Der Pilgrim, op. 37 n. 1, D. 794

Lied per voce e pianoforte (in due varianti)

Musica: Franz Schubert (1797 - 1828)
Testo: Friedrich von Schiller
  1. Prima variante - Mässig (mi maggiore)
    Composizione: maggio 1823
    Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1895
  2. Seconda variante - Mässig (re maggiore)
    Composizione: 1823 circa
    Edizione: Cappi & Co., Vienna, 1825
    Dedica: L. F. Schnorr
Organico: voce, pianoforte

Testo

Der Pilgrim Il pellegrino
Noch in meines Lebens Lenze
War ich und ich wandert' aus,
Und der Jugend frohe Tänze
Ließ ich des Vaters Haus.
Era la mia vita a primavera,
quando cominciai a pellegrinare,
e le liete danze di gioventù,
le lasciai nella casa del padre.
All mein Erbtheil, meine Habe
Warf ich fröhlich glaubend hin,
Und am leichten Pilgerstabe
Zog ich fort mit Kindersinn.
Tutta la mia eredità, i miei averi,
li buttai via, felice della fede,
e col leggero bastone da pellegrino
me ne andai, innocente come un bimbo.
Denn mich trieb ein mächtig Hoffen
Und ein dunkles Glaubenswort,
Wandle, riefs, der Weg ist offen,
Immer nach dem Aufgang fort.
Allora mi spingeva una forte speranza
e un'oscura parola di fede,
cammina, gridava, la via è aperta,
sempre verso l'alto.
Bis zu einer goldnen Pforten
Du gelangst, da gehst du ein,
Denn das Irdische wird dorten
Ewig unvergänglich seyn.
Quando arrivi a un portone d'oro,
entra, e tutto ciò
che è terreno,
là diventa eterno ed immortale.
Abend wards und wurde Morgen,
Nimmer, nimmer stand ich still,
Aber immer bliebs verborgen,
Was ich suche, was ich will.
Venne sera e venne giorno,
non mi sono mai fermato;
ma sempre rimaneva nascosto
ciò che cerco, ciò che voglio.
Berge lagen mir im Wege,
Ströme hemmten meinen Fuß,
Über Schlünde baut ich Stege,
Brücken durch den wilden Fluß.
Montagne stavano sul mio cammino,
acque impetuose impedivano il mio passo,
sugli abissi ho costruito passaggi,
ponti sui fiumi nemici.
Und zu eines Stroms Gestaden
Kam ich, der nach Morgen floß,
Froh vertrauend seinem Faden
Warf ich mich in seinen Schooß.
E giunsi alla riva di un fiume
che scorreva verso mezzogiorno;
con lieta fiducia nella sua corrente,
mi buttai nel suo grembo.
Hin zu einem großen Meere
Trieb mich seiner Wellen Spiel,
Vor mir liegts in weiter Leere,
Näher bin ich nicht dem Ziel.
Al mare immenso
mi condusse il gioco delle sue onde:
davanti a me, solo il vuoto,
non mi avvicino alla meta.
Ach kein Steg will dahin führen,
Ach der Himmel über mir
ll die Erde nicht berühren,
Und das dort ist niemals hier.
Ah, non c'è strada
che mi porti là,
il cielo per me non tocca mai la terra,
e l'Altrove non è mai Qui!
(Traduzione di Amelia Maria Imbarrato)


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Ultimo aggiornamento 7 gennaio 2026