Der blinde Knabe (Il fanciullo cieco), op. 101 n. 2, D. 833

Lied per voce e pianoforte (in due varianti)

Musica: Franz Schubert (1797 - 1828)
Testo: Colley Cibber tradotto da J. N. Craigher de Jachelutta Organico: voce, pianoforte
Composizione: aprile 1825

Testo

Der blinde Knabe
Il fanciullo cieco
O sagt, ihr Lieben, mir einmal,
Welch Ding ist's, Licht genannt?
Was sind des Sehens Freuden all',
Die niemals ich gekannt?
Amici cari, chi mi può dire
cos'è questa cosa che "luce" è chiamata?
In cosa consiste della vista il piacere,
una sensazione che non ho mai provata?
Die Sonne, die so hell ihr seht,
Mir Armen scheint sie nie;
Ihr sagt, sie auf und nieder geht,
Ich weiß nicht wann, noch wie.
Il sole, che splendente vedete,
a me non rivela il suo raggio,
che sorge e tramonta mi dite
ma io non so dove né quando.
Ich mach' mir selbst so Tag und Nacht,
Dieweil ich schlaf' und spiel',
Mein inn'res Leben schön mir lacht,
Ich hab' der Freuden viel.
Da solo mi creo il giorno e la notte,
durante il gioco o il riposo;
mi arride una ricca vita interiore,
e spesso di questo gioisco.
Zwar kenn' ich nicht, was euch erfreut,
Doch drückt mich keine Schuld,
D'rum freu' ich mich in meinem Leid,
Und trag' es mit Geduld.
Anche se ignoro cosa può farmi lieto,
da colpe non mi sento oppresso,
del mio dolore, perciò, mi rallegro
e paziente lo sopporto.
Ich bin so glücklich, bin so reich
Mit dem, was Gott mir gab,
Bin wie ein König froh, obgleich
Ein armer blinder Knab'.
Mi sento ricco e contento,
per quello che Dio mi ha concesso,
come un sovrano mi sento,
io povero fanciullo cieco.
(Traduzione di Ferdinando Albeggiani)


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Ultimo aggiornamento 16 giugno 2025