses Blümchen, das erst blüht;
Dieses Röschen, erst halb roth;
Sey barmherzig, lieber Tod!
Non sia uniforme il tuo falciare,
questo fiore, sbocciato appena,
questa rosa che prende colore,
cara Morte, abbi un poco di pena.
Tod, wann kommst du? Meine Lust!
Ziehst den Dolch aus meiner Brust;
Streifst die Fessel von der Hand,
Ach! wann deckst du mich mit Sand?
Quando verrai, Morte, per farmi piacere?
A tirar fuori il pugnale dal petto?
A sfilarmi dalle mani le catene?
Quando di terra mi coprirai tutto?
Drum, o Tod! wenn dirs gefällt,
Hol Gefangne aus der Welt;
Komm, vollende meine Noth;
Sey barmherzig, lieber Tod!
Vieni, o Morte, quando ti piace,
libera chi è incatenato alla vita terrena:
Vieni, che il mio dolore possa aver pace,
Mia cara Morte, abbi un poco di pena.
(Traduzione di Ferdinando Albeggiani)


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Ultimo aggiornamento 25 aprile 2025