| Aus Heliopolis | Aus Heliopolis |
| Im kalten, rauhen Norden Ist Kunde mir geworden Von einer Stadt, der Sonnenstadt. Wo weilt das Schiff, wo ist der Pfad, Die mich zu jenen Hallen tragen? Von Menschen konnt' ich nichts erfragen, - Im Zwiespalt waren sie verworren. Zur Blume, die sich Helios erkoren, Die ewig in sein Antlitz blickt, Wandt' ich mich nun, - und ward entzückt: |
Nel freddo, aspro nord, mi è giunta notizia di una città, la Città del Sole. Dove attende la nave, dov'è il sentiero che mi porta a quelle sale? Dalle persone non potei sapere nulla, tutti erano perduti nel dubbio. Verso il fiore, che si volge al sole, che sempre lo guarda in viso, mi volsi, e ne fui incantato. |
| »Wende, so wie ich, zur Sonne Deine Augen! Dort ist Wonne, Dort ist Leben; Treu ergeben, Pilg're zu, und zweifle nicht; Ruhe findest du im Licht; Licht erzeuget alle Gluten, - Hoffnungspflanzen, Thatenfluten!« |
Volgi, come me, gli occhi verso il sole! Là è gioia, là è vita; con fede e devozione va', e non avere dubbi; trovi pace nelle luce. La luce porta ogni splendore, piante di speranza, fiumi di azioni! |
| (Traduzione di Amelia Maria Imbarrato) |