Der Blumen Schmerz (Il dolore dei fiori), op. 173 n. 4, D. 731

Lied per voce e pianoforte

Musica: Franz Schubert (1797 - 1828)
Testo: Johann Maylàth Organico: voce, pianoforte
Composizione: settembre 1821
Edizione: Spina, Vienna, 1867
Testo

Der Blumen Schmerz Il dolore dei fiori
Wie tönt es mir so schaurig
Des Lenzes erstes Wehn,
Wie ist es mir so traurig,
Daß Blumen auferstehn.
Come è terrificante per me
il primo soffio di primavera:
come mi sembra triste
che i fiori debbano riemergere dal suolo.
In ihrer Mutter Armen
Da ruhten sie so still,
Nun müssen, ach die Armen!
Hervor an's Weltgewühl.
Nelle braccia della loro madre
riposavano così tranquilli
e adesso, guarda un po’, i poverini
se ne escono nello scompiglio del mondo.
Die zarten Kinder heben
Die Häupter scheu empor:
"Wer rufet uns in's Leben
Aus tiefer Nacht hervor?"
Le tenere creature sollevano
timidamente le loro testoline:
chi ci chiama nella vita,
fuori da questa notte silenziosa?
Der Lenz mit Zauberworten
Mit Hauchen süßer Lust,
Lockt aus den dunklen Pforten,
Sie von der Mutter Brust.
La primavera con parole magiche,
con aliti di dolce piacere,
li ha attratti fuori dalle scure porte
del seno della madre.
In bräutlich heller Feyer
Erscheint der Blumen Pracht,
Doch fern schon ist der Freyer,
Wild glüht der Sonne Macht.
Come in una splendida festa di fidanzamento
appare la meraviglia dei fiori,
ma intanto il corteggiatore è già lontano:
selvaggia scotta la potenza del sole.
Nun künden ihre Düfte,
Daß sie voll Sehnsucht sind
Was labend würzt die Lüfte,
Es ist der Schmerzen Kind.
E adesso i loro profumi annunciano
che sono pieni di nostalgia:
quello che rende l’aria ristoratrice
è figlio del dolore.
Die Kelche sinken nieder
Sie schauen Erdenwärts:
"O Mutter nimm uns wieder
Das Leben gibt nur Schmerz."
Le corolle si chinano in giù
e guardano alla terra:
o madre, riprendici indietro,
la vita porta solo sofferenza!
Die welken Blätter fallen,
Mild deckt der Schnee sie zu -
Ach Gott! so gehts mit allem,
Im Grabe nur ist Ruh.
Poi i petali appassiti cadono,
la neve li ricopre benevolmente.
O Dio, succede così a tutti:
soltanto nella tomba c’è riposo!
(Traduzione di Antonio Zencovich)


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Ultimo aggiornamento 30 settembre 2025