Der Alpenjäger (Il cacciatore in montagna), op. 37 n. 2, D. 588

Lied per voce e pianoforte (in due varianti)

Musica: Franz Schubert (1797 - 1828)
Testo: Friedrich von Schiller
  1. Prima variante - Mässig (mi bemolle maggiore)
    Composizione: ottobre 1817
    Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1897
    Frammento incompiuto
  2. Seconda variante - Mässig (do maggiore)
    Composizione: 1817 circa
    Edizione: Cappi, Vienna, 1825
    Dedica: Ludwig Ferdinand Schnorr
Organico: voce, pianoforte
Testo

Der Alpenjäger
Il cacciatore in montagna
Willst du nicht das Lämmlein hüten?
Lämmlein ist so fromm und sanft,
Nährt sich von des Grases Blüthen,
Spielend an des Baches Ranft?
»Mutter, Mutter, laß mich gehen,
Jagen nach des Berges Höhen!«
"Non vuoi custodire l'agnellino?
L'agnellino è buono e tenero,
si nutre dei germogli dell'erbetta,
giocando sulla riva del ruscello."
"Madre, madre, lasciami andare
a cacciare sulla cima della montagna!"
Willst du nicht die Heerde locken
Mit des Hornes munterm Klang?
Lieblich tönt der Schall der Glocken
In des Waldes Lustgesang.
»Mutter, Mutter, laß mich gehen,
Schweifen auf den wilden Höhen!«
"Non vuoi pettinare il gregge,
al dolce suono del corno?
Amabile risuona la campana
nel canto di gioia del bosco."
"Madre, madre, lasciami andare
a vagare per le selvagge alture!"
Willst du nicht der Blümlein warten,
Die im Beete freundlich stehn?
Draußen ladet dich kein Garten,
Wild ist's auf den wilden Höh'n!
»Laß die Blümlein, laß sie blühen,
Mutter, Mutter, laß mich ziehen!«
"Non vuoi coltivare i fiorellini,
dolci amici nel prato?
Fuori non ti alletta nessun giardino;
tutto è selvaggio sulle selvagge alture."
"Lascia sbocciare i fiorellini!
Madre, madre, lasciami andare!"
Und der Knabe ging zu jagen,
Und es treibt und reißt ihn fort,
Rastlos fort mit blindem Wagen
An des Berges finstern Ort,
Vor ihm her mit Windesschnelle
Flieht die zitternde Gazelle.
E il fanciullo va a cacciare,
condotto da una forza superiore,
senza posa, con cieco furore,
per gli oscuri luoghi della montagna;
davanti a lui, veloce come il vento
fugge la fremente gazzella.
Auf der Felsen nackte Rippen
Klettert sie mich leichtem Schwung,
Durch den Riß gespaltner Klippen
Trägt sie der gewagte Sprung,
Aber hinter ihr verwogen
Folgt er mit dem Todesbogen.
Sul nudo costone roccioso
essa si arrampica con slancio leggero;
supera i crepacci scoscesi
con salti eleganti;
ma la insegue lui, ardito,
con l'arco mortale.
Jetzo auf den schroffen Zinken
Hängt sie, auf dem höchsten Grat,
Wo die Felsen jäh versinken,
Und verschwunden ist der Pfad.
Unter sich die steile Höhe,
Hinter sich des Feindes Nähe.
Ora è su una cima scoscesa,
sul pizzo più alto,
sull'orlo di un precipizio,
dove non c'è più sentiero.
Sotto di lei il ripido vuoto,
dietro di lei il nemico vicino.
Mit des Jammers stummen Blicken
Fleht sie zu dem harten Mann,
Fleht umsonst, denn loszudrücken,
Legt er schon den Bogen an.
Plötzlich aus der Felsenspalte
Tritt der Geist, der Bergesalte.
Con gli sguardi muti del dolore
implora l'uomo crudele,
implora invano, ché lui prepara l'arco
a scoccare la freccia;
all'improvviso di fra le rocce viene lo Spirito,
il Vecchio della Montagna.
Und mit seinen Götterhänden
Schützt er das gequälte Thier.
»Mußt du Tod und Jammer senden,«
Ruft er, »bis herauf zu mir?
Raum für alle hat die Erde,
Was verfolgst du meine Heerde?«
E con le sue mani divine
protegge la bestiola spaventata.
"Porti morte e dolore - esclama -
fin quassù, da me?
C'è posto per tutti sulla terra;
perché perseguiti il mio gregge?"
(Traduzione di Ferdinando Albeggiani)


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Ultimo aggiornamento 28 maggio 2025