Der zürnende Barde, D. 785

Lied per basso e pianoforte

Musica: Franz Schubert (1797 - 1828)
Testo: Franz Seraph von Bruchmann Organico: basso, pianoforte
Composizione: febbraio 1823
Edizione: Diabelli, Vienna, 1831
Testo

Der zürnende Barde Il bardo infuriato
Wer wagt's, wer wagt's, wer wagt's,
Wer will mir die Leier zerbrechen,
Noch tagt's, noch tagt's, noch tagt's,
Noch glühet die Kraft, mich zu rächen.
Chi osa,
di volermi spezzare la lira,
è giorno ancora,
e ancora arde in me la forza di vendicarmi.
Heran, heran, ihr alle,
Wer immer sich erkühnt,
Aus dunkler Felsenhalle
Ist mir die Leier gegrünt.
Venite, avvicinatevi, voi tutti,
vediamo chi mai avrà l'ardire;
Da oscure volte di roccia
È germogliata la mia lira.
Ich habe das Holz gespalten
Aus riesigem Eichenbaum,
Worunter einst die Alten
Umtanzten Wodans Saum.
Ho spaccato il legno
Staccandolo dalla enorme quercia,
sotto la quale gli antenati, un tempo,
danzavano al limite del bosco di Wotan.
Die Saiten raubt ich der Sonne,
Den purpurnen, glühenden Strahl,
Als einst sie in seliger Wonne
Versankt in das blühende Tal.
Le corde le ho rubate al sole,
togliendogli i raggi più rossi ed ardenti,
quando con gioia beata
tramontò nella valle fiorita.
Aus alter Ahnen Eichen,
Aus rotem Abendgold
Wirst Leier du nimmer weichen,
So lang die Götter mir hold.
Dalle querce degli antenati antichi,
dalle rosse sere dorate,
mia lira, non ti staccare mai,
fino a quando mi proteggeranno gli Dei.
(Traduzione di Ferdinando Albeggiani)


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Ultimo aggiornamento 6 marzo 2025